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gio

08

mag

2014

Recensione DEATHRAGE - Down In The Depth Of Sickness (Reissue)

DEATHRAGE

Down in the Depth of Sickness (Reissue)

Punishment 18

Release date: 28 Aprile 2014

 

 

 

Altra ripubblicazione della Punishment 18 di un titolo degli anni ‘80/90, questa volta italiano: parliamo dei Deathrage, formazione dedita ad un thrash oltranzista nell’impatto ma anche molto particolare e con diverse influenze, specie per l’epoca. Down in the Depth of Sickness è il secondo ed ultimo lavoro di una formazione che ebbe vita breve ma riuscì, comunque, a ritagliarsi un seguito da culto nella scena metal nazionale di allora.

 

 

Merito dei brani (11 nella versione originale, qui arricchita da altri 7 pezzi, tra cui brani anche particolari, outtake o brani particolari oppure cover) possenti e d’assalto nello stile primi Destruction/Kreator/Nuclear Assault ma con il senso di elaborazione dei Metallica di ‘Master of Puppets’ o anche di quello che sarebbe apparso negli album come ‘Beneath the Remains’ o ‘Arise’ dei Sepoltura. Cupezze degne quasi degli Anacrusis, rallentamenti al limite del doom e ruvidità vicine a Venom e Motorhead: tutto questo si trova nei brani di questo album, che vanno dalla lenta e funerea ‘Nobody was Here’ o le articolate e terremotati ‘Me and my 4 Walls’ ed ‘A Man in Disguise’, unite a bonus-track come ‘Starship in the Garden’, ci offrono una formazione incredibilmente compatta ed efficace per il periodo, con le terremotati chitarre di De Stefanis e Marconi tessitrici di trame da SF movie post-apocalittico, con anche buone intuizioni di assoli in stile caotico alla Slayer supportati da una buona sessione ritmica dove spicca la batteria di Roberto Sambusida, dai suoni un po’ troppo plastificati e pieni di eco e rimbombi (il famoso ‘fustino Dixan’), ma per l’epoca era anche accettabile. Unica pecca (questa anche per l’epoca, posso ipotizzare), la voce di Alex Nicolini la quale, anche se in grado di trasmettere una certa tensione ed un’atmosfera distopica, palesa molti limiti tecnici ed espressivi, oltre ad essere carente in varietà.

 

Da ascoltare, al di là del titolo, brani come ‘Pane. Salame e Maionese’, davvero devastanti e più terrorizzanti del titolo stesso. Un’occasione per scoprire una band che, nel suo piccolo, ha dato un grande impulso alla scena nazionale, vedendo germogliare solo in futuro, nelle band migliori (e ce ne sono, oltre ad essercene state) attualmente sulla scena nazionale. Un’interessante scoperta, fondamentale per tutti i veri amanti del metal estremo dei primordi.

 

 

Andrea Evolti

 

 

 

Tracklist:

1. D.I.T.D.O.S. 04:57

2. Nobody Was Here

3. Suicide Age 03:18

4. A Price Too High To Pay 02:52

5. Who Knows? 03:26

6. La Nause 02:51

7. Perfect Crime 02:25

8. This One's For Our Friends 02:42

9. Me And My 4 Walls 03:57

10. It's Just A Mistake 03:41

11. A Man In Disguise 04:18

 

Bonus track:

 

12. Tribal Approach

13. When you’re Feeling

14. Starship in the Garden

15. Pane, Salame e Maionese

16. Be Cool, Man!

17. Man

18. Fate la Nanna Coscine di Pollo

 

 

Line-up:

Alex Vicini: bass

Roberto Sambusida: drums

Massimo De Stefanis: guitars

Lorenzo Marconi: guitars

Alex Nicolini: vocals