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gio

20

feb

2014

Recensione HIRAX - Immortal Legacy

HIRAX

Immortal Legacy

Steamhammer/SPV

Release date: 24 Febbraio 2014

 

 

Con l’uscita del black album e la veloce ascesa al successo del grunge, gli anni novanta iniziarono con una prospettiva veramente disarmante per tutti i thrashers più oltranzisti del pianeta. Poi, con qualche calcio nel culo ben assestato a Bob Rock da una parte e la mietitura di Mr. Brown sugar in quel di Seattle unitamente al fatto che una moda per quanto carina resta sempre e solo una moda, le cose sono tornate più o meno quelle di una volta. Bisogna ringraziare gruppi come gli Slayer o gli Overkill che non hanno mai cambiato il loro modo di vedere le cose se ci è data la possibilità oggi di ascoltare ancora quella furia omicida che negli anni ottanta dettava legge e che ci auguriamo di continuare a vivere ancora per molto tempo. Gli Hirax appartengono a quel filone di gruppi thrash che non hanno mai svenduto il loro sapere per un successo commerciale che probabilmente non avranno mai, ma alla fine chi se ne frega, suonano la loro musica, hanno i loro fan ed è questa la cosa importante.

 

“Immortal Legacy” è un concentrato di velocità, ma, badate bene, non fine a se stessa. I riff di Lance Harrison sono devastanti e portano l’ascoltatore a lanciarsi nell’headbanging a capofitto come da copione. Un plauso alla sezione ritmica composta dalla quattro corde di Steve Harrison e dal drumming assatanato di Jorge Iacobellis, che disegnano un piano di guerra sul quale lo stesso Lance e la voce stentorea di Katon W. DePena hanno vita facile. “Violence of Action” o “Tied to the Gallows Pole” ti martellano all’inverosimile, la title track dove Katon da il meglio di se o la strumentale “Atlantis” con sugli scudi un signor basso volano altissimo per qualità e sensazioni emozionali che portano l’ascoltatore a godere di lungo.

 

Gli Hirax sono in guerra da tanto tempo e non hanno nessuna intenzione di posare le armi, ne tantomeno di cambiare di una sola virgola il loro approccio musicale. “Immortal Legacy”, un tuffo negli anni ottanta, quando il metal veniva suonato dai musicisti e non da produttori alla ricerca di verdoni facili. Thrash till death!

 

 

Recensione a cura di Emiliano Vallarino

 

 

Tracklist:

01. Black Smoke

02. Hellion Rising

03. Victims of the Dead

04. Thunder Roar, The Conquest, La Boca della Beastia-The Mouth of the Beast

05. Earthshaker (strumentale)

06. Tide to the Gallows Pole

07. Deceiver

08. Immortal Legacy

09. S.O.W.

10. Violence of Action

11. Atlantis (Jorney to Atlantis) (strumentale)

12. The World Will Burn

 

 

Line up:

Lance Harrison (chitarra)

Katon W. DePena (voce)

Steve Harrison (basso)

Jorge Iacobellis (batteria)

 

Link:

www.hirax.org