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mar

22

apr

2014

Recensione ASTRA - "Broken Balance"

ASTRA

Broken Balance

Scarlet Records

Release date: 15 April 2014

 

 

 

Dopo 5 anni di assenza dalla ribalta, i capitolini Astra tornano in studio e producono la loro ultima fatica “Broken Balance”. Un chiaro orientamento Prog Metal per il gruppo che, memore di aver vinto anche il contest Italian Official Dream Theater Tribute Band Contest del 2002, porta in se una netta influenza dei re del Prog Metal oltre allo stile tutto italiano dei DGM (di cui Emanuele Casali è tastierista) con l'aggiunta di alcune sonorità targate Symphony X. La parte vocale rimane più ancorata ai canoni di fine '80ies primi '90ies con una tonalità più proiettata agli alti, a riprendere il primo James LaBrie, mentre il treno ritmico è di una potenza inaudita e strabiliante.

 

“Losing My Ego” in apertura è densa di tecnicismi, dalle triplettate di cassa ai soli di chitarra e keyboard, in chiarissimo standard DT ma con aria più Metal e meno Prog; copione ribaltato dai riff piega ossa e ritmi mozzafiato di “Hole in the Silence” dove le tonalità vocali di Andrea Casali spiccano in maniera eccezionale. Una ventata d'estate proviene dalla Top Track “Sunrise to Sunset”, brano dai colori accesi e dallo spessore melodico che varia dalla spensieratezza, espresso nella coralità del ritornello, agli articolati riff e passaggi di tastiera delle strofe. Chitarra baritona per “Too Late” che evolve mano mano in parti dall'elevata tecnica e precise fusioni guitar-keybord; la Title Track “Broken Balance” ha un'ambientazione più cupa e pastosa che solo nel assolo diventa più solare ed “aperta”. Nuove mazzate sulle gengive e pogo a gomiti alti per “Faithless” che riporta il ritmo ad alti livelli, caratterizzato da una linea di basso di accurata fattura, stessa ricerca melodica che viene riproposta nella Mid-Tempo “Mirror of Your Soul”, brano introspettivo e dalla vena lievemente malinconica.”Risk and Dare” cambia registro spostandosi verso lo stile Symphony X, offrendo un brano dalle striature più Melodic e poggiato maggiormente sulla parte vocale mentre per “Break Me Down” è facile il richiamo verso i Queensryche. Lo stile espresso è accomunabile a quello dell'album capolavoro “Operation Mindcrime”, nonostante lo spunto tecnico DT sia sempre facilmente percepibile nei vari stacchi e passaggi “di legatura”. Chitarre compresse e corpose in tempi irregolari e ”bastardi” per “Understand”, con continui cambi di ritmo cosa che, in “Ending Season”, è più lineare seppur si sia puntato maggiormente alla melodia ed alla strutturazione del brano. “You Make Me Better” parte con arroganti chitarre su una batteria in levare che, nuovamente, sottolinea le qualità artistiche dei componenti in un salendo di stampo fine '80ies.

 

Album adatto ad un orecchio esperto ed attento dato che l'assimilazione dei brani richiede necessariamente più ascolti e, soprattutto, in dosi calibrate. Tale fattore per due motivi principali: il primo legato alla struttura compositiva e melodica che non è decisamente entry-level rifacedosi, forse anche eccessivamente, ai Dream Theater; in secondo luogo perché i brani potrebbero sembrare tutti simili per avendo nette differenze tra loro. Una fatica che ha prodotto un album carico di tecnica e capacità espressiva spiccata seppur, in alcuni casi, si rischi l'eccesso nella ricerca della perfezione.

 

 

Review a cura di Luca MonsterLord

 

 

Tracklist:

1. Losing My Ego

2. Hole In The Silence

3. Sunrise To Sunset

4. Too Late

5. Broken Balance

6. Faithless

7. Mirror Of Your Soul

8. Risk And Dare

9. Break Me Down

10. Understand

11. Ending Season

12. You Make Me Better

 

 

Lineup:

Andrea Casali- voice and bass

Silvio D'Onorio De Meo - lead guitars

Emanuele Casali - rhythm guitars and keyboards

Filippo Berlini – drums

 

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