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dom

27

ott

2013

LiveReport FIREFEST (Day 2) @ Rock City – Nottingham (U.K.) Hardline +Shooting Star + H.E.A.T. + Treat + Heavens Edge + Von Groove + Nation -19 Ottobre 2013

Report e foto a cura di Fabrizio Tasso

Ci si sveglia presto questa mattina, infatti da oggi le porte saranno aperte dalle 12:00 e il primo gruppo in scaletta è previsto per le 12 e 30. Abbiamo giusto il tempo di gustarci un succulaneto english breakfast per poi dirigerci all'hotel dove alloggiano le band. Qui troviamo ad aspettarci Johnny Gioeli e Alessandro Del Vecchio, che ci concedono una splendida video intervista (disponibile a breve sul nostro sito). Finito il nostro compito svoltiamo l'angolo e ci fiondiamo direttamente dentro il Rock City.

Come ieri, è un gruppo scandinavo ad aprire le danze. I Nation sono l'eccezione del festival. Il loro metal melodico inframezzato da spunti power è la proposta più “estrema” che il Firefest 2013 ha in programma. Non conoscevamo molto questa band, ma tutto sommato ci hanno fatto divertire. La voce di Isaac Isaacson è pulita e potente e le canzoni hanno linee melodiche di facile presa. Pur non essendo il massimo dell'originalità, i Nation sanno comunque il fatto loro, non male “Just Before” e “You'll See” e la conclusiva “Waterloo”, cover degli Abba. Bravi.

 

Set List:

1. Throw The Dice

2. Don't Need To Come

3. Just Before

4. Live A Lie

5. See Them Fall

6. Without Remorse

7. You'll See

8. Waterloo (Abba Cover)

Eravamo molto curiosi di assistere allo show dei Von Groove. La band canadese ha sempre dato alle stampe ottimi lavori, ma, si sà, la prova dal vivo e tutta un'altra cosa. E' bastata l'iniziale “Can't Get Too Much” a fugare ogni nostro dubbio! Michael Shotton dietro il microfono è un vero animale da palco. La sua presenza scenica e la sua voce sono il valore aggiunto della band. Vengono sparate tutte le loro hit come “House Of Dreams”, “Two Nights In Tokyo” e la bellissima “Once Is Not Enough”, che fanno esplodere il pubblico in applausi fragorosi. Grandissimo show di una grandissima band.

 

Set List:

1. Can't Get Too Much

2. I Can't Find My Groove

3. House Of Dreams

4. Driving Off The Edge Of The World

5. Control

6. Two Nights In Tokyo

7. Once Is Not Enough

Aspettavamo questa band al varco dal 1990, anno di uscita del loro primo, magnifico album. All'epoca quel vinile fu letteralmente consumato dalla puntina del nostro giradischi. 23 anni anni di attesa sono stati lunghi, ma stasera gli Heavens Edge ci hanno ampiamente ripagato con uno show da brividi. Innanzitutto sono state scelte le più belle canzoni dei loro due lavori come “Play Dirty”, “Don't Stop, Don't Go”, “Find Another Way” e la bellissima “Just Another Fire” (eseguita in acustico, da pelle d'oca). Ma la loro vera arma vincente è stato l'atteggiamento tipico dello street rock anni 90, fatto di mosse e atteggiamenti che ci hanno divertito a più non posso fino all'ultima nota di “Can't Catch Me”. Show immenso di un gruppo che ha ricevuto di meno, in termini di popolarità, di quanto avrebbe meritato. Sublimi!

 

Set List:

1. Play Dirty

2. Daddy's Little Girl

3. Jacky

4. Don't Stop, Don't Go

5. Just Another Fire

6. Some Other Place – Some Other Time

7. Skin To Skin

8. Is That All You Want

9. Find Another Way

10. Can't Catch Me

Avevamo avuto modo di vedere all'opera i Treat in Italia qualche anno fa e ci avevano davvero coinvolto. Questa sera, complice la partecipazione al Firefest, la band di Robert Ernlund (voce) e Jamie Borger (batteria, ex Talisman) ci ha veramente triturato le ossa grazie al suo hard rock ad alto contenuto adrenalinico. Festeggiando i loro 30 anni di onorata carriera, i Treat ci propongono un live fiammeggiante che ripercorre la loro lunga storia. Da “The War Is Over” in poi è un'escalation di divertimento. Il Medley, “We Own The Night” e l'epica “Skies Of Mongolia” raggiungono picchi altissimi ed il pubblico rimane estasiato dalla bravura dei musicisti. Specialmente la sezione ritmica merita un plauso speciale, con un Borger sugli scudi. Prova di esperienza e di cuore, applausi a scena aperta.

