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ven

20

nov

2015

Recensione I CARNIVAL  - "Se non mi tengo volo"

I CARNIVAL

Se non mi tengo volo

La Clinica Dischi

Release date: 23 Novembre 2015




Capita di rado, ma fortunatamente capita. Quando ci si ritrova per le mani un disco rock italiano, ma soprattutto, cantato in italiano, la paura è sempre la stessa e cioè che di rimando ci traghetti mestamente verso i lidi del Vasco nazionale o del Liga. Poi parte “Pornovisione Cult”, brano d’apertura del nuovo album de I Carnival combo spezzino nato un paio di anni fà e le prospettive si fanno subito goduriose.



“Se non mi tengo volo” è un album dalle sonorità “bizzarre”, un po' psichedelico, un po' pop/alternative. Nove brani che parlano di vizi, di “cazzomene”, di “amore allegorico” e tanta, tantissima altra roba. L’approccio dei testi, interpretati dalla camaleontica ugola di Leonardo Elle, è leggero, ma soltanto in superficie, perché ogni brano porta con se un messaggio, sempre più o meno celato.


Canzoni come “Pornovisione Cult”, “Ora che non ho più te” o l’elettrica “Tutti i vizi che ho”, dovrebbero sostare nella hit parade italiana ad oltranza, perché portano una ventata di allegria difficilmente riscontrabile nella maggior parte delle canzoni che la fanno da padrone normalmente in classifica, costruite su amori finiti, tristezza a livello tsunami e sfighe varie, perché, si sa, tutto ciò che è “catastrofico”, in Italia vende un casino da sempre. E invece no, con I Carnival si inizia a pensare positivo anche quando non sembra proprio il caso e a sbattersene i coglioni ogni tanto invece di crogiolarsi nel dolore, perché la vita è una e va vissuta a trecentosessanta gradi, venga quel che venga.


Un plauso particolare va al brano “Cinema Paradiso” che ha il classico abbinamento testo/musica perfetto, con la chitarra “southern" di Roberto Benacci in gran spolvero. La batteria di Leonardo Pierri ha quel classico suono basico, mai invasivo, che ha fatto la storia di Ringo Starr, stesso discorso per l’approccio al basso di Milo Manera, perché non è sempre vero il postulato secondo il quale il virtuosismo porti maggiori risultati di un lavoro lineare e pulito, lavoro nel quale è innegabile quanto credano i quattro ragazzi di La Spezia e a ragion veduta fanno benissimo.


Finalmente un disco che possa concorrere per qualcosa di grande, in un paese dove normalmente vende più il nome altisonante della proposta musicale. Tanta roba I Carnival ai quali auguriamo tanta fortuna anche se non ne hanno bisogno, il disco spacca di brutto e se non dovesse arrivare (toccando ferro), come recita il titolo del brano che va a chiudere il loro disco, “E me ne sbatto il cazzo”, no?


Recensione a cura di Emiliano Vallarino



Tracklist:

01. Pornovisione Cult

02. Furia Fuggitiva

03. Ora che non ho più te

04. Cinema Paradiso

05. La Psiche Inversa

06. Tutti i vizi che ho

07. Rollingstronz

08. Triangolo Shock

09. E me ne sbatto il cazzo



Line up:

Leonardo Elle (voce,chitarra)

Roberto Benacci (chitarra)

Milo Manera (basso)

Leonardo Pierri (batteria)


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