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2014

Live Report THE GASLIGHT ANTHEM + Deer Tick @ Alcatraz di Milano - 10 novembre 2014

Report a cura di Luca Casella


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Tornano i nipotini del Boss, i rocker del New Jersey, i GASLIGHT ANTHEM, capitanati da Brian Fallon e la sua splendida voce. Tanta strada in poco tempo per loro dal primo, splendido disco, grezzo e molto rock'n'roll, ai duetti con Bruce Springsteen, fino all'ultimo lavoro "Get Hurt" dalla copertina decisamente brutta e sonorità più rilassate. I Gaslight Anthem hanno creato, anche da noi, uno zoccolo duro di fans che conosce i testi a memoria e li canta sotto il palco. L'Alcatraz di Milano allestisce il palco "piccolo" per la loro serata ed il pubblico si attesta sul solito migliaio di persone, lo stesso numero del precedente live. L'età media si è alzata, vedo molti estimatori dei Social Distortion presenti a riprova della vicinanza tra i gruppi come suoni e seguito.



Il mix lavoro/traffico/pioggia mi consente di arrivare solo in tempo per l'ascolto del secondo gruppo spalla, perdo i Bayside, gruppo sulla scia di band come Alkaline Trio ecc. I fans mi raccontano che hanno suonato solo trenta minuti, molto poco. Il tempo di salutare qualche amico e cominciano i Deer Tick, suoni folk rock simpatico ma poco interessante, forse era meglio invertire i nomi sul cartellone. Un oretta scarsa di concerto che a tratti soddisfa e a tratti stufa, comunque bravi con gli strumenti.




Puntuali, come dovrebbe sempre essere, alle dieci spaccate salgono sul palco i GASLIGHT ANTHEM, Brian con una maglietta a maniche lunghe bianca, è dimagrito rispetto all'ultima volta che l'ho visto dal vivo. Si parte con il loro suono corposo e molto americano, poche parole e tanta musica, prima di "The 59 Sound" annunciano che faranno più canzoni del previsto, anche se, conoscendo il locale, so già che il tutto durerà un ora e mezza o poco più. Il biondo cantante ringrazia, soliti complimenti all'Italia parla in maniera entusiasta della vespa (scooter/moto) ecc. ecc. Prima parte composta da brani veloci e rock'n'roll, vedi "Handwritten", "Old White Lincoln" e "Halloween" con un intro che omaggia i Dinosaur Jr. Parte intermedia dedicata a pezzi più soft come "Biloxi Parish" anticipata da un accenno di "War Pigs" dei Black Sabbath e "Too Much Blood" per poi tornare a song più ritmate toccando tutta la loro produzione con preferenza di spazio per l'ultimo disco, infatti non hanno suonato "American Slang", che mi aspettavo come pezzo di chiusura, ed invece niente. La serata si chiude con "The Backseat". Niente bis, più di venti pezzi, tanta buona energia, solita splendida voce, bei suoni, tutti contenti. Felice per l'occasione datami, saluto tutti e mi avvio verso casa in un orario decente, adoro quando questo accade. Ringraziamo Hub per l'ospitalità.