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mer

02

dic

2015

Recensione IN MALICE'S WAKE - Light Upon The Wicked 

IN MALICE'S WAKE

Light Upon The Wicked 

Punishment 18 Records 

Data pubblicazione: 30 Novembre 2015

 

 

 

Australia non vuol dire solo AC/DC o Airbourne: a ricordarci questo, ci sono i 4 deathster dal World Down Under che portano il nome di In Malice’s Wake che con questo terzo lavoro ci offrono una gustosa visione dello swedish-death, riproposto in una chiave thrash cupa, violenta (grande influenza della scuola tedesca in questo) ma anche ricca di buona tecnica, idee e melodie.



‘Light Upon The Wicked’ che si apre con l’intro magniloquente di ‘Onward Human Suffering’ e la prima vera track, ‘Bear the Cross’, mostra tutte le caratteristiche di entrambe le scene del death svedese: cupezza e potenza della scuola di Stoccolma e senso melodico e del dramma di quella di Gotheborg, unito a dinamica e velocità del thrash teutone che vede nei Destruction di ‘All Hell Breaks Loose’ e nei Kreator di ‘Violent Revolution’, un punto fondamentale per la compagine di Melbourne. Il lavoro di chitarra la fa da padrone, con le due asce di Farrugia e Bartley che mostrano un mix molto amalgamato di svariate influenze, sia thrash che death, il quale richiama ai momenti di maggior dinamismo dei Vader ed all’atmosfera dei Tiamat di ‘Astral Sleep’. ‘From Beyond’, la title track, ‘Hear the Howls’ ed ‘Annihilation Frost’ sono, per chi vi scrive, i momenti più alti e pregevoli di questo buon lavoro, con gli assoli di Bartley che fanno risaltare il riffing violento ma elaborato del combo aussie, supportato da una sezione ritmica formata dal basso di Watterson e dalla batteria di Mark Farrugia, fratello del cantante e chitarrista Shaun, estremamente potente ed essenziale, ma senza scadere nella monotonia o nell’effetto ‘martellamento soporifero’. In molti casi, gli IMW, possono ricordare gruppi svedesi della prima era come Cerimonial Oath (per inciso, la prima band di Anders Friden) o Decollation, se non fosse per la voce del chitarrista Shaun Farrugia che si imposta su un cantato cavernoso e pieno, senza usare un vero e proprio growl, una sorta di Phil Anselmo a 33 giri, che mi ha ricordato molto Piotr ‘Peter’ Wiwczarek dei Vader, specie quelli di ‘Welcome to the Morbid Kingdom’.


Produzione un po’ cupa a parte, ‘Light Upon The Wicked’ è un buon disco di death/thrash con personalità, idee, tecnica e dalle influenze ben interiorizzate, che verrà apprezzato dagli intenditori del death metal di matrice svedese (ma non solo) e da tutti quelli che amano l’extreme metal suonato con fantasia ed ‘empatia’ per i tempi cupi che stiamo vivendo, senza, per questo, perdere le speranze. Merita ben più di un ascolto.

 


 

Andrea Evolti

  

 

Track list:

1.Onward Human Suffering

2.Bear the Cross

3.In Darkness

4.Light upon the Wicked

5.From Beyond

6.Hear the Howls

7.Annihilation Frost

8.A Sign of the Times

9.Indoctrinator

10.The Halls of the Damned

 

 

 

 

Line-up:

Mark Farrugia - Drums

Shaun Farrugia - Vocals, Guitars

Karl Watterson - Bass

Leigh Bartley - Lead Guitars