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mar

01

dic

2015

EUROPE: Video interview with John Levén

Rock Rebel Magazine had the pleasure to meet John Levén from the band EUROPE, before the Swedish rockers hit the stage at Alcatraz in Milan! John speaks about the highly acclaimed "War of Kings" album, the tour with Scorpions, the latest achievements of the band and the future plans! Enjoy it!


Interview by Stefania Morese

Traduzione in italiano

Intervista a John Levén 


Stefy: Ciao John e bentornato in Italia!

John: Ciao!

S: E’ sempre un piacere vedervi suonare nel mio paese! Sai che anche il TG nazionale ieri ha parlato dei vostri concerti in Italia?

J: Davvero? Non lo sapevo!

S: Sì, è stata una bella sorpresa!

J: Bene!

S: Al momento siete in tour per promuovere il vostro decimo album “War of Kings” che ha raccolto recensioni molto positive dalla stampa rock. A proposito il riff della canzone WOK lo hai composto tu, vero?

J: Molto più del riff a dire il vero… è stato qualcosa che avevo fin dall’inizio poi è stato leggermente modificato… Dave Cobb ha avuto alcune idee a riguardo e Joey naturalmente ha scritto la melodia e il testo...

 

S: WOK è stato definito da molti come il miglior album degli EUROPE dalla reunion. Qual è l’opinione della band sul vostro ultimo risultato dopo alcuni mesi in tour ormai?

J: Siamo davvero orgogliosi di quest’album! Molti diversi aspetti si sono combinati in modo perfetto… uno di questi è l’aver trovato Dave Cobb che ha accettato di lavorare con noi… È stato un produttore fantastico… Ci siamo davvero divertiti a lavorare con lui in studio… ha avuto delle grandi idee!

 

S: So che è sempre difficile scegliere tra le proprie creazioni, ma c’è una canzone particolare che secondo te risalta più di altre sia per il testo che per la musica?

J: Naturalmente la canzone “War of Kings”… “Second day” mi piace moltissimo… anche “California 405”…

 

J: Qual è la tua preferita? Io so qual è…

S: Lo sai? Quale?

J: La suoniamo stasera!

S: Spero di sì! La suonate, vero?

J: Certo!

S: Quindi, qual è?

J: Dimmelo tu!

S: “Nothin’ to ya” naturalmente!

J: Sì, ovvio! Anche questa è una bella canzone!

S: Sì, è dannatamente sexy!

J: Sexy??? È sexy?

S: È sexy, sì! Questa è la mia opinione personale! Non solo mia a dire il vero! Ci sono alcuni fans a cui piace molto questa canzone!

J: Quella canzone è venuta alla luce in maniera divertente… l’avevamo improvvisata mentre provavamo in studio e Joey aveva registrato il tutto con il suo telefonino, poi me lo ha mandato dicendo “John riesci a ricavarci un demo?... “Ok!”… ho cercato di ascoltare “Che diavolo è?” perché il suono era orribile… era dal suo telefonino, ma alla fine sono riuscito a farci un demo!

S: Davvero?

J: Sì!

S: Bello!

 

S: Mentre siete in tour, state anche suonando alcuni concerti con gli Scorpions in Francia… Sono stata alla prima data a Lille e penso che l’atmosfera fosse fantastica, perché c’è stata una grande risposta da parte dei rock fans soprattutto dopo i terribili fatti di Parigi… Ho potuto vedere come vi hanno accolto sul palco i fans degli Scorpions e quanto erano positivamente impressionati dalla vostra performance…

J: Sì, abbiamo un pubblico simile…

S: Sì, più o meno simile… Come state vivendo questi concerti, tenendo soprattutto in conto le circostanze delicate in cui hanno luogo?

