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mar

22

ott

2013

Intervista esclusiva con CJ RAMONE - "E’ da molto che non sento musica realmente punk. Sembra che ora il punk sia più qualcosa legato alla moda"


 

Bassista dei Ramones dal 1989 al 1996, Christopher Joseph Ward, in arte Cj Ramone, ha concesso a Rock Rebel Magazine un’esclusiva intervista prima del concerto di Roma del 18 ottobre. Raggiunto sul tour bus, Cj ci ha parlato della collaborazione con i Social Distortion, dell’autobiografia e del nuovo album che sta scrivendo e di quando i Metallica lo chiamarono per sostituire Jason Newsted.

 

di Amelia Tomasicchio

 

 

Cj Ramone e Amelia
Cj Ramone e Amelia

RRM: Ciao CJ, grazie mille per questa intervista. E’ un onore conoscerti. Come sta andando il tour?

CJ: Ciao, grazie a te! Il tour sta andando bene. Abbiamo un pubblico di circa 150 persone a notte. Siamo stati in Germania, Belgio, Austria, Russia e Italia, quindi sta andando alla grande. Sai, i fan sembrano apprezzare e molta gente ci chiede di sentire canzoni del mio nuovo disco, il che è meraviglioso. E’ un tour divertente.

 

RRM: Nel suonare oggi provi le stesse emozioni che provavi in passato?

CJ: Sì, le emozioni non sono cambiate. Amo ancora suonare ogni sera. Mi piace essere sul palco, suonare, viaggiare e tutto il resto. Ora è un po’ diverso perché ho un famiglia, quindi essere in viaggio per un lungo periodo di tempo non è molto divertente; dopo un mese mi iniziano a mancare i miei figli e mia moglie. Ma amo ancora quello che faccio ed è ancora la cosa che preferisco.

 

RRM: Com’è nata la collaborazione con Jonny e David dei Social Distortion?

CJ: Di solito suono con Steve Soto e Dan Root degli Adolescents e per un po’ di tempo David è venuto con noi. Jonny, invece, si è unito a noi queste volta perché Steve e Dan avevano già iniziato un grande tour con gli Adolescents, quindi Jonny è stato tanto gentile da unirsi a me, il che è grandioso. In realtà tutto è iniziato durante le registrazioni di “Reconquista”, il mio album solista. L’ho registrato due volte a New York, ma non mi piaceva, non era abbastanza buono. Quando stavo per registrarlo per la terza volta, ho sentito Steve Soto degli Adolescents e gli ho detto quale fosse il mio dilemma: avevo un grande disco e lo volevo registrare, ma non stavo riuscendo ad ottenere quello che volevo. Così Steve disse: “Vieni qui e lo facciamo insieme”. Lì ho incontrato Jonny e David. Jonny suona in due tracce del disco. E’ bello lavorare con persone che suonano in band di cui sono fan, persone professionali e che rispetto.

 

RRM: So che ti è stato chiesto centinaia di volte, ma ancora poche persone ne sanno qualcosa, quindi vorrei che ce ne parlassi ancora. E’ vero che i Metallica ti contattarono due volte per sostituire Jason Newsted?

CJ: Sì, è vero. Non dissi di no perché non mi piacciono i Metallica. Adoro davvero i Metallica ed ero un loro grande fan da bambino. Ma ora ho figli e al maggiore fu diagnosticato l’autismo, quindi non ho proprio potuto accettare l’offerta. Sarebbe stato impossibile per me dedicarmi a pieno a mio figlio stando in tour, né lui poteva seguirmi on the road. Quindi rimasi a casa e mi dedicai completamente a mio figlio. Ora, se lo incontri, non diresti mai che gli era stato diagnosticato l’autismo. Quindi non dissi no perché non mi piacevano i Metallica, ma penso che se non fossi rimasto a casa mio figlio non sarebbe guarito bene come ha fatto. Ad ogni modo è una cosa difficile da dimenticare.

 

RRM: Quando hai iniziato a suonare il basso? Suonavi altri strumenti prima?

CJ: Da ragazzino iniziai a suonare la batteria e presi anche lezioni di violino. Ma amavo gli sport. Giocavo a baseball, hockey sul ghiaccio e football. Ma ebbi un problema: durante un’estate crebbi davvero tanto e tutti i legamenti delle mie ginocchia si ruppero e non potetti giocare per due anni. I miei amici avevano una band e gli mancava il bassista, quindi iniziai a provare a suonare il basso.

 

RRM: Qual è l’attrezzatura che userai stasera?

