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lun

22

set

2014

Recensione BURNING NITRUM - Molotov

BURNING NITRUM

Molotov

Punishment 18 Records

Data di Pubblicazione: 22 Settembre 2014




Il passato può dimostrarsi incredibilmente avanguardistico, se visto con occhi nuovi. Questa frase da incipit di una puntata di Voyager (o You’ve be Warned, se preferite!), non serve per distrarvi dalle elucubrazioni del recensore ma per dipingere al meglio quello che gli abruzzesi Burning Nitrum sono riusciti a fare grazie a talento, passione ed amore per il thrash metal anni ’80….rivisto con gli occhi di chi vive negli anni ’10 del XI secolo. ‘Molotov’, che vanta un titolo quanto mai in linea con la copertina che sembra uscita da un film SF distopico del 1983 (ma discretamente realizzata e con la classica critica, molto attuale in questo periodo), non è solo la summa di tutta la tradizione di songwriting della costa ovest del thrash metal americano (Testament, Exodus, Defiance, Heathen), comprensivo di senso apocalittico ma affrontato con energia e grinta: è qualcosa di più. Sin dall’opener ‘Remote of Death’ (preceduta dalla classica intro, ‘Subversive Nausea’), passando per le aggressive ma sempre articolate e mai ripetitive ‘High Speed Bangers’ o ‘Sparkling Splatters’ (amanti della Troma, ecco un titolo per un nuovo lungometraggio ‘d’autore’!), si è catturati dalla freschezza di composizioni ispirate, vari, ricche di spunti e mai banali o stancamente adagiate sul revival.


Il riffing delle chitarre e gli assoli la fanno da padrone, diventando il punto di forza di una track come la conclusiva ‘Turned to Ashes (Nothing Stando Still)’, dove emergono anche echi di Death Angel di ‘Frolic…..’ e Realm. Un plauso, per questo, va alla coppia d’asce Vivarelli/Lanotte, con l’ultimo autore di tutti i pregevolissimi assoli che arricchiscono, non solo questa traccia, ma tutto questo entusiasta ed entusiasmante lavoro d’esordio per il quintetto abruzzese (se si esclude l’EP ‘Pyromenia’, di due anni fa). Ho speso molte parole per i due chitarristi, perché rappresentano la parte impeccabile di questo lavoro: ci sono, pertanto, anche delle pecche, ma nulla di così catastrofico. La batteria di Dario D’Ambrosio, ad esempio, è ottimo, dinamica, energica e varia ma, causa un suono di rullante un po’ ‘plastificato’ (tipo fustino di detersivo, per intenderci) ed alcune scelte per qualche passaggio poco fluido, non sempre riesce a rendere al 100% la fresca dinamica di un pezzo come ‘Apocalypse of Pain’. Infine, la voce di Dave Cillo, sicuramente buona ed azzeccata per il genere (e che sembra abbastanza influenzata dal primo Osegueda, Antoni dei Realm e David White), appare, specialmente nelle prime tre song, troppo intenta ad intestardirsi per cercare linee vocali estreme e volutamente dissonanti o asimmetriche rispetto alla struttura strumentale (come nello stile di Alan Tecchio dei Watchtower, ma più estrema e violenta); peccato, perché, come si vede dalla seconda parte del disco, in avanti, quando segue l’inerzia strumentale, le cose migliorano notevolmente e risaltano le sue capacità.


Al di là di tutto, però, con ancora qualche anno di maturazione, i Burning Nitrum potranno regalarci altre perle, ancora più personali e convinte, specie in questi oscuri tempi di caos sociale. Il collasso (con la rinascita) ha bisogno di un’adeguata colonna sonora, ed il thrash dei Burning Nitrum, innovativa tradizione, sembra essere stato creato apposto. Ottimo inizio, ragazzi!



Recensione a cura di Andrea Evolti



Tracking List:


1.

Subversive Nausea (Intro)

 


2.

Remote of Death


 

3.

Apocalypse of Pain


 

4.

High Speed Bangers


 

5.

Lying Until the End


 

6.

Falling into Slavery (Intro)


 

7.

Slave of Lust


 

8.

Sparkling Splatter


 

9.

Nemesis, the Death Star (instrumental)



10.

Turned to Ashes (Nothing Stands Still)






Line-up:


Dario D'Ambrosio

Drums

Dave Cillo

Vocals

Francesco Vivarelli

Guitars (rhythm)

Angelo Fiore

Bass

Walter Lanotte

Guitars (lead)