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24

mar

2014

Recensione HATETYLER - "Vidia"

HATETYLER

Vidia

SG Records

Release date: 28 Marzo 2014

 

 

Nuova release per gli HateTyler, Alessandrini D.O.C., con il loro nuovo album “Vidia” si attestano in maniera definitiva nel background musicale italiano. Avevamo già apprezzato la qualità espressiva e musicale del quintetto nel loro primo album ”The Great Architect” e, con la Lineup rivisitata, tutto ha preso una forma più omogena. Per la nuova uscita il primo cantante, Davide Grillo, è stato sostituito da Stefano Oliva mentre il prepotente motore ritmico della band è stato affidato ad Erik Gentile. L'innesto dei nuovi elementi ha connotato un netto e sensibile miglioramento globale nella realizzazione dei brani. Non dimentichiamoci che gli HateTyler sono stati al fianco di band come Texas in Drive e Parkway Drive in un tour europeo nell'estate 2012. Il sound offerto non è per femminucce o melensi approcci amorosi, è una badilata in pieno volto tale da scombinare i neuroni in un headbanging sfrenato a suon di Metalcore, Thrash Djent e Modern Prog Metal.

 

L'album parte con un'ambientazione melodica surreale digitale, prontamente soppiantata da un impatto sonoro sconvolgente. In “Vidia”, prima Top Track, i suoni di chitarre baritone in stile djent ed il motore ritmico sono devastanti mentre il connubio di voce grow di Stefano, contrapposta a quella Clean di Marco Pastorino, offrono un spunto melodico interessante. Stesso stile e marchio si ritrova in “Avoid Your Sin” e “Photograph” dove si apprezza anche la spiccata capacità tecnica di Federico Maraucci nelle parti di lead guitar. Best Track dell'album è “Listen To My Tragedy” dal main riff massacrante ed incisivo, con un ritornello in Clean Voice che mozza il fiato per quanto si faccia facilmente cantare. Il brano evolve in una sorta di breve Jam session che sottolinea le qualità di un altro elemento di spicco, Luca Negro, bassista del gruppo. “Synapsis” si caratterizza per la tecnica espressa in un guitar refrain in legato da leccarsi le orecchie, che, come “Awaking the End”, portano il marchio di fabrica del gruppo per stile e tecnica. Nuova Top Track è “Lifenynph” dal tiro devastante riproposto anche nella successiva “Swallow & Crows” dove le chitarre baritone in stile Djent spadroneggiano senza vergogna culminando in un solo finale tecnico al punto giusto. Come il trend attuale impone arriva la Ballad “Make Me Stronger”, finemente cesellata nella parte vocale ed impreziosita da un assolo strappalacrime; la song sfuma con un digital dubbing ripreso in “D.D.”, altra Top Track del disco, dal cantato in stile Michele Luppi dove però Stefano Oliva pone un pesante accento growl, in perfetto accordo con le chitarre detuned che sfociano in un pre e solo Petrucciano.

 

Il nuovo full-lenght prodotto da Marco Pastorino, missato e masterizzato dalle sapienti ed esperte mani di Simone Mularoni ( Dgm ), denota una crescita artistica comprovata e tangibile. Apparentemente il disco sembra non variare molto nella dinamica sonora, errore in cui un orecchio poco esperto cade immediatamente; la cura del dettaglio, del particolare, emergono dopo qualche ascolto facendo apprezzare il lavoro fatto e le strutture armonico-melodico proposte. Di sicuro indirizzato ad un'utenza ricercata che si troverà tra le mani un prodotto di ottima qualità, per nulla inferiore a produzioni estere più blasonate.

 

 

Recensione a cura di Luca MonsterLord

 

 

Tracklist

1. Vidia

2. Avoid Your Sin

3. Photograph

4. Listen To My Tragedy

5. Synapsis

6. Awaking The End

7. Lifenynph

8. Swallows & Crows

9. Make Me Stronger

10. D.D.

 

 

Lineup

Stefano Oliva: voce

Marco Pastorino: voce e chitarra

Federico Maraucci: chitarra

Luca Negro: basso

Erik Gentile: batteria

 

 

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