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mer

20

nov

2013

LiveReport DEATH TRIBUTE (Di Giorgio – Reinert – Masvidal – Phelps) + Obscura + Faust + Darkrise @ Rock and Roll Arena, Romagnano Sesia (NO) -19 Novembre 2013

Report a cura di Andrea Evolti

Foto di Marita "Mrs.Mustaine"

Atteso da molto tempo, il Death Tribute, tour commemorativo per Chuck Schuldiner, il leader dei Death scomparso nel 2001, approda a Romagnano Sesia, seguito da quelli che possono essere considerati i figli della band di Schuldiner, i prodigiosi Obscura e dalle formazioni di Faust e Darkrise, per una serata che è stato unica, vista anche l’incredibile affluenza di pubblico, che è riuscita a far registrare il sold-out alla serata, nonostante evidenti problemi nei suoni che hanno danneggiato il risultato finale di un po’ tutte le band.

 

Traffico, lunga coda all’ingresso ed un inizio un po’ anticipato sul programma, ci portano a riuscire a vedere solo di pochissimo lo show dei brutal deathster svizzeri Darkrise; prime vittime dei problemi tecnici della serata, danno l’impressione di essere a loro agio sul palco, ma un brano ci sembra davvero poco per poter esprimere un giudizio. Chiediamo venia agli appassionati della band.

 

Con all’attivo l’unico full-length risalente al 2009 ‘From Glory to Infinity’, i milanesi Faust, grazie al loro death brutale ma anche tecnico e con buona dose di melodia (via di mezzo tra Decrepit Birth e la scuola della Florida di Morbid Angel, Deicide ed anche influenze degli stessi Death) si propongono al nutritissimo e reattivo pubblico della serata in un concerto essenziale ed appassionato, anche se non privo di qualche sbavatura, probabilmente anche a causa del suono, non certo di buon livello ed anche fastidioso, a tratti. Buona prova, comunque, per una formazione da tenere d’occhio, vista anche la lunga militanza underground. Sugli scudi le chitarre di Aleister e Izio.

 

 

Maestri ed allievi si confrontano, perché è ora il turno del gioiello teutonico Obscura, gli eredi della band di Schuldiner. In procinto di dare alla luce il successore di ‘Omnivium’ il four-piece di Monaco da vita ad un concerto di grandissima intensità ed alta caratura tecnica, dove classe ed aggressione si fondono in un tutt’uno dove spicca le due chitarre di Kummerer e Muezner e la devastante sezione ritmica con il ciclone interstellare Grossmann ed il nuovo bassista Klausenitzer. ‘Incarnated’, ‘Anticosmic Overload’, ‘Ocean Gateways’, ‘Septuagint’: queste sono le stelle che creano la costellazione di una prova entusiasmante, come si evince dalla reazione/uragano del mosh-pit creato dai presenti, danneggiata solo da dei suoni impietosi anche con la ‘next-big-thing’ del death progressive odierno.

 

 

Non è stato un semplice (per quanto si possa definire semplice una performance degli ex-componenti dei Death!) concerto, ma un omaggio di tre grandi musicisti, tre grandi componenti della band di Schuldiner al loro amico, prima ancora che collega. Steve Di Giorgio, Sean Reinert e Paul Masvidal, la line-up che incise, assieme al virtuoso di Fort Lauderdale, il monumentale ‘Human’, aiutati da Max Phelps a ricoprire il ruolo di Schuldiner per la voce e gli assoli da lui registrati (con tanto di B.C.Rich Stealth, la chitarra di Chuck), riversano sul pubblico la passione, l’energia, l’abilità e l’amore per la musica, il musicista e l’uomo con il quale hanno creato una delle opere più rivoluzionarie del metal estremo. I suoni sono assolutamente non ammissibili per band di questo calibro (intendendo tutte le band della serata), tanto che gli assoli di Phelps erano quasi impercettibili, come i piatti della batteria di Reinert, ma la grande musica sa andare oltre: lo testimoniano gli innumerevoli e feroci circle-pit fatti da un pubblico appassionato ed instancabile (oltre che numeroso) sulle note di apertura di ‘Flattering of Emotions’ o ‘Suicide Machine’, classici del saccheggiatissimo ‘Human’ (ovvio), delle feroci ‘Left to Die’, ‘Batized in Blood’ e ‘Zombie Ritual’ degli albori di ‘Leprosy’ e ‘Scream Bloody Gore’ o dell’onirico e siderale strumentale ‘Cosmic Sea’ dove si sono potute ammirare altre gemme di solismo da Di Giorgio, Phepls e Masvidal, con il primo (che ha giocato il vero ruolo di frontman con il pubblico, rispetto ad un Phelps bravissimo localmente, ma palesemente emozionato nell’interagire con l’audience, in questo particolare contesto) impegnato anche in un assolo nel break centrale del brano. L’altro turning point del concerto si è avuto con l’intermezzo (semplice ma, in tutta onestà di fan, toccante nel suo intimismo) di filmati di Chuck proiettati sul fondale recante il logo dei Death, come a sottolineare l’unione tra la persona di Schuldiner, la sua creatura musicale ed i musicisti hanno creato con lui. Si riprende e vengono invitati a suonare la meravigliosa ‘Crystal Mountain’ da ‘Symbolic’ (dopo che la formazione standard aveva offerto altre due gemme del death metal tecnico, come ‘Spiritual Healing’ e ‘In Human Form’) Kummerer (qui anche in veste di voce) e Grossmann degli Obscura. Il cerchio si chiude con l’intima e feroce sofferenza di ‘Lack of Comprehension’, l’epica di ‘Spirit Crusher’ e la devastante ed anemica ‘Pull the Plug’.

 

Qualcuno avrebbe voluto sentire anche altri brani, molti si lamenteranno (ha ragione) dei suoni, altri avrebbero voluto semplicemente che i ‘sopravvissuti’ dei Death, continuassero a suonare. L’unica verità è che si è trattato di un altissimo momento di musica metal e che, oltre a Steve, Paul e Sean, di certo, a suonare al Rock and Roll Arena, quella sera, c’era anche Chuck. Support Music, not Rumors!