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ven

02

mag

2014

Recensione NEPTUNE - Prelude to Nothing

NEPTUNE

Prelude to Nothing

Earthquake Terror Noise

Release Date: 28 Aprile 2014

 

 

Diamanti grezzi da Nettuno che devono essere ancora sgrossati dalle primigenie asperità di un pianeta lontano o gioielli cosmici infettati dall’atmosfera terrestre? Quesito arduo quanto particolare come ‘Prelude to Nothing’, terza fatica del combo italiano Neptune (uscita ufficialmente con un anno di ritardo, dopo la realizzazione come autoproduzione). Con una matrice di base di tipo melodic-death scandinavo/europeo ma con molte, spesso sottili, influenze che vanno dalla scena thrash svedese degli anni 2000, come i primi Soilwork oppure certe corposità ritmiche dei Carnal Forge più melodici, fino a certi riferimenti al metal melodico americano (leggi metalcore) ed anche al new thrash dei Lamb of God, specialmente per l’uso della voce, non sempre di tipo death (ed in questo caso, non sempre appropriata).

 

 

Dopo questa panoramica ci si potrebbe trovare leggermente confusi ma è questa la sensazione che si ha quando si ascoltano pezzi come Last Silent Riot o Reinassance, buoni ma che hanno delle venature di metal estremo ‘trendy’ in mezzo ad un lavoro di riffing buono ma mai totalmente convincente, per poi passare a track quali Drifting o In Collision, dove esplode tutto il valore della formazione veronese con un senso della scrittura che unisce graniticità, melodia, senso dell’epico ed un uso di back-vocal pulite che ricorda i nostrani Lunarsea. Stesso discorso per un brano come Extinction che, inevitabilmente, sembra di un altro pianeta se paragonato ad una track come Future Deliverance; buon pezzo, ma troppo monolitico nella sua velocità e nella sua monotonia di riffing e di linea di batteria (Corrado Zoccatelli è, al di là di tutto, un buon batterista: lacritica è alle scelte, non alla capacità), tanto da assomigliare ai Dew Scented, ma senza il nerbo e la personalità della band tedesca, che può permettersi questa devastante linearità, essendo sua caratteristica peculiare. Altro punto debole che potrebbe essere forte è, invece la voce, ad opera di Mattia Nidini: potente, brutale e che svaria, nelle sfumature, dal death-vocal classico all’howling delle band thrash Pantera-style ma che in più di un’occasione viene mal associata al passaggio risultando, specialmente nelle parti più tirate, come la strofa di The Healty Downgrave. Quello che invece sembra non avere mai un cedimento è il comparto assoli: pregevoli, di gusto, mai troppo lunghi né troppo corti e che ricercano diversi mood, senza andare fuori contesto e di questo bisogna ringraziare la coppia Giacometti/Filippi.

 

Ancora confusi? Lo sono pure io e forse anche i nostri Neptune: probabilmente la svolta la si avrà quando si getteranno alle spalle indecisioni e tentazioni nel voler cercare di essere ‘al passo coi tempi’ ed abbracceranno la loro natura musicale in toto, facendo esplodere le loro grosse potenzialità. Sia chiaro, però: Prelude to Nothing è un album molto buono, dove emerge (anche se no sempre) talento e personalità, che si lascia ascoltare ed esalta a tratti. Poteva essere di più: speriamo che i gioielli astrali non si lascino inquinare dai miasmi terrestri.

 

 

Andrea Evolti 

 

 

Formazione:

Mattia Nidini: vocals

Claudio Giacometti: guitars

Mattia Filippi: guitars

Francesco Adami: bass

Corrado Zoccatelli: drums

 

 

Tracklist:

1. Leaving the Organic Age

2. Of Courage and Honor

3. Lost in a Lie

4. Extinction

5. Last Silent Riot

6. Reinassance

7. Rampage of Vengeance

8. In Collision

9. Drifting

10. Future Deliverance

11. Healty Downgrave