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27

feb

2014

Live Report BUTCHER BABIES + Unsteadycore @Rock’n Roll Arena, Romagnano Sesia (NO)– 26 febbraio 2014

Live Report a cura di Matteo Manferdini

Quello dei Butcher Babies è un fenomeno decisamente singolare, in tutto e per tutto. Già dalle loro origini si può comprendere quanto siano particolari. Il gruppo nasce nel 2010 dall’unione delle due vocalist, Heidi Sheperd e Carla Harvey, ex conigliette di Playboy. Le loro pubblicazioni constano di un EP e tre singoli, fino a giungere alla pubblicazione nel 2013 del primo album, Goliath. L’ispirazione attinge dai Plasmatic (non a caso il nome Butcher Babies deriva proprio da una loro canzone: Butcher baby), da Slayer, Slipknot, Pantera (di cui hanno eseguito la cover di Fucking hostile), portando a un mix di punk e trash. Dal punto di vista scenico, tutti i membri del gruppo adottano face painting e coreografie “gore”, ispirandosi a Marilyn Manson e Rob Zombie, assumendo un atteggiamento molto aggressivo e coinvolgente.

 

La serata prevede Headliner i Butcher Babies e un gruppo il cui nome viene rivelato solo pochi giorni prima: gli italiani Unsteadycore, band in pista dal 2001, reduce da un disco pubblicato nel 2011 (Welcome to our country), e artefice del recente lancio dell’Ep Probably you don’t like this.

 

Il numero di artisti presenti in serata fa prevedere uno show piuttosto breve (poche anche le canzoni disponibili in repertorio). L’esibizione inizia con un certo ritardo, dando la possibilità ad eventuali ritardatari di giungere in tempo. Nonostante il successo riscosso dai BB in Spagna nella precedente tappa, i presupposti di un “sold out” qui in Italia sono da escludere: il gruppo è oggettivamente poco conosciuto, la Rock’n Roll Arena di Romagnano Sesia, pur essendo una location valida e adatta a coinvolgere i presenti, può scoraggiare i curiosi dell’ultimo minuto dall’incamminarsi espressamente per un evento a loro ignoto.

 

 

Si comincia, dunque, con i nostrani Unsteadycore, i quali partono a spron battuto con sonorità pulite e aggressive, coadiuvate dalla voce melodica di Veronica Sottocornola, e dal growl del chitarrista Simone Bosisio. I riff sono potenti ed equilibrati, le voci ben adatte alla musica prodotta. L’esiguo pubblico, inizialmente timidio, si lascia trasportare dal sound del gruppo lecchese, il quale mostra fin dal primo istante grande personalità, e una notevole padronanza degli strumenti. Una band dotata che merita sicuramente molto spazio nelle scene.

È il turno degli headliner. I BUTCHER BABIES approdano di fronte ai pochi giunti a Romagnano, mantenendo le promesse in fatto di aggressività. Il carisma che contraddistingue Heidi Sheperd e Carla Harvey regala ai presenti una prestazione carica d’energia: le ragazze saltano sul palco sfoderando le proprie voci rabbiose, accompagnate da un’esibizione musicale notevole: il pubblico, pur esiguo, apprezza a pieno la performance teatrale della band. Pezzi del calibro di “Magnolia Blvd” e “Jesus needs more babies for his war machine” infiammano la scena. Headbanging è di rigore, e le “fanciulle” scendono dal palco (niente stage diving! Ndr) per continuare a cantare in mezzo ai presenti, saltando e scuotendo le chiome con rabbia. Carla intona con voce ringhiante i pezzi, durante i quali Heidi sfoggia uno scream da applausi.

 

La serata, nel complesso, può definirsi molto positiva, e l’espressione “breve ma intenso”, seppur banale, calza a pennello. Un plauso alle donne che hanno calcato da leader indiscusse la scena di questo evento, segnando un ulteriore punto a favore dell’impropriamente definito “sesso debole”. Negli ultimi anni abbiamo potuto apprezzare l’affermarsi di leader femminili di caratura impeccabile, partendo dalle nostre Cristina Scabbia, Mariangela DeMurtas, per non parlare di figure del calibro di Simone Simons, Tarja Turunen. Tuttavia, in taluni generi, vi è sempre stato uno strano (e discutibile) tabù. Ad oggi, fortunatamente, esponenti del calibro di Angela Gossow possono rivendicare sottogeneri del metal che precedentemente sembravano appannaggio esclusivo degli uomini. Possiamo affermare che Heidi Sheperd e Carla Harvey si aggiungono a pieno titolo in questo gruppo di donne “cazzute”, le quali non si limitano a fare musica, ma la brandiscono ferocemente come un coltello! Da parte dei BB, sicuramente la presenza provocante delle due leader ha un impatto notevole, tuttavia, soffermarsi esclusivamente su ciò sarebbe stupido e riduttivo: Heidi e Carla mostrano proprietà vocale, grinta e carisma: non hanno paura di nessuno, e dominano la scena con personalità.

 

Butcher Babies hanno un indiscutibile “killer instinct”, prerogativa imprescindibile per emergere in questo genere.

 

 

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