 

Set List:

1. The War Is Over

2. Strike Without A Warning

3. Ready for The Taking

4. Papertiger

5. Changes/Rev It Up/Party All Over/Too Wild Medley

6. We Own The Night

7. Get You On The Run

8. Conspiracy

bis

9. Skies Of Mongolia

10. World Of Promises

Gli H.E.A.T. sono stratosferici. Se c'è una band che ha letteralmente messo a ferro e fuoco il Firefest è certamente questa. La carica e l'energia che questi ragazzi riescono a sprigionare è qualcosa di unico. Erik Gronwall è innegabilmente uno dei migliori frontman emersi negli ultimi anni. Il suo modo sfrontato di stare sul palco, unito alle sue grandi capacità vocali, fanno di questo ragazzo un vero e proprio uragano. Puntando prevalentemente sulle canzoni di “Address The Nation”, inframezzate da pezzi dei primi due cd, gli H.E.A.T. riversano sul pubblico tonnellate di energia allo stato puro, coinvolgendo tutta la sala in ovazioni strepitose. I pezzi ci sono, l'attitudine anche e la degna conclusione è un inaspettato, quanto divertente, stage diving da parte di Gronwall. Che dire? Immensi!

 

Set List:

1. Breaking The Silence

2. Better Off Alone

3. 1000 Miles

4. Late Night Lady

5. Straight For Your Heart

6. Beg Beg Beg

7. Downtown

8. Falling Down

9. Heartbreaker

10. Danger Road

11. In And Out Of Trouble

12. Living On The Run

13. It's All About Tonight

La prestazione degli Shooting Star ci ha lasciato un po con l'amaro in bocca. Sebbene non sia facile suonare dopo un concerto come quello degli H.E.A.T., a nostro parere la band americana poteva dare di più. L'esperienza certo non gli mancava (primo lavoro inciso nel 1980) e la classe neanche, ma purtroppo il loro live non è mai decollato pienamente. L'atteggiamento della band è risultato troppo statico e sebbene canzoni come “Touch Me Tonight”, “Breakout” e la rockeggiante “Hang On For Your Life” siano state sopra la media, non sono riuscite a salvare un concerto che per troppi tratti è risultato noioso ai più. Peccato.

 

Set List:

1. Summer Sun

2. It's Not Over

3. Are You On My Side

4. Flesh & Blood

5. Somewhere In Your Heart

6. Bring It On

7. Touch Me Tonight

8. Hollywood

9. Tonight

10. Breakout

11. Hang On For Your Life

12. Last Chance

Chiusa la parentesi Shooting Star, è tempo di concentrarci sugli headliner di questa seconda serata, gli HARDLINE. Della formazione originale è rimasto solo il singer Johnny Gioeli, ma vi assicuro che Josh Ramos non ha fatto rimpiangere minimamente Neal Schon e che la classe (e soprattutto la bravura) di Alessandro Del Vecchio sono stati un manna per il cuore e per le orecchie. Il sodalizio che poi si è creato tra Johnny e Ale ha rasentato la perfezione, regalandoci simpatia ed emozioni come nessun altro era ancora riuscito a fare in questa giornata. I pezzi hanno coperto tutta la discografia della band e sono stati eseguiti con un trasporto ed un'enfasi unica. Il nuovo (vedi “Danger Zone” e “Fever Dreams”) si è miscelato alla perfezione con i classici degli Hardline (come “Dr. Love”, Life's A Bitch e “Takin' Me Down”). Ci sono stati momenti di commozione quando Johnny dedica “In This Moment” al figlio 18enne di un suo caro amico, da poco scomparso in un incidente, e momenti divertenti come quando Jeff Scott Soto li ha raggiunti sul palco per “Hot Cherie” (conoscendo poco il testo, tra l'altro). Immancabile in chiusura l'hit per eccellenza “Rhythm From A Red Car”, cantata a squarciagola da tutto il Rock City, che chiude in apoteosi questa seconda giornata del Firefest. Non ci resta che uscire con un sorriso stampanto in faccia, consapevoli che domani sarà un'altra grande avventura.

 

Set List:

1. Danger Zone

2. Takin' Me Down

3. Everything

4. Fever Dreams

5. Dr. Love

6. In This Moment

7. Keybord Solo

8. Voices

9. Drum Solo

10. Life's A Bitch

11. In The Hands Of Time

12. Weight

13. Hot Cherie (With Jeff Scott Soto)

bis

14. Rhythm From A Red Car

Shooting Star

H.E.A.T.

Treat

Heavens Edge

Von Groove

Nation