CONDIVIDI

mer

23

set

2015

DOCTOR & THE MEDICS: intervista con Clive Jackson  "The Doctor"

Ci sono interviste che lasciano il segno per le risposte che l'artista rilascia, ed è una cosa meravigliosa perchè si entra subito in perfetta sintonia, la stessa che si può condividere con chi ama profondamente la Musica. Ho avuto modo di scambiare una piacevole ed interessante conversazione con Clive Jackson in arte "The Doctor", frontman dei Doctor & the Medics che, con la cover del brano "Spirit in the Sky" di Norman Greenbaum, che divenne un grosso successo negli anni '80 si guadagnarono il titolo di One-hit wonder.


Intervista a cura di AngelDevil Rock


RRM: Ciao Clive, un benvenuto da Rock Rebel Magazine. Lascia che ti ringrazi, prima di tutto, per il tempo che hai scelto di dedicare alla nostra chiacchierata. Sono trascorsi 29 anni dalla pubblicazione di ‘Spirit in the Sky’ e so che il 13 Ottobre sarà disponibile l’edizione speciale per il 29esimo anniversario del primo hit-single ‘Spirit in the Sky’ realizzato con i remix di alcuni dei più quotati dj delle chart di Billboard. Che significato ha, per te, tutto questo?


CJ: Mi fa molto piacere avere buoni remix di questo brano. Alcuni ci hanno provato, in passato, ma non sono riusciti ad ottenere la bellezza di 11 remix di qualità, tratti da questa canzone. ‘Spirit…’ è un ritmo difficile da tradurre in una traccia dance, ma questi ragazzi sono riusciti nell’impresa. Mi piacciono molte cose della dance music, così è molto gratificante, per me, essere in grado di sperimentare con un altro genere: è veramente esaltante! Ho sempre pensato che Rock e Dance non fossero così differenti, cugini alla lontana, di terzo grado e con una certa differenza d’età!!!! Per questo trovo molto bello costruire un ponte che li colleghi, usando proprio ‘Spirit in the Sky’.


RRM: Voi avete realizzato una hit d’immenso impatto sul pubblico, con ’Spirit In The Sky’; avete mai ricevuto pareri, nel corso degli anni, da parte di Norman Greenbaum, l’interprete originale del brano, pubblicato nel 1969?


CJ: Certo! Io e Norman ci scriviamo circa 2 o 3 volte l’anno. Ha avuto un brutto incidente automobilistico ed è, attualmente, in ospedale. Gli ho scritto per sapere come stia e mi ha detto che è tutto ok! Mi ha detto, inoltre, di volersi rimettere abbastanza in forma da poter fare qualche concerto, l’anno prossimo; spero proprio che si riprenda alla grande! Gli ho parlato dei nuovi mixaggi e sono ansioso di sapere cosa ne pensi!


RRM: A Maggio, inoltre, avete pubblicato una versione radicalmente rivisitata del successo dei Dead or Alive “You Spin Me Round”e devo dire che mi è piaciuta molto. Come mai la scelta è caduta su questo brano?


CJ: Mi aveva colpito il fatto che la nostra attuale formazione non fosse mai stata coinvolta nella realizzazione di un singolo con un videoclip. Pertanto, ho pensato che sarebbe stato bello realizzarne, finalmente, uno con loro. Abbiamo scelto

Spin Me…..” perché aveva una grandissima resa dal vivo! . 

RRM: State pensando di pubblicare dell’altro materiale in futuro o siete più a vostro agio nel dedicarvi alle performance dal vivo? 


CJ: Io amo, ovviamente, i live ma adesso stiamo per tornare in sala di registrazione. Dopo

 ‘The Spirit Remixes’, abbiamo un brano in procinto di uscire l’anno “Rock Me” e, inoltre, abbiamo iniziato a lavorare al nostro nuovo album, il primo dopo 20 anni che speriamo verrà pubblicato già nel 2016: tieni d’occhio il nostro sito, quindi!!!


RRM: Quando suonate dal vivo, che cosa vi piace aver lasciato, a chi vi ascolta, una volta finito il concerto? Cosa vorresti che ricordasse, un teenager, di un tuo concerto o di un tuo disco? 


CJ: Questa è proprio una bella domanda! Il nostro rapporto con la musica ed il momento del concerto dal vivo è sempre molto personale, differente per ognuno di noi, motivo per cui amiamo così tanto la musica; tocca tutti noi in una maniera unica e speciale, esattamente come avviene con una relazione sentimentale.

