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mer

30

set

2015

LiveReport "SPLATTER HOLOCAUST NIGHT" CADAVERIA + Superhorrorfuck + Raging Dead + Madness of Sorrow The One, @ Cassano d’Adda (MI) - 26 Settembre 2015  

Report a cura di Andrea Evolti

Foto a cura di Alice Lane


Tornano sul palco i Cadaveria, nell’ambito di una manifestazione dedicata all’horror nel cinema, nella letteratura e nei fumetti, la Splatter Holocaust Night, organizzata dal locale The One di Cassano d’Adda, e dimostrano, se ancora ce ne fosse bisogno, che il five-piece biellese riesce sempre e comunque a creare pathos, atmosfera, energia e coinvolgimento, anche negli spazi angusti di una piccola sala sotterranea (anche troppo piccola e con notevoli problemi di acustica), quasi un dungeon da gioco di ruolo.

 

Dopo le proiezioni di film, documentari e director’s cut del pomeriggio, iniziano i concerti con i Madness of Sorrow, power-trio dedito ad un essenziale e diretto horror/gothic metal, con anche un certa dose di punk. Pochi pezzi per giudicarli, di certo molta energia, ma si è ancora alla ricerca di una personalità più delineata. Per ora, poco di nuovo sotto la luna.

 

Con i Raging Dead, invece, si passa verso una versione più punk e sporca di un certo rock ritornato in voga da qualche tempo, lo sleezy/street, una versione 2.0 del glam metal anni ’80, mischiato con una maggiore attitudine punk. Di certo il four-piece ha le idee abbastanza chiare, una buona amalgama live e l’apporto di chitarra e batteria ben presenti e che formano la spina dorsale del genere, assieme ad un discreto singer che mostra anche una buona presenza scenica. Sono giovani e non brillano ancora per originalità, ma dimostrano di sapere ciò che vogliono.

 

Se amate il glam/horror, Ed Wood e gli z-movie degli anni 50/60, con un tocco di gotico moderno alla ‘Lost Boys’ (il film, ovviamente), gli Superhorrorfuck vi delizieranno. Quintetto dalla particolare mistura rockabilly/punk/glam rock, dalla grandi doti live, la formazione guidata dall’istrionico singer Dr. Freak, una specie di Dee Snider in versione slim e con una abbigliamento degno di Joker, mostra subito il suo particolare sound che sembra la colonna sonora per un horror-movie anni ’50. Elvis che gioca a biliardo con Dracula, mentre la Creatura di Frankenstein segna i punti: questo è lo show energico, accattivante e divertente di Superhorrorfuck, con la bella voce in stile rockabilly di Dr.Freak ed una sessione ritmica di tutto rispetto. Da vedere con del pop-corn al sangue.

 

I problemi, già citati, di spazio ed acustica (la batteria di Flegias/Marcelo Santos aveva un rimbombo molto disturbante), non ha, però, precluso ai Cadaveria, guidati dall’omonima sacerdotessa delle arti oscure, di mettere in mostra tutto il loro valore di live-act di metal orrorifico multiforme. Forti di Strumentisti di alto livello, di brani dalla particolare personalità metal, che svariano dal classic, al thrash, alle reminiscenze black degli Opera IX (band d’origine di Cadaveria e Santos), il combo biellese, con ‘Free Spirit’, dall’ultima fatica ‘Silence’, apre il teatro dei magnifici orrori. Cadaveria in forma vocale ottima, padrona di un piccolo spazio sul palco, che trasforma, con la sua mimica contenuta ma imperiosa, in un pulpito, per celebrare i riti misterici, accompagnata dalle due intense asce di Booth e Laurent, con il secondo penalizzato dal sound in fase di assoli, e la sessione ritmica Santos/GL, precisa ed inarrestabile, sia nel momenti più tesi, come ‘Strangled Idols’, si in quelli più evocativi ed articolati come ‘Flowers in Fire’. L’apice si tocca con ‘Circle of Eternal Becoming’, ‘Memento Audere Semper’ e ‘Blood and Confusion’, mostrando tutta la potenza, la duttilità e la teatralità sanguigna ma anche curata, di un combo davvero speciale.

 

Nota post-concerto: per motivi di tempo, non abbiamo potuto assistere, come si dovrebbe, allo show dei Martirium, messo in coda dopo l’esibizione di Cadaveria. Ci scusiamo con la band, anche se non possiamo esimerci dal criticare una scelta di scaletta, a nostro avviso, fortemente penalizzante per una formazione emergente, specie dopo lo show di quelli che sono gli headliner.