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mar

14

ott

2014

Recensione STAM1NA - S.L.K.

STAM1NA

S.L.K.

Sakara Records/OMN Label Services  

Release date: 29 settembre 2014




Una gemma di album per un miracolo di band, questo 'SLK' dei finnici STAM1NA e poco altro ci sarebbe da aggiungere se non 'Ascoltate e gioite dei continui miracoli imprevedibili del metal'! Formazione giunta al quinto album e dedita da sempre all'uso della splendida ed arcana lingua madre per i testi, il quintetto di Lemi è una spiazzante e talentuosa miscela di thrash sinfonico alla Children of Bodom, unito all'uso oscuro, spiazzante e malinconico del progressive estremo misto al black tecnico degli Extol di 'Burial', agli incredibili accostamenti tra complessità brutale e melodie struggenti ed alienanti dei Periphery ed a sfumature, a volte, quasi gothic-metal e dark, senza tralasciare un certo black sinfonico e tecnico alla Emperor di 'Prometheus': disorientati? Vi credo.


Il bello, però, è che ascoltando pezzi come 'Kalmankansa', riuscirete a provare tutta questa eterogeneità stilistica ed emotiva, senza sentirvi interiormente sballottati, perchè le chitarre Olkkonen sono articolate, virtuose ma anche melodiche e perfettamente armoniche nella loro metamorfosi che spazia da Annihilator a Paradise Lost, saltando tra Dream Theater ed Dimmu Borgir, supportate dalle tastiere presenti e spettacolari, ma mai ingombranti o con la smania della prima donna, di Emil Lähteenmäki e la voce dell'altra 6-corde esperta in contorsioni compositive, Antti Hyyrynen, che passa da un growl/scream black/death, ad un cantato pulito, pastoso e ieratico che ricorda Vintersorg. Borknagar e (appunto) Vintersorg, fanno capolino in un brano che unisce impatto, pathos melodico e cerebralità compositiva quale 'Panzerfaust', dall'attacco degno dei Dimmu Borgir e dallo snodarsi su ritmiche virtuose ed aggressive vicinissime ai Megadeth. 'Kuoliaaksi ruoskitut hevoset' ha la capacità di unire un'atmosfera tipica dei Periphery, ricca di virtuosismi, il tiro dei Motorhead ed il senso epico che si ritrova nei Protest the Hero.


Se per caso vi sentiste confusi, pensate che si tratta solo del limite dell'esposizione in prosa, perchè la poetica multidimensionale di un pezzo come 'Dynamo', vi farà passare dalle chitarre alla Jeff Waters, alle melodie dei refrain melodici dei Crematory ed a quel senso di meravigliosa malinconia di un gruppo dark/elettropop come furono gli Ultravox, ma sempre in un contesto assolutamente metal, come ci mostra il riffing alla Children of Bodom; tutto questo, però, avviene con la delicatezza del volo di un petalo di ciliegio, grazie anche ad assoli di splendido gusto progressive che richiamano gli Shadow Gallery. Si potrebbe continuare per ora, citando anche il gusto splendido nell'arrangiare i cori oppure sottolineando una produzione splendida, azzeccatissima e flessibile (pensate solo alla ferocia ultratecnica quasi di stampo Cynic con cui si apre 'Kylmä kuuma kylmä'), che sa sempre calzare a pennello ad ogni sfumatura, dall'aggressiva alla epica, alla sognante all'atmosferica, presenti tutte in uno stesso brano, senza apparire deficitaria. Si potrebbe, ma sarebbe superfluo.



Questo gioiello di extreme-progressive metal cantato in una lingua tanto aliena quanto affascinante (esattamente come gli Stam1na), è il dono di una band assolutamente superiore, da ascoltare almeno una volta, per non ritrovarsi un giorno a dire: 'Perchè si sono sciolti gli Stam1na?'. Vi prego, vi scongiuro: ascoltateli e assaporerete tutto quello che il metal vi ha sempre dato, suddiviso per gruppi, in un unico, estatico disco.



Andrea Evolti



Tracking list:

01. Rautasorkka

02. Kalmankansa

03. Panzerfaust

04. Kuolleiksi Ruoskitut Hevoset

05. Masiina

06. Heikko Ehka

07. Dynamo

08. Kylma Kuuma Kylma

09. Usko Pois

10. Kolmen Minuutin Hiljaisuus

11. SLK



Line – up:

Antti Hyyrynen – vocals, guitar

Pekka Olkkonen – guitar

Teppo Velin – drums

Kai-Pekka Kangasmäki - bass

Emil Lähteenmäki – Keyboards


Link:

www.stam1na.com

www.facebook.com/Stam1naOfficial

instagram.com/lemin_stam1na