CONDIVIDI

ven

17

gen

2014

Recensione RING OF FIRE - "Battle of Leningrad"

RING OF FIRE

Battle of Leningrad

Frontiers Records

Release date: 24 gennaio 2014

 

I Ring of Fire nascono come progetto di Mark Boals che, dopo aver collaborato con Yngwie Malmsteen, decide di formare una band unitamente a Tony MacAlpine alla chitarra e Vitalij Kuprij alle tastiere (le parti di basso saranno divise tra lo stesso Boals e MacAlpine mentre inizialmente la batteria era suonata da Virgil Donati). La band viene momentaneamente accantonata per gli altri impegni: il singer con lo stesso Malmsteen e successivamente con i Royal Hunt; Kuprij con la Trans Siberian Orchestra e Macapline con Steve Vai, per venir oggi rimessa a lucido con l'uscita di questo ennesimo lavoro, il quinto della discografia. Intorno al trio di musicisti originari vanno a completare la line up Jami Huovinen (ex Sentiment) alla batteria e, sorpresa delle sorprese, Timo Tolkki al basso.

 

Il genere proposto in questo album dal titolo "Battle of Leningrad", è sempre lo stesso, canzoni melodiche-neoclassiche nelle quali si incastrano performances virtuose, il tutto rinchiuso in un concept che parla della resistenza del popolo russo nel corso della Seconda Guerra Mondiale e più precisamente della magnifica città di Leningrado, circondata da ogni lato, senza cibo, senza speranza, senza soccorso, sotto assedio dall'esercito nazista, milioni di persone intrappolate che resistono agli attacchi riuscendo a far ritirare gli invasori.

 

“Mother Russia” apre le danze, un mid-tempo leggermente accelerato che sembra rubato alla discografia del Malmsteen, stranissima la decisione di registrare una parte di assolo, quella finale, lasciando solo la chitarra... al primo ascolto sembra addirittura un errore in fase di registrazione. “Firewind” e “Where The Angels Play” sono due ottime canzoni, peccato per due piccole citazioni -chiamiamole così- rispettivamente dei Supertramp di “The Logical Song” la prima e del Rondò Veneziano la seconda. Ispirazioni di piccola entità a dire il vero visto che riascoltando gli originali risultano essere ancora più piccole, ma è quel “già sentito” che fa storgere un pochino il naso.

 

“No way out” e “They're Calling Your Name” sono gli episodi più tirati nei quali, soprattutto nel secondo, si fanno apprezzare per le chitarre e tastiere una all'inseguimento dell'altra. Un discorso a parte va fatto per “Rain” posta in chiusura, capace di contenere cambi di tempo e passare da tiratissima a lenta. “Battle Of Leningrad” è un album che si fa apprezzare in primis per le canzoni in esso contenute e solo successivamente per le qualità dei musicisti da sempre coinvolti in questo progetto.

 

 

Recensione di Andrea Lami

 

Tracklist:

1. Mother Russia

2. They're Calling Your name

3. Empire

4. Land Of Frozen Tears

5. Firewind

6. Where Angels Play

7. Battle Of Leningrad

8. No Way Out;

9. Our World

10. Rain

 

Line up:

Mark Boals – vocals

Tony MacAlpine – guitars

Vitalij Kuprij – keyboards

with

Timo Tolkki – bass

Jami Huovinen- drums

 

Link:

www.markboalsmusic.com