CONDIVIDI

mer

12

feb

2014

VENA: Il video di "Sui Muri di Milano"

I Vena hanno pubblicato un nuovo videoclip, il secondo, dopo il singolo di esordio La Grinta, tratto dall'EP Brucia Amore Brucia.

 

Il video, Sui Muri di Milano, è stato autoprodotto dagli stessi Vena insieme alla Teste D'Uovo Production, gruppo di videomaker dell'Università La Sapienza di Roma specializzandi in Master Digital Audio-Video Editing.

 

Sui Muri di Milano è la storia di un amore metropolitano vissuto fra solitudine, fughe e rincorse di una metà-chimera che un po' ossessiona e un po' fa paura, ma di cui non ci si vuole liberare.

 

L'ispirazione cinematografica principale per il video di Sui Muri di Milano, girato interamente con luce naturale, è stata Requiem for a Dream, film capolavoro di Darren Aronofsky pertanto si è fatto largo uso di tecniche quali split screen, time lapses e di telecamere legate al corpo degli attori.

 

 

Sui Muri di Milano | Il Concept | La Regia | La Canzone

 

Teste d'Uovo Production è un gruppo di videomaker sperimentali, studenti di Master in Digital audio video editing dell'Università La Sapienza.

Si chiamano Francesco Eramo, Federica Palmer ed Edoardo Romagnoli.

 

La Trama. L'intera ambientazione del video è onirica: il protagonista si sveglia nel suo letto, è turbato dalla presenza di una ragazza che esiste e non esiste. Lui corre per la metropoli a metà fra il ricercarla e lo scappare da lei. La ragazza è la metafora della città che lo ingoia e lo trascina e pertanto assume diverse forme, fra cui alcune mistiche (vi è una citazione della Madonna degli Alberetti di Giovanni Bellini) ed altre più ambigue (la coppetta all'altezza del pube, i flash erotici sul tavolo). E' una presenza inquieta e al tempo stesso vitale per il protagonista. Tutto il video è basato sul lasciare in sospeso lo spettatore: è sogno o è realtà?

 

Attori e Comparse: Daniele Schisa, Marina Quadrani, Martina Ciabatti, Edoardo Romagnoli, Francesco Gori, Antonio Gori, Leone Santi.

 

La Canzone intende ricreare, con il suo ritmo drum 'n' bass e le sue improvvise sospensioni dubstep un amore metropolitano vissuto sullo sfondo di una Milano diversa, più periferica e oscura. Possono l'amore virtuoso e quello vizioso essere conciliabili? La risposta si trova scritta sui muri della città. "io sono romantico" è una sorta di disperata dichiarazione; comunque questo amore si manifesti, anche se può apparire esclusivamente carnale o addirittura perverso, esiste una purezza nascosta e profonda. La frenesia della città, al contempo benevola e colpevole, accompagna l'inquietudine vissuta dal protagonista. La scelta degli arrangiamenti è legata a doppio filo con il tema del testo: la dnb music, presente nei club della metropoli, scandisce con il suo ritmo serrato il tempo delle corse e delle ansie che percorrono la mente, la quale viene schiacciata dai wobble bass del violento inserto dubstep del ritornello, spezzando il tempo e prendendo a pugni l'ascoltatore.

 

La Regia: Sui Muri di Milano è una storia d'amore vissuta in città. Le città come luoghi di solitudine collettiva, luoghi di alienazione dove si legano in un rapporto inversamente proporzionale habitat e abitanti, dove la distanza umana fra gli individui aumenta al diminuire della distanza spaziale che li divide. L'amore non è più visto come elemento salvifico, non è la ricerca del "grembo materno" che teorizzava Adler, ma prende le sembianze di una forza eterea, un qualcosa da domare, se si vuole evitare il rischio di soccombere. Questa è stata la bussola che ha orientato tutto il lavoro di regia. La volontà non è stata quella di mettere in scena una storia cronologicamente compiuta e logicamente coerente, bensì quella di esaltare il ritmo, poggiando il montaggio sul tempo della musica. L'intento è quello di disorientare gli spettatori, permettendo loro di poter entrare nel mood della canzone dei Vena, di suggerire attraverso la ciclicità delle immagini e la costruzione di piccoli quadri, alcuni elementi di storia, lasciando la loro declinazione a chi guarda.