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mar

15

apr

2014

Recensione MATRA - "Roots2TheSky"

MATRA

Roots2TheSky

(R)esisto

Release date: 15 aprile 2014

 

 

Il Made in Italy non finisce mai di stupire e in questa occasione, a darne ulteriore conferma, ci sono i multi-rockers Matra: quartetto milanese nato nel 2003 desideroso di proporre un variopinto stile musicale che suona hard rock, blues, stoner e anche un curioso sfondo a tinte psichedeliche; a rendere il tutto ancora più interessante vi sono influenze hard rock di fine '60-primi '70. I Matra hanno saputo crearsi un'ottima reputazione suonando dal vivo nei più svariati festival, club e centri sociali ottenendo riscontri più che soddisfacenti, suggellati nell'anno 2006 con la pubblicazione del debut full-lenght “Missione Delta”.

 

Un percorso di meritata ascesa per la band pur se attraversato da vari cambi di formazione tra il 2007 e il 2010, trovando finalmente la definitiva stabilità con l'attuale line-up che porta sia all'inizio di una nuova fase, che alla pubblicazione del secondo album “Roots2TheSky” con la scelta di interpretarlo in madre lingua inglese: 10 tracce desertiche e potenti che richiamano band quali Blue Cheer, Mountain, Monster Magnet e Soundgarden; 10 momenti tra il classico e il moderno che fanno del disco stesso un rigenerante viaggio nel tempo.

 

La tracklist si apre con la veloce “Ufo Paranoid” che colpisce in primis per la grande attenzione dedita agli arrangiamenti, e poi per la chitarra protagonista di un riff dallo spiccato tocco retrò e di imprevedibile teatralità; trovata vincente che strada facendo si ripete in ogni traccia del disco. A rafforzare quanto appena sottolineato troviamo il sorprendente “My Sharona” style del singolo-video “Black Mantis”, accattivante atmosfera arricchita dal dialogo centrale chitarra/basso; non da meno la successiva e avvincente “Shangai Killer Orang-Utan” resa ancora più tale dal finale a tutta birra.

Si prosegue con l'energica “Deal” che ha nei cori il vero punto di forza, la ballad “Crumbling World” dalle tinte piacevolmente piccanti e, a chiudere un pirotecnico tris, c'è il doppio tocco dell'altro momento soft che porta il titolo di “Hand Lines Rider”: poco più di 4 minuti e mezzo di fase crescente per poi sfociare in un epilogo a sfondo adrenalinico. Doveroso sottolineare quanto la band ami riproporre a più riprese l'accoppiata chitarra/basso, quasi a lasciare entrambi gli strumenti liberi di dilettarsi attraverso la bravura del guitar man Bramino e del bass player Gandini: vedi la blanda scaltrezza di “Primal Deadly Sin”, le roboanti “Anybody's God” e “Big Mama's Burning”, e la pennellata finale della conclusiva psychedelic ballad “Spotlights Down Syndrome”.

 

Un viaggio di circa 43 minuti che rigenerante lo è a tutti gli effetti, ma non solo, avere “Roots2TheSky” è come un biglietto speciale pronto ad accompagnarci ogni qualvolta la voglia di viaggiare chiama o magari, visto che siamo in tema di note, suona! L'album è stato prodotto, registrato e mixato da Luigi Galmozzi al Morbid Sound Studio di Milano, e masterizzato da Gianluca Patrito presso il G-Effect Studio di Torino.

 

 

Recensione di Francesco Cacciatore

 

 

Tracklist

1.Ufo Paranoid

2.Black Mantis

3.Shangai Killer Orang-Utan

4.Deal

5.Crumbling World

6.Hand Lines Rider

7.Primal Deadly Sins

8.Big Mama's Burning

9.Anybody's God

10.Spotlights Down Syndrome

 

 

Line-up

Matteo Perego - Lead vocals

Paolo Bramino - Guitars

Luca Gandini - Bass & vocals

Giuseppe Pecoraro - Drums & vocals

 

 

Link

www.facebook.com/Matraband