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06

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2014

Live Report RAGNARÖK FESTIVAL -KAMPFAR, FINNTROLL, BORKNAGAR, ARKONA , KRAMPUS, MINAS MORGU and more @ Lichtenfels ( Bavaria ) day 1- 25 Aprile 2014

Report e foto a cura di Alice Lane

Il Ragnarök Festival si è tenuto il 25 e 26 aprile a Licthenfels, un piccolo borgo situato nell'Est della Germania. Durante la due giorni si sono alternate band dallo stampo epic e folk, fino ad inoltrarsi nell'oscurità del pagan/black.

 

Il Festival giunto alla sua undicesima edizione ha mosso anche in quest'occasione un ulteriore passo in avanti, arricchendo il proprio bill con bands di fama internazionale, rispetto alle scorse edizioni che avevano visto la partecipazione di band quasi unicamente locali.

 

La location, la Lichtenfels Stadthalle, una costruzione moderna a metà tra un palazzetto sportivo ed un teatro ha accolto centinaia di metallari, disponendo anche un'area all'aperto dotata di tavoli, panchine, banchetti vari, dal ristoro al merchandise.

Il day #1, inizia sotto un bel sole cocente, attorno alle 15:00, i friulani Krampus, conquistano il palco con il loro attualissimo folk/math core, un accostamento decisamente insolito, purtroppo contestato dai fans puristi di ambedue i generi. Il loro show tuttavia coinvolge buona parte del pubblico già presente ed attivo sin dalle prime ore del pomeriggio. Il frontman Filippo G. guida con tutta la carica possibile il suo plotone, proponendo brani tratti dall'album "Survival of The Fittest" e i nuovi singoli "Paralysis" e "Butterflies on Fire". Una mezz'ora portata a casa con successo.

 

Cambio palco, ed è il turno dei Minas Morgul, il quintetto pagan-black tedesco avvolge il pubblico nella sua presa oscura, con sonorità estreme ed un incessante blast-beat alle pelli. I MM svolgono il proprio dovere senza mai commettere la minima sbeccatura, coinvolgendo i presenti dal primo sino all'ultimo brano in 45 minuti intensi che non lasciano mai un attimo di respiro.

Impeccabili, ma a tratti monotoni.

 

Ma il meglio arriva ora, ironicamente parlando...i Fäulnis danno scena ad uno show che rappresenta la cacofonia pura, ma nonostante ciò, forse giocando in casa, buona parte del pubblico rimane comunque rapita dalla loro musica, il che fa irrimediabilmente pensare che il tasso alcolico sia già decisamente elevato nei presenti! Di salvabile solo le capacità musicali degli strumentisti della band, distrutte ahimé da un cantato stonato, fuori tempo e timbricamente fastidioso...E se anche l'occhio vuole la sua parte, ecco...non aggiungiamo altro!

 

Dopo esserci fatti del male alle orecchie, gli Eis hanno la via spianata, fautori di un black metal diretto e old school, riescono a catturare la platea mantenendo un atteggiamento tuttavia molto distaccato e strettamente "professionale". Il quintetto ripercorre durante la scaletta, brani tratti dai tre album pubblicati, passando dal sound eccentrico e furioso di "Patina" al gelido "Galeere", fino all'ultimo lavoro "Wetterkreuz". Una buona esibizione per una delle band black metal più promettenti del panorama teutonico.

 

Cancellata l'esibizione dei Graveworm, per ignote cause, i russi Arkona anticipano la loro esibizione; capitanati dall'energica frontwoman Masha "Scream" Arhipova, riescono a conferire il giusto mood al pubblico con il loro folk dallo spirito battagliero, ma a tratti storico e mistico.

Quella piccola donna bionda sembra una moderna Giovanna D'arco, passando da vocalizzi limpidi a feroci growls. Immancabili nella tracklist, i cavalli di battaglia "Yarilo", "Goi, Rode, Goi!" e "Stenka Na Stenku". Uno spettacolo degno di nota, se amate il folk e ancora non conoscete gli Arkona, documentatevi!

 

Cala il sipario, e sul secondo palco, l'atmosfera si fa più melodica e cupa, i Borknagar, con il loro viking/progressive Metal rappresentano ciò che definirei una "super band", formata da musicisti che provengono da un panorama musicale e da bands ben note (Dimmu Borgir, Vintersorg, Leprous ecc.ecc..).

L'esibizione dei Borknagar ipnotizza il popolo del Ragnaroek, l'inconfondibile cantato di Vortex spicca come sempre e ben si amalgama con la voce del frontman Øystein.. il loro spettacolo si rivela interessante inizialmente, ma leggermente monotono sul finire. La setlist composta da cavalli di battaglia come “Frostrite”, “Epochalypse” si è conclusa sulle note della maestosa: “Colossus”.

Ed ora si entra decisamente nella parte viva del festival, l’esibizione dei Finntroll, headliners di questa prima giornata, scatena il delirio generale. I finlandesi dalle orecchie a punta sono ormai un pilastro saldo nel Folk Metal, uno show carico di energia e al contempo “ignoranza” nel senso buono del termine. Del resto il Folk è sinonimo di festa, unione e goliardia e i Finntroll racchiudono tutte queste caratteristiche nella loro musica.

Fin dall’inizio dell’esibizione il buon Vreth inizia ad incitare la folla, invocando i primi mosh-pit sulle note di “Slaget Vid Blodsälv”.

 

Il concerto prosegue, mettendo in mostra l’abilità di tutti i musicisti, tra cui Skrymer e Routa che macinano riff su riff, interagendo con il pubblico, cosi’ come il bassista Tundra che con le sue ritmiche scandisce bene l’andamento folkeggiante delle canzoni. La performance si conclude con l’immancabile “Trollhammaren”, durante la quale nessuno è rimasto fermo a guardare, ma si è scatenato in balli e headbanging. La band raccoglie l’ovazione del pubblico concludendo un ottimo e divertentissimo show.

 

Ultima band a concludere, i norvegesi KampfarCon il loro pagan black metal intrattengono il pubblico del Ragnaroek, che ancora una volta si dimostra carico e resistente alla stanchezza. Il quartetto non guardando in faccia a nessuno inscena una performance scandita dalla doppia cassa incessante, e dalla cattiveria del frontman Dolk. I Kampfar sono statici, compatti, precisi ed inattaccabili. Ma dopo una buona mezz’ora un po’ di noia inizia a farsi sentire, chitarre graffianti e malefici screaming risultano essere sostenibili ma fino ad un certo punto.

Freddo anche il saluto verso il pubblico, che in ogni caso dimostra il proprio apprezzamento verso la band.

 

La prima giornata del Ragnaroek Festival si conclude cosi’ tra band ottime e altre da evitare, nuove scoperte e ulteriori riconferme.

 

 

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