CONDIVIDI

gio

07

nov

2013

LiveReport HEAT FESTIVAL: HAREM SCAREM, THE POODLES and more band @ Rockfabrik, Ludwigsburg (Germania) - 3 novembre 2013

Report e foto a cura diAndrea Lami

Ancora inebriati dalle emozioni del Firefest, eccoci pronti a gettarci in un altro festival, un po' più vicino, decisamente più contenuto a livello di band, ma che non possiamo perdere. Il concerto si è tenuto di Domenica, un vero peccato perché causa di non pochi pensieri-problemi di rientro e per la settimana a venire, altrimenti si potrebbe tranquillamente dire che tutto è stato perfetto.

 

Innanzitutto parliamo della location, il Rockfabrik di Ludwigsburg è uno dei locali più belli che ci sia capitato di vedere. Si tratta di uno dei locali storici dove si tengono un'infinità di concerti di ottimo livello. Nato come una discoteca e successivamente trasformatosi in un ritrovo hard & heavy, il Rockfabrik ha tutto quello che si può volere e desiderare quando si va ad un concerto. All'interno del locale ci sono due pub con ottima birra (siamo in germania!!), una pizzeria, un altro locale dove poter mangiare hamburger, patatine e cose del genere. Non mancano gli spazi per i venditori di t-shirt e cd, nuovi ed usati. Che dire del palco di dimensioni interessanti, né gigante, né piccolo. Ma una delle cose più belle è la sensazione che si prova al suo interno, perché si ha la concreta idea che tra il pubblico ci siano musicisti di spessore ed infatti a ben osservare abbiamo visto e catturato David Readman (Pink Cream 69, Adagio, Voodoo Circle ecc.) nonché Mat Sinner (Sinner, Primal Fear, Voodo Circle ecc.). Insomma è impossibile non rimanere affascinati da questo posto e dalla gente che lo frequenta.

Dopo circa sette ore di viaggio arriviamo al locale, la prima band che troviamo su palco sono i COVERED CALL di Goran Edman, singer che ha prestato le sue corde vocali ai dischi solisti di John Norum, Yngwie Malmsteen, Brazen Abbot e molti altri. Sfortunatamente arriviamo tardi e riusciamo a gustarci solamente due brani, il minimo indispensabile per vedere all'opera un professionista, un vecchio leone e sentire il suo ruggito. Due canzoni non bastano per dare un giudizio ad una band, sarà nostra premura ascoltare tutto l'album al più presto.

SetList:

1. Think About All Times

2. Make A Wish

3. Nothing Lasts Forever

4. Last Goodbye

5. Lorraine

6. Look Into Your Mind

7. When The Lights Are Out

Alle 15.00 salgono sul palco i BAI BANG che abbiamo avuto già occasione di vedere all'opera e di intervistare di recente nella loro venuta in Italia (vedi report ed intervista  ). Le canzoni “Rock it”, “Everybody. Everywhere” o “Bai Bang” sono ruffiane e colpiscono subito il bersaglio. Le movenze della band, soprattutto del singer Diddi anche se non più giovanissimo, sono praticamente perfette. Peccato non si possa dire la stessa cosa dei suoni, ma il lavoro del tecnico non è così facile dovendo cambiare settaggio per le otto band che si alterneranno sul palco. Bai Bang decisamente promossi per ruffianeria.

SetList:

1. Everybody Everywhere

2. Come On

3. Are You Ready

4. Rock It

5. Crazy

6. Party Queen

7. Big Time Party

8. Bai Bang

9. I Love The Things You Hate

10. Run The End

Ormai con una precisione che sembra provenire dalla vicina svizzera ogni ora sale sul palco un nuovo gruppo ed ora è la volta dei nostrani LIONVILLE che nel breve tempo di quarantacinque minuti riescono a far esplodere letteralmente il locale. Finalmente il pubblico inizia a rispondere più attivamente e ne ha tutte le ragioni considerando le qualità dei musicisti e delle canzoni eseguite. Alessandro Del Vecchio è il vero mattatore, sia quando chiacchiera allegramente con il pubblico ma soprattutto quando ci delizia dividendosi tra testiere e voce. Orgogliosi di ciò che ci hanno regalato, non possiamo non citare gli altri membri della band: Stefano Lionetti (chitarra), Mario Percudani (chitarra), Nicola Mazzuconi (basso) e Alessandro Mori (batteria). I Lionville ci hanno fatto sentire assolutamente fieri di essere italiani per quello che sono riusciti a trasmettere. Grazie di cuore.

SetList:

1. Here By My Side

2. All We Need

3. Another Day

4. The World Without Your Love

5.The Only Way Is Up

6. Power Of My Dreams

7. Higher

8. With You

Dopo il solito cambio di palco, arrivano i NEWMAN quartetto inglese che ha all'attivo ben undici album (qui una nostra recente recensione: http://www.rockrebelmagazine.com/recensione-newman-under-southern-skies-1/ ) che ruotano tutto intorno all'hard rock melodico. La scaletta prende a piene mani dalla discografia della band e si avvicina alla tracklist dell'album live pubblicato nel 2010, sintomo questo che ci troviamo di fronte ad un best of, ad una rappresentazione del meglio che il quartetto ha pubblicato. La simpatia ed il divertimento che i musicisti mettono nel suonare è percepibile tanto che la si può cogliere con nitidezza da sotto al palco, simpatia contagiosa.