J: Be’, si è discusso di questo prima che cominciassimo… non sapevamo… “Forse gli Scorpions vogliono cancellare l’intero tour!”… molte band hanno cancellato i loro concerti in Francia, ma io speravo che avremmo suonato … e gli Scorpions hanno detto “Sì, suoneremo al 1000%!”... Penso sia una cosa positiva perché la cosa peggiore è lasciare che cose di questo genere, questi fatti orribili, possano colpirti… cose di questo tipo possono accadere in qualsiasi momento…

S: In qualsiasi momento e ovunque…

J: Non possiamo andare in giro e vivere nella paura… lasciamo semplicemente che la vita vada avanti…

 

S: Sono d’accordo!... Quando vi ritrovate nel backstage dopo uno show, cos’è che vi fa dire “Ragazzi! Questa è stata una notte da ricordare!”? Incide più l’aspetto tecnico o l’aspetto emozionale?

J: Entrambe le cose, ma soprattutto è una questione di pubblico...

S: Oh davvero? Bene!

J: Ieri sera a Pratteln è stato fantastico… era un venerdì sera!... e un venerdì sera è sempre diverso da un giovedì o un mercoledì sera, perché si bevono un paio di birre…

S: Tutti si ubriacano!

J: Esatto…

 

S: Ad agosto di quest’anno avete vinto il premio musicale svedese Aftonbladet Rockbjörnen, nella categoria “Miglior band Hard Rock/Metal dell’anno”. Com’è il vostro rapporto con la Svezia ora? Perché ricordo di avere letto in alcune interviste che la Svezia non vi ha sempre amato…

J: Allora intendi la stampa?

S: Sì la stampa!

J: La faccenda con Rockbjörnen… soprattutto <fa una pausa>… scusate, ho appena pranzato!

S: Nessun problema!

J: È il lettore di quel giornale che vota… quindi è la scelta della gente…penso che questo lo renda speciale… quando invece si vince un Grammy o cose di questo tipo, i dirigenti delle case discografiche nella giuria decidono chi è il migliore… perciò credo sia più importante quando è la gente a scegliere…

S: Ho visto mentre ritiravate il premio l’orso sul palco vi stava dando parecchio noia, specialmente a Mic!

J: Vero! Sui giornali il titolo riportava “Sono quasi scoppiato a piangere!, dice John Levén”…

S: Sul serio?

J: E tutti “Davvero John? Ti sei quasi messo a piangere?”… be’ non esattamente…

S: Ho anche sentito che solo John Norum era sicuro che avreste vinto…

J: Sì, lo aveva detto “Vinceremo!”

S: Perché ha detto che siete semplicemente i migliori…

J: Sì… Ma questo a volte non conta perché può esserci una band non particolarmente brava che può vincere perché il pubblico potrebbe comunque sceglierla… perciò io e Mic ci siamo detti “Be’, beviamoci qualche birra e divertiamoci! Tanto non vinceremo!”… Poi durante la serata ho notato che erano tutti preoccupati “Ragazzi non andate da nessuna parte! Rimanete qui!”…

S: Oh, quindi i vincitori sono stati annunciati durante la serata? Non sapevate nulla prima?

J: No…

S: Ho capito! Bello!

J: C’era un ragazzo del giornale che è venuto da noi, eravamo seduti ad un ristorante lì vicino “Non andate da nessuna parte!”, allora ho cominciato a chiedermi “Perché è così preoccupato?”…

S: Avete cominciato a capire qualcosa…

J: Sì, ma comunque sono rimasto molto sorpreso!

 

S: Bellissimo! Invece a novembre gli EUROPE hanno vinto un altro premio “Miglior Ritorno dell’Anno” al Classic Rock n’ Roll Of Honour a Londra dove avete poi eseguito 4 canzoni di fronte ad altri leggendari artisti rock. Siete stati presentati con queste parole “Quando gli EUROPE sono tornati, volevano un po’ di rispetto, ora l’hanno ottenuto! Il ritorno è completo!”. Sentite oggi un atteggiamento diverso verso la band da parte della stampa rock e degli altri musicisti?

J: Un po’, in particolare modo dai media o dalla stampa perché prima era sempre “La band da una canzone sola!, “The Final Countdown” ed altre cavolate simili… ma ora penso che stiano realmente imparando che siamo un gruppo che lavora sodo e che continua a produrre grandi dischi di rock classico!

