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lun

03

feb

2014

Intervista esclusiva a TOM KEIFER, cantante dei Cinderella !!

Intervista : Fabrizio Tasso

Trascrizione e traduzione : Daniela Patanè

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A volte i sogni divengono realtà! Mai avrei pensato di intervistare un artista del calibro di Tom Keifer, cantante e principale compositore dei Cinderella. Sfruttando l'occasione dell'uscita del suo primo lavoro solista, dopo un'assenza durata quasi 20 anni, qui a Rock Rebel Magazine non ci siamo fatti sfuggire l'occasione per scambiare quattro parole con un disponibilissimo Tom. Signore e Signori a voi Tom Keifer!

RRM: Ciao Tom, grazie mille per questa intervista! Come stai?

 

TK: Sto molto bene, grazie!

 

RRM: Partiamo dal tuo album solista "The way life goes". Sono passati 20 anni dalla pubblicazione di "Still climbing" e siamo davvero entusiasti del tuo ritorno. Qual è la principale differenza tra allora e adesso, per quanto riguarda il comporre nuova musica?

 

TK: Il modo in cui compongo una canzone non si discosta molto da ciò che ho sempre fatto, basta che arrivi l'ispirazione su qualcosa di cui si desidera scrivere. Ho sempre affrontato la fase compositiva in questo modo, per me l'ispirazione viene dalla vita, questo è sempre stato il mio approccio alla scrittura. Inoltre collaboro con un sacco di persone che stimo e che sono una grande fonte di ispirazione per me, persone con le quali ho sempre desiderato lavorare, ma l'idea a livello emotivo viene sempre dalla stessa fonte.

 

RRM: Ovviamente il cd ha un sound alla Cinderella, soprattutto per via della tua voce unica ed inconfondibile, abbiamo riscontrato però anche molti riferimenti a band classic rock come i Rolling Stones e molto blues. E 'esatto?

 

TK: Ti ringrazio molto! Il fatto che fossi il cantante e che suonassi molto la chitarra nei Cinderella ovviamente si riflette anche sul mio lavoro da solista, quanto alle mie influenze, sì, ho sempre cercato di rimanere fedele alla musica che amo.

 

RRM: A nostro parere l'album è straordinario, qual è stata la tua principale fonte di ispirazione? Forse tua moglie Savannah, che se non vado errato ha anche co-prodotto l'album vero?

 

TK: Beh si lei è un'enorme fonte di ispirazione per me, è anche una songwriter e una produttrice di grande talento ed ha scritto molte canzoni con me. E' davvero bravissima!

 

RRM: Hai un gusto unico per le ballad, che è rimasto invariato nel corso degli anni, come le scrivi e come riesci a renderle così emozionanti?

 

TK: Come ti dicevo in realtà l'ispirazione ti coglie inaspettata, quando senti qualcosa non è mai perché in quel momento stai cercando di scrivere una canzone d'amore. A volte ho l'ispirazione mentre guido, o sono in volo. Arriva questa ispirazione e quasi sempre la musica parte da un verso. E' come scrivere un libro partendo dal titolo, quando ancora non si sa esattamente quale sarà la storia, ma hai una sensazione che ti porta a scrivere di quello. Tutte le mie canzoni sono sempre partite da un singolo verso. Anche quelle più dure, più pesanti, fondate sul riff di chitarra, partono sempre da un testo. Per me il testo e la melodia sono gli elementi di base di una canzone, sia essa una ballad o un pezzo più tirato, che poi cerco di trasformare in qualcosa di reale.

RRM: Ci sono anche altre canzoni più tipicamente hard rock dove la tua voce è davvero straordinaria. Ci auguriamo che finalmente tu abbia risolto i problemi che ti hanno costretto a fermarti per un po'. Puoi dirci cosa è successo?

 

TK: Si tratta di una storia molto lunga, cercherò di farla breve. Mi è stata diagnosticata una corda vocale sinistra parzialmente paralizzata, una condizione per la quale non esiste alcuna terapia.

Può dipendere da diverse cause, il canto però non ha avuto niente a che fare con questo problema, le cause sono state altre. Mi dissero che non avrei più potuto cantare, erano gli anni novanta ed ero finito, non avrei mai cantato di nuovo. L'unica possibilità era tentare una riabilitazione rivolgendomi a logopedisti, a dei vocal coach. Ci ho impiegato anni a superare tutto questo e a rendere la mia voce di nuovo stabile. Nel corso degli anni ci sono stati alti e bassi, ma negli ultimi quattro anni probabilmente mi sono sentito più in forma che mai. Ringrazio Dio ogni giorno di essere stato in grado di capire come risolvere il problema.

