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mer

23

ott

2013

Recensione SEPULTURA - "The Mediator Between Head And Hands Must Be The Heart"

SEPULTURA

The Mediator Between the Head and Hands Must Be the Heart

Nuclear Blast

Release date: 22 Ottobre 2013

 

 

 

Il Brasile è un paese meraviglioso; belle donne, belle spiagge, persone che sorridono anche davanti ad una vita che non ha dato loro niente perché hanno una voglia di vivere che è sopra la media e naturalmente tanta bella musica. Ma aldilà degli artisti famosi per la musica popular brasileira, il Brasile ci ha dato una grandiosa band di thrash-death metal, i SEPULTURA.

 

Nonostante varie vicissitudini e cambi di line up i nostri sono più vivi e vegeti che mai e in questo freddo ottobre ne abbiamo la tredicesima prova in studio a sancirne il ritorno, “The Mediator Between the Head and Hands Must Be the Heart”.

 

La prima cosa che salta facilmente all’orecchio è quanto il richiamo old style di album come “Beneath the Remains” o “Arise” la faccia da padrone visto l’approccio prettamente speed, ma con uno sguardo anche al tribale “Roots”. “The Mediator Between the Head and Hands Must Be the Heart” è un concentrato di tutto questo, dieci brani che spingono l’ascoltare verso lidi difficili, fatti di riff duri come le facce di qualche “dead man walking”. La voce di Derrick Green, acida e soffocata è il giusto compendio alle magie che Andreas Kisser mette sul piatto della bilancia con la sua sei corde. Brani come “Trauma of War” o “Tsunami” non lasciano dubbi su quanto la band cerchi un approccio cattivo e performante tipico dei loro live. L’incedere tipicamente doom di “Grief” e come dicevamo quello tribale e natio di “Da Lama ao Caos” (cover di Chico Science & Nacao Zumbi) si intersecano bene con uno degli album più estremi della band. Sono tantissime le voci che vedono il ritorno alla base di Max e Igor Cavalera, ma ad essere sinceri quello che i ragazzi di San Paolo sono riusciti a creare dopo la loro uscita dalla band sembra molto più che dignitoso e meritevole di consensi per vederselo sfuggire di mano. Che poi la formazione originale viaggi su altri binari completamente è tutto un altro paio di maniche ma sentendo brani come “The Age of The Atheist”, la “saudade” è completamente inappropriata.

 

Non si sa se è il cuore che media tra la testa e le mani, ma sicuramente i Sepultura con questo splendido lavoro ci mettono tanto del loro per portarci a pensarlo.

 

 

Recensione a cura di Emiliano Vallarino

 

 

Tracklist:

01. Trauma of War

02. The Vatican

03. Impending Doom

04. Manipulation of Tragedy

05. Tsunami

06. The Bliss of Ignorants

07. Grief

08. The Age of The Atheist

09. Obsessed

10. Da Lama ao Caos

 

Line up:

Andreas Kisser (chitarra)

Derrick Green (voce)

Paulo Jr. (basso)

Eloy Casagrande (batteria)