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gio

24

set

2015

Recensione EVERSIN - Trinity: the Annihilation

EVERSIN

Trinity: the Annihilation

My Kingdom Music

Data pubblicazione: 18 Maggio 2015


 

Intrigante ed imperfetto fascino è ciò che ci offre il terzo lavoro dei siciliani Eversin (che recensiamo con qualche mese di ritardo), e non è un mio mero espediente narrativo per salvare capra e cavoli, non sapendo che dire.

 

 

Il quartetto di Agrigento, forte della sua base thrash tecnica americana, nella quale emergono i Forbidden di ‘Green’ per la compattezza sonora delle chitarre di Gabriele Pilato e l’oscurità degli Exodus di ‘Exihibit B: The Human Condition’, confeziona questo ‘Trinity….’ pescando anche nella ferocia virtuosistica dei Darkane di ‘Rusted Angel’ e dei Soilwork di ‘A Predator’s Portrait’ e nella schizofrenia progressive dei troppo sottovalutati inglesi Biomechanical. ‘Flagellum Dei’ e ‘Chaosborn’ ci riversano addosso una cascata di lava nera e lapilli che riflettono angoscianti luci al neon, dove la già citata chitarra di Pilato la fa da padrone, con ritmiche squadrate che si alternano a riff veloci ed asfissianti, un misto tra Fear Factory e le accelerazioni ferali dello swedish-death più oltranzista, il tutto impreziosito da assoli mirabili per il gusto con cui sono stati creati, sempre perfettamente in sintonia con il mood del brano, sia che si necessiti di velocità e virtuosismo, sia che venga richiesto groove e pathos.

 

L’atmosfera è cupa ma anche dura, energica, come possiamo percepire da ‘We will Prevail’, uno dei brani più belli, e ‘Litanies of War’, e la sessione ritmica appare diligente e precisa nel compito di scandire le varietà ritmiche degli incubi targati Eversin, anche se Danilo Ficicchia alle pelli (affiancato da Ignazio Nicastro al basso) vero e proprio metronomo con armamento da sbarco, appare in non pochi frangenti, un po’ monocorde e ripetitivo, cosa che rischia di indebolire dinamicamente i pezzi, vista la produzione iper-satura che si è scelta. In tutto questo, però, un ruolo particolare lo gioca la voce di Angelo Ferrante che si divide fra ottimi harsh e growl, nei passaggi più violenti e vocal possenti ed al limite del Pantera-style/hardcore ma, ahimé, molto piatte e fuori luoghi per quei frangenti deliranti e colmi di isterismo ed angoscia, così ben rappresentati dalla parte strumentale dei brani. Il problema, però, non sta tanto in una carenza tecnica, ma espressiva e di scelta di timbrica: vocal di matrice quasi Biohazard/Pro-Pain, per l’environment musicale con cui il four-piece agrigentino narra la follia ed il dolore interiore dell’essere umano, sembrano assolutamente stridenti e spengono molto del lavoro fatto dal songwriting particolare e bello, anche se con qualche ombra di indecisione, qua e là.

 

Forse mantenere i growl e gli harsh, oppure virare (anche con l’aiuto di NIcastro, che si occupa dei cori) verso una voce dura ma delirante, sulla scia di Ron Rinehart dei Dark Angel, potrebbe dare quell’elemento decisivo che ora sembra mancare alla band, creando uno dei pochi esempi di thrash/death senza growl…proprio come la band di Gene Hoglan.

 

Lavoro molto buono, comunque, che offre spunti interessanti, musicisti dotati ed un songwriting coraggioso e personale, anche se i difetti ci sono e vanno fatti degli interventi. Il punto, però, è che siamo sulla strada giusta per veder fiorire un gran bella macchina da presa per incubi moderni. Dategli un ascolto.

 

 

Andrea Evolti

 

Trackin List:

1. Flagellum Dei

2. Fire Walk with Me

3. Chaosborn

4. We Will Prevail

5. Crown of Nails

6. Beneath an Atomic Sun

7.Litanies of War

8. Trinity

 

Line-up:

ANGELO FERRANTE- Vocals

GIANGABRIELE LO PILATO - Guitars

IGNAZIO NICASTRO - Bass & Backing Vocals

DANILO FICICCHIA – Drums

 

Link:

facebook.com/eversinmetal