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14

apr

2014

Live Report JONATHAN WILSON + Dead ShriMp @ Auditorium Parco della Musica, Roma – 12 aprile 2014

Report e Foto di Amelia Tomasicchio

Dopo la data sold out di Bologna, il polistrumentista americano Jonathan Wilson arriva a Roma per un intimo concerto nella sala Sinopoli dell’Auditorium Parco della Musica.

Sono le 20.30 e, come da programma, sale sul palco la band di apertura: i nu blues Dead ShriMp che presentano il loro omonimo disco d’esordio. Con loro il teatro si riempie di suoni scarni, ma allo stesso tempo profondi e potenti che si ispirano al blues novecentesco nato in Mississipi con autori come Charley Patton e Willie Brown e che lasciano il pubblico in balia di un’atmosfera quasi onirica. “Questo palco è abituato ad ospitare vere grandi orchestre. Vediamo cosa succede se suoniamo una catena”, dice il cantante Sergio De Felice per introdurre “Chained”, in cui impugna una vera catena di metallo colpendo il suolo per enfatizzare i colpi di cassa del batterista Gianluca Giannasso.

 

Scaletta Dead ShriMp:

Woman

From 19 to 20

Devil in My Head

Chained

Mary

Angry Man

Dopo sei canzoni i Dead ShriMp lasciano il palco, si accendono le luci e cresce l’attesa per l’esibizione di Jonathan Wilson, a Roma per la prima volta nella sua carriera. Definito l’erede di Neil Young, Wilson incanta con il suo folk/alternative/rock che molto ricorda David Crosby e Jerry Garcia, influenze principali del suo ultimo album, “Fanfare”, la cui title track apre il concerto di stasera.

 

Lunghissime parti strumentali e assoli sono il marchio di fabbrica di tutto “Fanfare”, accusato di essere un disco di mero esercizio stilistico. Sembrerebbe ormai lontana, infatti, la purezza di “Gentle Spirit”, primo disco in studio di Wilson. In realtà con “Fanfare” ci troviamo semplicemente davanti ad un artista più maturo, un uomo che ha collaborato con centinaia di artisti e che ha girato tutto il mondo. Ed è per questo motivo che durante il concerto ci troviamo ad ascoltare accenni di un valzer fiabesco con “Dear Friend”, sonorità alla Pink Floyd con “Illumination” e rievocazioni beat in “Future Vision”.

 

Nonostante la venue non permettesse molta interazione con il pubblico, comodamente seduto come ad un concerto di musica classica, Wilson è riuscito a coinvolgere fortemente l’audience romano e ne ha dato prova quando, per l’encore, i fan hanno fatto a gara per decidere gli ultimi due brani da far suonare a Wilson e alla sua band. Alla fine “Love to Love” e “The way I feel” hanno avuto la meglio ed il concerto si è concluso così, sulle note di due dei massimi successi del cantautore californiano e del pubblico in delirio.

 

 

Scaletta Jonathan Wilson:

Fanfare

Illumination

Fazon

Angel

Desert Raven

Dear Friend

Magic

Future Vision

Rhapsody

Rolling Universe

New Mexico

Moses Pain

Valley

 

Encore:

 

Love To Love

The Way I feel

 

Dead ShriMp