CJ: Il mio basso è un modello CJ. Ora uso un basso signature Cj Ramone con le corde della compagnia SIT. Siccome picchio duro e suono molto forte, ho sempre avuto problemi a mantenere il volume, ma questa compagnia ha realizzato corde davvero ottime. Inoltre uso plettri extra forti della compagnia Pic World.

 

RRM: Un paio di anni fa hai detto che stavi scrivendo un’autobiografia. Ci stai ancora lavorando?

CJ: Sì, è ancora in corso. E’ divertente perché non avevo mai realizzato quanto potesse essere difficile scrivere un libro. Ho iniziato a scriverlo prima che nascesse mia figlia e da quando è nata è stato difficile trovare il tempo per dedicarmi al libro. Ora ha appena iniziato ad andare a scuola e ho ricominciato a dedicarmi al libro, che spero di finire entro il prossimo anno. Ho quasi finito. Conterrà 300 pagine.

 

RRM: Stai scrivendo un nuovo album? Cosa possiamo aspettarci dal seguito di "Reconquista"?

CJ: Sì. Ho quasi metà del nuovo disco già scritto. A gennaio/febbraio vorrei finire di scriverlo e iniziare a registrarlo a marzo con l’aiuto del produttore Ed Stasium, che lavorò con i Ramones sui primi dischi. Probabilmente il sound sarà lo stesso di “Reconquista”, forse con alcune canzoni più simili a quelle dei Bad Chopper.

 

RRM: Pensi di pubblicare il nuovo disco su Pledge Music, come con "Reconquista"?

CJ: Non lo so ancora. Voglio dire, non avrei nessun problema a lavorare di nuovo con Pledge Music. Mi è piaciuto davvero essere in diretto contatto con i fans. Ho curato tutta l’evoluzione del disco, ho impacchettato molte confezioni e le ho spedite io stesso. Ma per il prossimo disco mi piacerebbe avere una compagnia più grande. Non lo so, ci devo pensare.

 

RRM: Sappiamo che la famiglia di tua madre vive in Italia. Qual è la tua relazione con il nostro Paese?

CJ: La famiglia della madre di mia madre è del Sud, mentre la famiglia del padre di mia madre è del Nord, di Torino. Mia madre, infatti, è davvero folle. Siccome molte generazioni vivono negli Stati Uniti, io non ho mai incontrato i miei parenti italiani. Uno dei miei cugini ha giusto iniziato a vedere quali parenti sono qui. Sarebbe divertente venire qui e andare a trovare la famiglia. La famiglia di mia madre parlava italiano in casa, quindi lei è cresciuta in una famiglia che parlava italiano a Boston, Massachusetts. Da piccolo ho sentito molto parlare in italiano, ma non l’ho mai imparato. Negli USA molti immigranti non vogliono insegnare ai propri figli la lingua natia, perché vogliono che siano a tutti gli effetti americani. La mamma di mio padre parla francese fluentemente, ma non ho imparato neanche quello.

 

RRM: Pensi abbia ancora senso parlare oggi di punk? E’ ancora vivo secondo te?

CJ: E’ da molto che non sento musica realmente punk. Sembra che ora il punk sia più qualcosa legato alla moda. Viste le politiche attuali, le cose oggi sono davvero sbilanciate e di solito queste sono le condizioni per cui si iniziano ad avere movimenti punk. Durante questo tour ho visto un paio di giovani band che hanno un sound simile a quello che io considero punk. Ma il punk è diverso da persona a persona. Negli USA il punk non è mai stato qualcosa di veramente legato alla politica, con band come i Ramones e Blondie. Eravamo più che altro ragazzi di strada, non attivisti politici. In Europa, invece, il punk era maggiormente legato alla politica. Penso che finché avremo ragazzi frustrati avremo il punk. Sembra essere un ottimo modo per esprimere le emozioni. Ma il mondo è diverso ora. Io sono cresciuto in una famiglia povera, non avevamo molto e vivevamo in un’area davvero depressa, quindi il punk era uno sbocco naturale per me. I miei figli, invece, hanno una vita molto migliore, quindi per loro il punk è solo qualcosa legato allo stile, non qualcosa che sentono davvero, il che non è una cosa cattiva, preferisco sia così.

 

RRM: Qual è stata la reazione dei tuoi genitori quando hai iniziato a suonare e a dedicare la tua vita alla musica?

CJ: Mia madre e mio padre sono sempre stati molto orgogliosi di me, ma volevano anche essere vendicati, perché molti dei loro amici sparlavano su di me, dicendo cose come: “Tuo figlio è un perdente con i capelli lunghi”. Penso abbiano sentito molte di queste cose dai loro amici. Quindi quando sono entrato nei Ramones hanno ottenuto una sorta di vendetta.