 

RRM: Avete in programma un tour europeo in supporto a questo nuovo album, magari un tour acustico?

 

TK: Siamo stati in tour negli Stati Uniti dopo l'uscita dell'album. Ho messo su la mia band da solista e abbiamo fatto metà pezzi dei Cinderella e metà pezzi dell'album nuovo. Abbiamo anche fatto qualcosa di acustico, ma per la maggior parte lo show è del tutto simile a ciò che la gente è abituata a vedere con i Cinderella. Ci sono pezzi più dinamici, altri acustici e anche le ballad. Speriamo davvero di venire in Europa, probabilmente a inizio primavera.

 

RRM: Certo nel corso della tua carriera hai passato molto tempo in tour, i Cinderella hanno anche partecipato ad un evento epico come il Moscow Music Peace Festival nel 1989. Te lo avranno già chiesto un miliardo di volte, ma puoi raccontarci qualcosa?

 

TK: Oh si quello show è stato davvero speciale, un evento incredibile a cui prendere parte. Credo che chiunque fosse in quella bill ti direbbe la stessa cosa. Quando siamo andati là è stato tutto davvero fantastico, ma anche con il passare degli anni il ricordo di quel concerto è rimasto vivido. Su youtube e su internet puoi trovare i video delle performance delle band. E' una sorta di pietra miliare nei concerti rock, perciò è davvero straordinario guardare indietro e sapere che ne hai fatto parte.

 

RRM: Hai iniziato a suonare molto presto, quando avevi circa 8 anni, vero? Quali sono i tuoi più bei ricordi di quel periodo?

 

TK: La musica è sempre stata il mio più grande amore, fin da quando avevo 7 o 8 anni. Quando ho mostrato interesse per la musica e ho detto che volevo imparare a suonare la chitarra perché avevo visto i Beatles in televisione, mia mamma mi ha preso un insegnante che veniva a casa ogni martedì alle 4, me lo ricordo come se fosse ieri! Avevo una chitarra acustica e lui mi insegnava le canzoni. Mi insegnava gli accordi di base e mi insegnava anche a cantarle. Erano pezzi dei Beatles, o canzoni folk americane. Sono contento che quell'insegnante avesse quel tipo di approccio, perché mi ha aiutato a sviluppare la voce e ad acquisire il senso delle canzoni.

 

RRM: Ci puoi racconatre della sera in cui Jon Bon Jovi vi ha visto suonare per la prima volta ed è rimasto così colpito dalla vostra performance?

 

TK: Hai presente tutti quei film sull' X Factor? Beh Jon è stato una specie di X Factor per noi quando ha messo piede in quel locale. Si trovava in città per la registrazione del loro secondo album, 7800° Fahrenheit, che quindi non era ancora uscito e forse non era nemmeno del tutto finito. E' venuto nel nostro camerino, noi eravamo solo dei ragazzini e lui era il tipo che cantava Runaway su MTV, quindi è stato davvero fico. Ci ha fatto molti complimenti, ha detto che gli eravamo piaciuti e basta, tutto qui. Il nostro manager stava cercando di procurarci un contratto discografico ed ha consegnato un nostro demo a qualcuno della loro etichetta. Sfortunatamente il nostro demo non era un granchè in effetti, ma Jon disse ai discografici “lasciate perdere il demo, li ho visti dal vivo e sono davvero grandi!”

 

RRM: Una piccola curiosità: chi ha avuto l'idea per il video di “Somebody Save Me”, dove Jon e Richie hanno un cameo finale?

 

TK: Non è stata una cosa programmata a dire il vero. C'era un comico che avrebbe dovuto comparire nel video, ma appena un'ora prima delle riprese ci disse che non poteva venire. Eravamo in tour con i Bon Jovi in quel periodo e Jon e Richie sono stati molto gentili e hanno fatto una comparsata nel video.

 

RRM: Molti fan italiani aspettano il vostro ritorno, fan vecchi e nuovi. Nella nostra città si è appena formata una tribute band dei Cinderella i cui membri hanno tutti meno di 20 anni!

 

TK: E' una bella notizia, ne sono davvero felice!

 

RRM: Un'ultima domanda Tom, hai qualche ricordo in particolare del vostro ultimo show in Italia, per noi è stata la realizzazione di un sogno!

 

TK: E' stato incredibile, mi sono davvero divertito. Amo molto l'Italia, è un paese bellissimo e spero di tornarci presto.

 

RRM: Grazie per il tuo tempo Tom! Vuoi dire qualcosa ai lettori di Rock Rebel Magazine?

 

TK: Grazie per il vostro supporto, è stato un piacere parlare con voi!

Recensione - TOM KEIFER - The Way Life Goes

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