CONDIVIDI

lun

28

set

2015

Recensione ILA & THE HAPPY TREES - Le Scarpe Rosse

ILA & THE HAPPY TREES

Le Scarpe Rosse

Uncle Singer Production/Edizioni Ishtar

Release date: 29 Settembre 2015

 

 

 

Concepire la musica come semplice forma d’arte sarebbe riduttivo. È più giusto pensare che la musica sia un sentimento; bello, brutto, forte, compassato, triste, è soggettivo, ma sicuramente più vicino alla realtà. Quando poi è accompagnata da una scrittura raffinata, mai banale, piena di “colori” e vita vissuta, allora ci sentiamo come il re di turno in presenza del cerchio perfetto di Giotto, cerchio perfetto che in realtà non è che il rimando a qualcosa di “altro”.

 

Ila, artista genovese in prestito alla provincia bergamasca, attraverso le storie de “Le Scarpe Rosse”, ci fornisce la scusa per dimostrare che la musica italiana, aldilà dei soliti quattro ritornelli in rima che non si possono più sentire, è viva, vivissima e non può che farci piacere. L’approccio è laborioso, perché, se è vero che la chiave semiacustica è una presenza costante nelle produzioni della cantastorie di Comun Nuovo, in questo nuovo lavoro sono innumerevoli le sfaccettature che accompagnano gli arrangiamenti per l’intero percorso del disco e che spaziano in svariate direzioni. La visione “romantica” e buonista della vita è una parte importante della persona Ila e le iniziali “Stop This Fire” e “L’uomo Senza Memoria” ne sono l’esempio lampante. Con “Dovessi Andarmene”, ballata introspettiva dalla linea melodica suadente e cadenzata, ci ritroviamo ad esplorare il nostro “io” in quello che dovrebbe essere il nostro ultimo pensiero, in una visione si realistica, ma allo stesso tempo dolce, di quello che ha rappresentato la nostra vita. “Hai Mai Pensato” è, come la canzone precedente, l’intuizione doverosa di Ila verso il bisogno di non fare le cose come vengono, ma di pensare e mettere il cuore in ogni momento che ci è dato vivere. Particolare “Antonio”, che parla di un amico ottuagenario della cantautrice, ma che potrebbe essere la storia del “nonnino” che ognuno di noi dovrebbe adottare nel cammino della vita e delle “difficoltà” che un’età avanzata comporta, nel rapportarsi con se stesso e gli altri. Il sogno, parte strutturante dell’artista e della sua concezione più intima del vivere, sono alla base in “Dream Now” e nelle congetture realistiche di “Lasciala Andare”. Verso la fine di questo viaggio nel paese delle meraviglie di Ila/Alice, trova spazio la vena grunge che ha spinto la cantante ad intraprendere questa carriera negli anni novanta, quel Kurt Cobain che ha cambiato radicalmente le carte in tavola del business musicale. La sua versione di “All Apologies” è da incorniciare per l’approccio intimistico e il timbro vocale è veramente da pelle d’oca.

 

Promuovere la buona musica italiana dovrebbe essere un imput da non sottovalutare, soprattutto in questo periodo di crisi economica del nostro paese, perché quando un prodotto è verosimilmente “esportabile”, bisognerebbe fare di tutto per farlo diventare un punto di forza. La musica di Ila ha la capacità di farci riflettere, pensare, ma, cosa ancora più importante, riesce a farci sognare e, credeteci, ce n’è veramente bisogno.

 

 

Recensione a cura di Emiliano Vallarino

 

 

Tracklist:

01. Stop This Fire

02. L’uomo Senza Memoria

03. Dovessi Andarmene

04. Hai Mai Pensato

05. My Way Home

06. Antonio

07. I Will Wait

08. Non Sono Il Tuo Nemico

09. Ho Paura (featuring Edoardo Cerea)

10. Diverso

11. Lasciala Andare (featuring Israel Varela)

12. Dream Now

13. All Apologies (cover Nirvana)

14. The Man Who

 

Line up:

Ila (voce)

Teo Marchese (batteria)

Lorenzo Fugazza (chitarra)

Paolo Legramandi (basso)

 

Special guests:

Francesco Chebat: piano, Hammond e synth

Daniel Plentz: body perc

Jerry Holmes: chitarre elettriche e mandolino

 

Link:

www.ilamusic.it

www.facebook.com/ila.singer

twitter.com/ilariasca