CONDIVIDI

ven

16

ott

2015

Live Report ANNIHILATOR + Harlott + Archer @ Circolo Colony, Brescia, 14 Ottobre 2015

Report a cura di Andrea Evolti



 

Mancavano da quasi due anni dai palchi italiani, ma sembrava un'eternità e non solo per i die-hard fan (come ammette, candidamente, il sottoscritto); perché, una gig degli Annihilator è una delle esperienze thrash metal più significative per ogni metalhead.

 

In un Colony abbastanza affollato (ottima cosa!), le ostilità vengono aperte dai californiani Archer, power-trio che ruota attorno alla figura del talentuoso cantante/chitarrista Dylan Rosenberg. Il combo di Santa Cruz, dedito ad un metal classico americano molto sui generis, in cui convergono elementi di power-U.S., thrash e elementi riconducibili agli Skid Row di 'Slave to the Grind', offre una performance esplosiva ed entusiasmante, in virtù, anche, della sua particolare personalità musicale. Notevoli e da tenere d'occhio.

 

Da un emisfero all'altro del mondo, sempre nel segno della violenza tecnica, approdiamo in Australia, patria del four-piece Harlott. Anche loro freschi di seconda release ('Proliferation'), la formazione di Melbourne assalta alla gola i presenti, nel frattempo cresciuti di numero, con il loro thrash rovente, veloce e tecnico, germogliato nel terreno americano di band quali Death Angel delle origini, Nuclear Assault, Exhorder e degli Annihilator (ovviamente) più feroci, più un pizzico di thrash teutonico alla Destruction. La band appare sicura, affiatata e bellicamente pericolosa, con musicisti capaci ed energici e composizioni che hanno efficacia, oltre che spunti interessanti, specie la voce del chitarrista Andrew Hudson, che ricorda un incrocio tra Ron Reinhart dei Dark Angel e John Connelly dei Nuclear Assault. 45 minuti di pirotecnica e piacevole violenza.

 

 

Ogni volta che Mr. Waters e gli Annihilator salgono su di palco (stavolta preceduti da 'Rock you like a Hurricane' degli Scorpions), tra i kid (stasera particolarmente numerosi, ed il Colony se lo meritava) si scatena una vera tempesta elettromagnetica, perché si sa che il combo canadese saprà annientare facendo spettacolo...e così è stato. 'King of the Kill', trade-mark live della band di Vancouver, seguito da 'Snap' e dalla title-track dell'ultimo lavoro 'Suicide Society', sono tre ordigni musicali che infiammano i presenti, suonati e vissuti dalla band con la classica potenza e pulizia tecnica (grazie anche ai suoni di stasera, perfetti per tutte le band), segno distintivo di quelli che sono fra i fondatori del techno-thrash. Con il supporto funambolico del batterista Mike Harshaw (davvero in forma stasera), brani classici come 'W.T.Y.D.' o 'Set the World on Fire', sprigionano tutto il loro dinamismo e fluida aggressione, dove la virtuosa chitarra di Waters, affiancata da un altro chitarrista di livello notevole come Aaron Homma, da sfoggio di equilibrismo ritmico e tripudio solistico, il tutto condito dalle smorfie e dall'istrionica presenza scenica di Waters stesso, ottimo entertainer, specie quando si tratta di presentare titoli bizzarri come 'Chicken and Corn', 'Ultraparanoia' o ''Brain Dance', eseguita con una prima parte in stile ballad, per poi tornare alla schizofrenica versione originale presente su 'Set the World on Fire'. C'era da promuovere 'Suicide Society', il nuovo disco, ma durante i 19 brani eseguiti, la band ha dato più spazio ai classici, mostrando uno stato di forma ed un affiatamento incredibile, specie dopo la rivoluzione copernicana dello split col singer Dave Padden. In questo, forse, si è notato l'unico elemento destabilizzante del concerto: la voce di Waters. Sicuramente precisa, efficace e personale, assolutamente ben calata nel contesto dei brani e che li ha resi più d'impatto ma, che lascia il senso di smarrimento, dopo aver ascoltato, per anni, dal vivo, la duttile e dotatissima voce di Padden. Poco male, però: la band ha scaricato tutte il meglio del suo repertorio (tranne 'Fun Palace'….e la cosa fa urlare alla blasfemia gli hard-core fan dell'Annientatore), con una prestazione esaltante (come sempre), calorosa e passionale, chiudendo con il trittico da cardiopalma 'Phantasmagoria', 'Alison Hell' e 'Human Insecticide'.


Niente da fare: l'acrobatico Annientatore del pentagramma ha messo a ferro e fuoco un altro locale...creando un altro Fun Palace!