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2013

Live Report CHILDREN OF BODOM + Decapitated + Medeia @ Live Club, Trezzo d'Adda (MI) - 8 Novembre 2013

Report a cura di Andrea Evolti - foto di Stefania Guarino

Non ci sono dubbi! Quando si tratta di portare su di un palco tutte le doti essenziali di una band metal, i Children of Bodom sono una vera forza della natura, per quel che riguarda tecnica, energia, ferocia, ma anche quel quid scenografico che rende un concerto, uno spettacolo memorabile ed un locale come il Live Club di Trezzo d'Adda un teatro con all'interno un campo di battaglia.

 

Ad aprire la serata, giusto per scaldare gli animi di una già nutritissima platea, ci sono i connazionali dei COB, i Medeia, five-piece di Tampere dedito ad un death metal incrociato con influenze crossover e groove-metal, attivo dal 2006 e già fautore di 4 album, dei quali 'Iconoclast' è l'ultima fatica uscita quest'anno. Potenti, aggressivi ed a loro agio nella dimensione live, la formazione finnica scalda il pubblico ed ottiene ottimi responsi, con una prova tutta d'impatto, piacevole ma che lascia l'unico dubbio sull'utilità della tastierista Laura Dziadulewicz, che appare veramente impalpabile, forse anche per motivi di suoni. Per il resto, energica e rispettabile prova.

 

Un ritorno in Italia gradito, quello dei polacchi Decapitated, una formazione che non ha mai riscosso appieno il successo meritato, nonostante il talento dei singoli musicisti ed uno stile tecnico ma anche nervoso, che la discostano un po' dalla tradizione della scena death polacca. Tornati sul mercato un paio d'anni fa, dopo la tragica scomparsa del loro storico batterista Vitek (2007) con un nuovo album, 'Carnival is Forever', la formazione di Krosno assalta muscoli e sistema nervoso centrale del pubblico con suoni potenti, compatti, brani che prendono alla gola e non ti lasciano più andare, fino a trascinarti in una violenta spirale nevrotica, grazie all'operato del chitarrista Jacek Hiro, generatore di riff nevrastenici ed assoli stringati ma tecnici (anche se nei brani di recente composizione appare un po' troppo parco) ed al batterista irlandese Kevin Foley, autentico artista della doppia cassa, che ci offre un drumming terremotante ma dotato di una splendida fluidità e varietà nell'uso dei piatti. Poco più di mezzora: non è molto per i Decapitated, ma la loro classe lascia il segno sul pubblico infuocato dai 4 deathster polacchi.

 

E' una splendida e gelida notte per tornare a Crystal Lake, potrebbe pensare Jason Voores...specie dopo la performance dei Children of Bodom, assolutamente stellare sotto ogni punto di vista, anche quello dell'atmosfera creata. I 5 finnici, forti di un ultimo album, 'Halo of Blood', che fa tesoro delle loro ultime esperienze musicali ma segna anche un ritorno alle feracità di 'Something Wild' ed 'Hatebreeder', e di uno spettacolo scenografico che si basa molto su luci, colori e proiezioni video che richiamano, a volte, a certi comic-movie d'autore come 'Sin City', saltano alla gola di un pubblico che non si fa pregare due volte per scatenarsi in mosh-pit ferocissimi. Ed è così che brani come 'Sixpounder', 'Transference' e le altre prese da 'Halo of Blood' o le più classiche 'Silent Night, Bodom Night', hanno l'effetto di una granata in una cristalleria, scatenando l'assalto del pubblico alle prime file, per tentare innumerevoli body-surfing fino al pit dei fotografi.

 

Laiho e Warman sono in assoluto i mattatori della serata, impegnati nei loro infiniti duelli di assoli, ai quali si aggiunge anche l'altra chitarra di Roope Latvala, per raggiungere il climax dei brani, vere corse folli tra le nevi perenni di creature intente a predare di tutto, un po' come gli zombie nazisti di 'Dead Snow' o i vampiri di '30 Giorni di Buio'. Oscurità, gelo, neve e qualcosa di selvaggio che ti osserva: questo è l'ambiente da slasher-movie che si respira, grazie alla splendida scenografica video scelta che, unita all'energia dei 5 di Espoo ed al loro talento, trasformano brani come 'Bodom after Midnight', tratto dal 'Follow the Reaper', l'anello più debole della loro discografia, in autentiche killer-track degne di stare alla pari con altre song della loro discografia, come l'anthem 'Lake Bodom', 'Hatecrew Deathroll' o la bellissima 'Are You Dead Yet?'. Con 'Bodom Blue Moon (The Second Coming)', si raggiunge uno degli apici di pathos del concerto: un brano lento, atmosferico, inquietante come le notti del Circolo Polare Artico, supportato dal immagini ed effetti di luce che ci portano nel pieno di una notte oscura finlandese. Ma il momento è giunto: dopo l'inseguimento e l'appostamento, è il momento dell'attacco finale ed i COB lo sferrano con 'Downfall' e poi 'Towards Dead End', guizzo finale del predatore, eseguito con perizia certosina unita a ferocia inarrestabile, con la sezione ritmica Blacksmith/Raatikainen che spinge ancora sul pedale dell'acceleratore, mentre Laiho si lancia in un altro duello con Warman, con il primo ripreso e trasmesso sui pannelli da una mini-camera che inquadra le sue dita al lavoro.

 

Finale in cliffhanger, come ogni buon slasher, per una prova assolutamente da incorniciare per la compattezza con la quale la band ha portato sul palco una selezione eterogenea del proprio repertorio, dando il massimo in esecuzione, visceralità, forza d'urto, presenza scenica...e quel qualcosa in più che solo le grandi metal band sanno dare. Attenti: i Bambini di Bodom sono sempre in giro, dopo il tramonto!