 

S: Benissimo! Ad aprile di quest’anno siete stati in tour negli Stati Uniti per la prima volta dopo 10 anni! Che reazione avete ottenuto? Come vi siete sentiti a tornare laggiù? 

J: È stato straordinario! Abbiamo prevalentemente girato la East Coast e la risposta è stata fantastica! Abbiamo suonato ad alcuni festival, abbiamo suonato i nostri concerti… nei localiThe House of Blues… e ora torneremo a gennaio sulla West Coast… sarà davvero eccitante!

 

S: Esiste ancora un diverso equilibrio nella scelta tra vecchie e nuove canzoni quando suonate negli Stati Uniti?

J: È sempre difficile per noi! Perché di certo vogliamo suonare le nuove canzoni, naturalmente suoneremo anche alcune delle vecchie… è molto difficile… soprattutto quando torniamo in America perché il pubblico lì non ci ha veramente seguiti per i nostri ultimi album…

S: Come in altri paesi…

J: Come ha fatto l’Italia o l’Europa… perciò suoneremo probabilmente canzoni più vecchie in America e introdurremo qualcuna delle nuove…

 

S: “The Final Countdown” è stata recentemente usata nella campagna pubblicitaria della Geico e ha raggiunto il primo posto nella “Billboard Top Commercials” che rintraccia le canzoni più popolari usate nella pubblicità americana. Facendo quello spot pubblicitario, volevate anche far conoscere di nuovo la band al pubblico statunitense?

J: Sì! Dovevamo mostrarci alle persone in America ma anche in Europa… perché c’è ancora gente che viene fuori con “Ma voi ragazzi suonate ancora?”… “Sì suoniamo da un bel po’!”

S: Svegliatevi!

J: Specialmente in America... “Oh, la band degli anni 80! Cosa è successo a quei ragazzi? Sono spariti!”… Perciò dobbiamo continuare a mostrare che ci siamo ancora, soprattutto in America… e lo spot della Geico è stato ottimo…

S: Ottimo responso, una mossa vincente credo!

J: Sì, so che viene trasmesso di continuo!

 

S: Il prossimo anno segnerà il 30esimo anniversario di “The Final Countdown”, l’album che ha cambiato tutto! State pianificando un tour celebrativo come avete fatto con “Wings of Tomorrow”? Qualche possibilità che l’Italia venga inclusa?

J: Sì assolutamente! Non posso dire molto perché non sono sicurissimo… ci sono delle date già in lavorazione… Sì faremo qualcosa per TFC…

S: Non puoi dirci nulla di più al momento, ok!

J: No, perché gli ingaggi e tutto il resto sono in fase di pianificazione… Davvero non so…

 

S: L’ultima domanda John... Le discussioni riguardo gli EUROPE sono sempre molto animate tra i rock fans! Da una parte si dice che gli EUROPE sono una delle poche band che non si è mai ripetuta e che cerca sempre di tracciare un nuovo percorso con ogni album… Dall’altra parte viene detto che facendo così, la band ha perso il suo marchio di fabbrica, diventando confusa e meno riconoscibile… Qual è i tuo pensiero al riguardo?

J: Mi piace il primo punto di vista! Penso che la cosa più noiosa di artisti e gruppi è quando si ripetono all’infinito… se vuoi ascoltare il vecchio materiale degli EUROPE, ascoltalo… ci sono i dischi, ascoltali!

S: Ci sono già!

J: Esatto, ci sono già! Non vogliamo fare gli stessi album, sarebbe troppo noioso… dobbiamo invece continuare a spingerci!

S: È questo che mi piace!

J: Lo so!

 

S: Grazie infinite John per il tuo tempo! Potresti mandare un messaggio a Rock Rebel Magazine e ai fan italiani?

J: Grazie soprattutto per essere stati con noi e per averci seguito in tutti questi anni e Rock on!

S: Preparatevi ad un benvenuto calorosissimo! Grazie mille John!