Per quanto riguarda noi, come band, amiamo condurre la gente in un viaggio che porti la loro attenzione lontana dai problemi della vita di tutti i giorni. Insomma, dare una sferzata di energia rivitalizzante al corpo ed all’anima. Se riusciamo in quest’intento, in qualsiasi e con tutti, allora questo mi rende un uomo felice.


RRM: Ci vuoi(e puoi) riportare qualche aneddoto divertente avvenuto durante le registrazioni dei nuovi brani?


CJ: Certo che ce ne sono, ma ho giurato di mantenere il segreto!!!


RRM: Parliamo della tua passione per la musica….come sei finito in questo mondo e che cosa ti ha attratto di esso? Sognavi di diventare un cantante? So che hai iniziato come dj.


CJ: Sono, prima di tutto, un fan della musica. Mi toccò l'anima fin dalla più tenera età nel scoprire il potere incredibilmente positivo. Ricordo che ascoltare gli Hawkwind negli anni 70 mi faceva partire in un viaggio tutto mio e veramente speciale.  

Il primo concerto che cambiò la mia vita fu nel 1977 quando vidi gli X-Ray Specs dal vivo al Marquee di Londra. Improvvisamente sentì che ogni cosa, ogni tassello aveva trovato il proprio posto. Polystyrene proveniva da un altro pianeta, quando cantava; era una vera forza della natura, dando tutto di sé con un abbandono completo, come in uno stato di trance, ma sempre con passione e impegno totale. Quello fu il momento in cui compresi che non vi erano regole o limiti a quello che si poteva ottenere durante un concerto, se si dava tutto ciò che si poteva dare. Ho visto Iggy Pop la settimana seguente ed ecco che si ripeteva il tutto; era fatta! Sapevo di voler far parte del mondo della musica.


Non sapevo suonare nessuno strumento e ero, probabilmente, il cantante meno dotato di sempre, così iniziai come dj. Mi piaceva questa forma indiretta di comunicazione. Avevi le serate della gente ed il loro divertimento nelle tue mani. Era importante che io facessi tutto al meglio delle mie possibilità ed adoravo quando le cose mi riuscivano bene. Ero abbastanza conosciuto a Londra e la band si formò come conseguenza di una scommessa. Un amico scommise con me che non sarei stato in grado di formare una band per supportare la sua. Avevo a disposizione solo 2 settimane ma riuscii a scrivere due brani, misi assieme la line-up, imparammo la scaletta, creammo un'immagine e ribaltammo letteralmente il posto!    

        

RRM: Quanto è stato difficile (o magari, facile) per te, vivere di musica?


CJ: Devi amarla perchè prende tanto del tuo tempo e può prendere il sopravvento sulla tua vita di tutti i giorni, pertanto se non ami la musica alla follia, questo lavoro ti risulterà veramente pesante. Se hai la passione, però, questo significa che hai bisogno sempre di lei ed è questa la cosa fantastica, che non è per niente pesante! Non mi piace proprio quando vedo celebrità della musica o cantanti, lamentarsi sia duro questo lavoro…mi fa arrabbiare. Noi siamo fortunati, è come se avessimo ricevuto una benedizione nell’essere capaci di esibirci ed avere un pubblico che apprezza ciò che facciamo. Non è difficile. Difficile è lavorare in una miniera o essere un senzatetto o perdere il tuo lavoro con una famiglia da mantenere. Questo è difficile.

Se chi canta pensa che questo lavoro sia duro, beh, che si cerchino un altro lavoro, facile!


RRM: Concordo. Qual è la cosa più importante della tua vita? Una alla quale non rinunceresti mai. 


CJ: La mia condizione che mi permette di essere il collegamento fra la musica e la gente, sia che io stia cantando, facendo un dj-set o scrivendo un brano. Sono fortunato a far parte di questo processo creativo e, anche se non potrò cantare per sempre, Io sarò sempre parte di questo mondo, in qualche modo.


RRM: Clive, grazie per il tempo che hai dedicato a questa nostra chiacchierata, è stato davvero un piacere. Cosa vorresti dire a tutte le persone che leggeranno questa intervista?


CJ: Grazie gente per aver dedicato tempo ed attenzione a leggere queste righe. Spero che potremo tornare a suonare in Italia quanto prima. Amiamo suonare dalle vostre parti ed è passato parecchio tempo da quando ci siamo stati, così siamo ottimisti nel pensare che avremo presto la possibilità di vederci ancora.

Perseverate nel perseverare

Peace and Love

Doc x x


doctorandthemedics.com

www.facebook.com/doctor.and.the.medics


TheEnglish version  here