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18

gen

2016

Recensione FATAL DESTINY - Palindromia

FATAL DESTINY  

Palindromia

Andromeda Relix

Data pubblicazione: 21 Gennaio 2016

 

 

 

Se è vero che è un brutto periodo per la musica e l'arte in generale, viste le dipartite per migliori vite da parte di grandi personalità, nel suo piccolo, il metal progressive (in particolare quello nazionale) sembra offrirci spunti entusiasmanti per il futuro, grazie a formazioni navigate o emergenti che siano, le quali stanno sfornando ottimi lavori. Tra questi abbiamo il four-piece veronese (più lo splendido guest Alessandro Bertoni alle tastiere) dei Fatal, Destiny che debuttano sulla scena 'ufficiale' con 'Palindromia', un lavoro ricco di grandi intuizioni e talento.

 

 

'Beyond Dreams' e 'Leave me Here', che seguono l'intro che dà il titolo al lavoro, sono due track bellissime, ricche di tutto quello che dovrebbe avere ogni song progressive metal: tecnica, gusto, struttura elaborata ma fluida, quell'oscurità dal flavor onirico che sembra la voce da un mondo parallelo, idee e anima, tanta anima. A metà strada tra i grandissimi Shadow Gallery, soprattutto per l'operato del tastierista Bertoni (che conserva Chris Ingles nel suo cuore), i Dream Theater degli esordi, specie 'When a Dream......', gli Eldritch e le sfaccettature più melodiche degli Into Eternity, dove la voce di Andrea Zamboni ricorda, nei registri più alti, proprio le performance clear dell'ex-singer Stu Block (ora in forza agli Iced Earth), i FD ci offrono un lavoro che è un viaggio oscuro ma, allo stesso tempo, entusiasmante.

 

Non di sola voce, però, vivono i Fatal, Destiny, in riferimento a quanto detto sul singer veneto: la chitarra di Riccardo Castelletti, infatti, oltre ad essere l'asse 'narrativo' di ogni brano, riuscendo a spostare il mood dal sogno all'aggressività power-U.S., alle atmosfere più intime degli Wolverine o alle esplosioni dei Divided Moltitude, ci offre una serie di mirabili assoli, vedi quelli di 'Feal Alone', 'Dear Amy' o della sfolgorante 'The Gate of Time' (dove solo un refrain un po' debole intacca il risultato di questa splendida track), tali da donare a tutto il lavoro un respiro ampio e la sensazione che le influenze non siano solo lì a fare bella mostra di sé, ma diventino materia prima da modellare. 'Dear Amy' e 'Human Factory', dove riecheggiano atmosfere dei Labyrynth di 'No Limits', mostrano, oltre al drum-work ottimo, caldo e vario di Nicolò Dalla Valentina, unito ad un basso protagonista e tessitore di belle trame di raccordo e chicche di bravura, da parte di Filippo Zamboni, una produzione perfettamente in linea con quella 'speranza nell'oscurità' che è uno dei leitmotiv dei FD, altra cosa che li rende così vicini agli Shadow Gallery.

 

Certo, non tutti i brani sono eccezionali dall'inizio alla fine: ogni tanto il songwriting attraversa qualche momento di leziosità, scarso smalto creativo o l'incapacità di tenere sempre alto il livello di alcuni brani dall'inizio alla fine e non si può non notare il divario qualitativo di Andrea Zamboni tra i passaggi più alti e sfolgoranti (i migliori) e quelli sulle tonalità più basse (non sempre convincenti, anche a livello di vocal melody), ma il risultato finale è quello di un disco da ascoltare e vivere ed una band da seguire, proprio come una luce di speranza che brilla nell'oscurità delle segrete di un castello, per tracciare la via dall'incubo al sogno. Bel lavoro, ragazzi!!!

 

 

Recensione a cura di Andrea Evolti

 

Tracklist:

1. Palindromia

2. Beyond Dreams

3. Leave Me Here

4. The Gate of Time

5. Feel Alone

6. Dear Amy

7. Human Factory

8. NO DeviL LiveD ON

 

Line-up:

- Andrea Zamboni - Vocals

- Nicolo' Dalla Valentina - Drums

- Filippo Zamboni - Bass

- Riccardo Castelletti - Guitars

- Alessandro Bertoni- Keyboards (Guest)

 

Link:

www.facebook.com/fataldestinyofficial