SetList:

1. Some Kind Of Wonderful

2. Every Moment

3. Stay With Me

4. Primitive Soul

5. If It's Love

6. Coming Home Tonight

7. heaven Knows

8. One Step closer

Gli HARTMANN prendono possesso del palco alle 18.00 precise e si sente nell'aria una sorta di cambio di marcia. Molto probabilmente gran parte del pubblico aspettava questo momento perché inizia a mancare lo spazio e diventa sempre più difficile riuscire a rubare qualche fotografia. La sezione ritmica (Markus Kullmann alla batteria e Armin Donderer al basso) della band è potente e detta con precisione i tempi nei quali gli altri musicisti (Mario Reck alla chitarra ed Oliver Hartmann alla voce-chitarra) riescono a muoversi con disinvoltura. Bastano davvero poche canzoni (“Right Here Right Now” o “Save Me”) per vedere la gente esaltarsi, cantare, saltare e ballare, i mini-pub si svuotano e tutto fila per il verso giusto.

 

Qualche problema tecnico viene accusato dalla band successiva, gli AT VANCE, problemi risolti brevemente sempre grazie alle capacità dei musicisti e dei tecnici. Esibizione gradevole, il pubblico che al termine degli Hartmann era uscito a fumare, ritorna in massa. Questa era la band che meno conoscevamo e che era stata scelta come vittima sacrificale per recuperare qualche forza andando a riposare un po' in macchina, ma la bontà delle prime canzoni, ci ricordiamo per esempio “Evil in you”, ci ha fatto cambiare idea, tanto che ci siamo dedicati al concerto nella sua completezza, un'altra band della quale bisognerà approfondire al più presto.

Finalmente arriva il momento che tanto aspettavamo. I THE POODLES salgono sul palco alle 20.30, puntualissimi. Lo show inizia con “Misery Love Company” canzone potente che apre l'ultimo album “Tour De Force” (vedi la nostra recensione), a tal punto che non si arriva neanche al chorus che tutti ballano, cantano e saltano. Si prosegue con “Metal Will Stand Tall” ed il ritmo non accenna a smettere. La presenza scenica del quartetto (ma soprattutto del cantante Jakob Samuel e del bassista Pontus Egberg) è totale e risulta impossibile distogliere gli occhi dal palco. Non c'è una canzone sbagliata nella scelta dei quattro svedesi, neppure “En For Alla for En” brano in svedese ma tra la simpatia di Jakob (“cantatela anche se non sapete le parole, tanto siamo tra amici”) e la bellezza del brano lo fa risultare vincente. Uno spettacolo che aspettavamo dall'uscita dell'album e che ci ha ripagato dei tanti chilometri fatti.

 

SetList:

01. Misery Love Company

02. Metal Will Stand Tall

03. Cuts Like A Knife

04. Shut Up!

05. Thunderball

06. Crying

07. En For Alla For En

08. I Rule The night

09. Like No Tomorrow

10. Sevens Sea

11. Night Of Passion

 

Mancano dieci minuti alle dieci di sera quando ecco arrivare gli HAREM SCAREM headliner della serata. La scaletta proposta è identica alla data alla quale abbiamo assistito Mercoledì in Italia, quindi con brani estratti dall'omonimo album ma anche da “Mood Swing II” recentemente dato alle stampe (vedi recensione ) solo che qui al Rockfabrik il palco, i suoni, tutto è migliore e la resa ne guadagna notevolmente. Il quartetto è ancora più in forma ed ogni brano proposto stasera, complice anche averli riascoltati solamente quattro giorni fa. Il batterista Darren James Smith ripete lo show effettuato in qualsiasi data, lasciando la sua simpatia libera di esprimersi. “Hard To Love”, “Saviors Never Cry”, “Sentimental Blvd” (sempre cantanta da Darren James Smith), “Honestly” sono canzoni che hanno già superato la prova del tempo. Una delle cose più delle della serata è vedere a bordo palco gente come Steve Newman e Shaun Bessant dei Newman o Henrick Bergqvist dei The Poodles oppure Oliver Hartmann insieme a Mario Reck assistere all'esibizione della band headliner e congratularsi in diretta. Anche questo clima ha reso la giornata indimenticabile sotto ogni punto di vista tanto da iniziare a pensare di presenziare anche il prossimo anno, sperando, come già detto, che il festival possa tenersi di sabato per renderlo ancora più facilmente raggiungibile.

 

SetList:

1. Saviors Never Cry

2. Dagger

3. Hard To Love

4. If There's Was A Time

5. Sentimental Blvd

6. Slowly Slipping Away

7. Honestly

8. Karma Cleasing

9. Stranger Than Love

10. Jealousy

11. Just Like I Planned

12. Empty Promises

13. Mandy

14. Had Enough

bis

15. No Justice

16. Change Comes Around