CONDIVIDI

gio

01

ott

2015

Live Report RISE AGAINST + Raised Fist @ Alcatraz di Milano - 30 settembre 2015

Serata alternativa al noioso calcio in tv quella di Mercoledì 30 settembre, valida scelta da un paio di migliaia e più persone che hanno riempito quasi interamente l’Alcatraz di Milano, per la prima data del tour Italiano dei RISE AGAINST. Band molto quotata sia dalla critica che dal pubblico fautori di un Hardcore Melodico con episodi acustici e canzoni dal facile appiglio. Originari di Chicago, impegnati socialmente si presentano in una formazione a cinque, in quanto il cantante Tim ha una mano lesa da una frattura e per queste date la band si affida alla chitarra di Neil Hennessy preso in prestito dai Lawrence Arms.


Supporter della serata i RAISED FIST dal freddo nord della Svezia. Eccoci pronti ad ascoltare il quasi metal-hardcore del gruppo svedese che attizza la platea con un sound pieno ed una voce graffiante, urlata, energica. Fisicati al limite del body-builder, per la gioia delle fanciulle presenti che apprezzano e commentano gli addominali scolpiti del cantante Alexander. A parte il fattore estetico, musicalmente sono validi, di genere, impattano bene sul palco creando uno show molto “agitato” con tanto di salti stile Bruce Lee. Insomma non male, il genere deve piacere, per me sono una novità che cercherò di conoscere meglio dopo questa serata; il pubblico comunque applaude e li apprezza.


Con un leggero ritardo si spengono le luci per l’ingresso dei RISE AGAINST in formazione rimaneggiata come detto sopra. Parterre giovane, come previsto, in quanto la loro storia è iniziata solo nel 1999 con all’attivo sette dischi. Subito le prime file rispondono bene al suono della band agitandosi e pogando, si cantano in coro quasi tutti i ritornelli, è un pubblico di fans e preparato, la scaletta soddisfa tutti palati prendendo episodi da tutta la loro discografia. Apprezzamenti e complimenti alla città che li ospita, essendo arrivati al mattino hanno avuto modo di girare Milano e gustarsi un gelato tra Duomo e la Galleria Vittorio Emanuele. Sono ormai rodati e suonano bene, canzoni come “Satellite” , “Collapse” e “Prayer Of The Refugee”, infiammano e lasciano il segno. Ascolto con interesse, la voce di Tim è valida anche se andava alzata rispetto agli strumenti che a volte “soffocano” il cantato, difetti di equalizzazione a parte, il concerto scivola via senza cali di tono. Il gruppo affronta temi sociali condivisibili e validi non solo per il loro paese d’origine, sono portatori della vita sana, salutare e senza addizioni. Dopo una quindicina di tracce, arriviamo all’intermezzo acustico con la splendida e commovente “Hero Of War”. Il concerto si chiude con altre due canzoni tra cui  “Savior”, allungata di un ritornello in più per i saluti finali.


Bel concerto, loro non si sono sprecati e hanno dato vita ad un bello show, consigliato. Grazie a DNAConcerti per l’ospitalità.