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gio

15

ott

2015

Recensione ZEBRAHEAD - Walk The Plank

ZEBRAHEAD

Walk The Plank

Rude Records

Release date: 16 Ottobre 2015




Immaginate di essere in una delle innumerevoli meravigliose spiagge della Contea di Orange, avete surfato fino al tramonto, il concorso di “Miss culo di marmo” è alle porte e gli ettolitri di birra con la quale il vostro organismo vive ormai da tempo in fotosintesi sgorgano da ogni dove, bene, se a tutto questo fa da contorno come colonna sonora “Walk The Plank” ultimo lavoro degli Zebrahead, allora siete finiti nel posto giusto.



Venti anni di attività nel Rapcore/Punk, fanno della band californiana uno dei gruppi più longevi dell’omonima scena e questo è sicuramente dovuto al fatto che difficilmente sbagliano un disco. Niente di nuovo all’orizzonte, coretti melodici, ritmi da party 24h e la giusta dose di liriche al limite, ma riuscire a dosare il tutto in maniera splendida non è cosa facile per tutti, a loro riesce perfettamente ed è per questo che i tredici brani dell’album scorrono tranquillamente in un’eterna aria di festa. Si inizia con “Who Brings A Knife To A Gun Fight”, brano dall’incedere “orientaleggiante che inneggia al casino puro. Da li in poi si capisce che ci si ritrova alla festa delle feste, impressione che viene supportata ulteriormente da brani come “Headrush” o “Running With Wolves”. “So What” con il suo rap melodico, strizza l’occhio alla hit dei Crazy Town “Buttefly”. La title track, grazie ad un riff di chitarra semplice e ad un ritornello che ti rimane per ore nella testa, ha le potenzialità della hit. “Under The Deep Blue Sea” nel suo minuto e ventisette è chiaramente un plagio alla premiata ditta Bono/The Edge, o un plauso alla loro ultratrentennale carriera. Il ritmo Ska style di “Battle Himn” è godurioso ed è chiaro che la produzione del disco è uno dei suoi punti di forza.


Niente è lasciato al caso, dalle voci, ai suoni più moderni, al dosaggio perfetto di rap e cori. La batteria di Ed Udhus sugli scudi in “Kings Of The Here And Now”, ma più in generale tutti fanno il loro in maniera tangibile e con risultati eccelsi. Si chiude con “Freak Show” dove un bel pogo con coretto urlato a squarciagola da parte di tutti coloro che si trovano dinanzi lo stage è d’uopo. E’ chiaro come il sole che noi di Rock rebel magazine non ci perdiamo la festa degli Zebrahead. Chi è che viene?



Recensione a cura di Emiliano Vallarino



Tracklist:

01. Who Brings A Knife To A Gun Fight

02. Worse Than This

03. Headrush

04. Keep It To Myself

05. Running With Wolves

06. So What

07. Save Your Breath

08. Walk The Plank

09. Under The Deep Blue Sea

10. Wasted Generation

11. Battle Himn

12. Kings Of The Here And Now

13. Freak Show


Line up:

Matty Lewis (voce e chitarra)

Ali Tabatabaee (voce)

Dan Palmer (chitarra)

Ben Osmundson (basso)

Ed Udhus (batteria)