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22

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2016

Live Report LUCA TURILLI'S RHAPSODY + Temperance + Ancient Bards @ Live Club, Trezzo d'Adda (MI) - 19 Febbraio 2016

Report a cura di Andrea Evolti

 

 

Foto di Fabrizio Tasso
Foto di Fabrizio Tasso

Una serata tutta improntata sul metal classico ed italiano, con una discreta partecipazione di pubblico (ricordiamo il problema 'esterofilia' del nostro paese) e delle performance di ottimo livello, con headliner una delle formazioni nazionali più importanti nel mondo, fautrice di uno speed sinfonico/orchestrale che ha fatto storia (tra alti e bassi), è il modo migliore per concludere un tour europeo andato a gonfie vele: un'altra soddisfazione per quella pietra miliare che sono i Luca Turilli's Rhapsody.

 

Aprono le danze i riminesi Ancient Bards, con il loro speed di scuola europea molto melodico e ben suonato che vede nella cantante Sara Squadrani la marcia in più del six-piece romagnolo, dotata di una voce dall'ampio range vocale e da una pienezza e stile di tipo class-metal/hard rock U.S-oriented, che nelle parti più acute potrebbe ricordare un curioso incrocio tra Kate French (Chastain, Vainglory) e Cindy Lauper (!!!). Grazie a lei ed alla solidità di una formazione ben rodata, i brani tratti dai loro tre lavori, specialmente l'ultimo 'A New Dawn Ending', risultano coinvolgenti e piacevoli, seppur non originalissimi e molto legati agli stilemi dello speed melodico europeo.

 

Seconda band ed antipasto prima del main-event e ci ritroviamo davanti una piacevole conoscenza della scena metal italiana: i Temperance, da molti visti (più per motivi di componenti che stilistici veri e propri) la reincarnazione dei Bejelit. La formazione di Arona, che vede tra le sue fila Giulio Capone e Luca Pastorino reduci dai Bejelit, appare anch'essa in ottima forma e propone i brani tratti da 'Temperance' e 'Limitless' con grande energia, facendo leva sull'ottima scrittura e sulle performance di Pastorino alla 6-corde e della cantante Chiara Tricarico, sempre più a suo agio sul palco, sia come interprete dal punto di vista musicale, che come frontwoman. Una band in crescita costante.

 

Se esiste il MCU (Marvel Cinematic Universe) ad Hollywood, in Italia, nel metal, possiamo vantare il TCU (Turilli Cinematic Universe), dato il livello di fusione raggiunto dai Luca Turilli's Rhapsody con scenografie, filmati di accompagnamento e presentazione dei loro show, il tutto per una resa live di grandissimo impatto, oltre che di qualità. Il quintetto, accompagnato on stage dal tastierista Vannick Eymery e dalle due voci liriche, il soprano Emilie Ragni ed il tenore Riccardo Cecchi, travolge i presenti fin dal primo minuto con 'Knightrider of Doom' e, successivamente, con 'Rosenkreuz (The Rose and The Cross)' primo brano estratto dall'ultima fatica 'Prometheus.....', mettendo in mostra tutto il percorso evolutivo svolto da Turilli e soci dopo lo split con il nucleo originario dei Rhapsody of Fire: orchestrazioni, grandeur sinfonica, epicità e partiture classicheggianti sono state mutuate dal passato ed inserite in un contesto più cupo e possente, passando dal fantasy classico ad un dark fantasy futuristico e distopico, evoluzione che si è trasferita dallo studio al palco. Tra i fautori, oltre al virtuoso triestino della chitarra, vi è la splendida e possente (anche sui toni più acuti) voce di Alessandro Conti (Trick or Treat), in grado di dare spessore sia alle proposte più recenti, come 'Prometheus' o 'Il Cigno Nero' (riuscendo a rendere digeribile l'italiano, lingua non facile da inserire nel contesto metal), sia tra i brani più legati alle origine della carriera di Turilli, quelle 'Land of Immortals' o 'The Pride of the Tyrant' di quando la band ed i suoi componenti degli albori portavano ancora il semplice nome di Rhapsody.

 

A duettare magnificamente con Turilli, Dominique Leurquin, rientrato dopo l'infortunio che lo aveva estromesso dal tour dello scorso anno, purtroppo penalizzato dai suoni che inficiano i suoi assoli, oltre che la pienezza delle ritmiche (problema di cui è stato vittima Turilli stesso). 'Tormento e Passione' e 'Demonheart' da uno dei lavori solisti del chitarrista italiano, 'Prophet of the Last Eclipse', sempre accompagnati da ottimi lyric-video, innalzano ulteriormente il tasso drammatico e passionale del concerto, grazie all'interpretazione di Conti ed ai fulminei assoli classicheggianti di Turilli, emotivamente vulcanico ed infuocato, supportato dal tellurico troll delle pelli Alex Landenburg, vero artista del terremoto ritmico (a parte un piccolo incidente di presa durante il suo solo!) sulle partiture di 'Dark Fate of Atlantis', uno dei momenti clou dello show della formazione friulana, assieme ai due capitoli di 'Of Michael the Archangel and Lucifer's Fall'. La song da assalto all'arma bianca, 'Dawn of Victory', prepara il pubblico alle due tracce conclusive del 'bis', 'Ascending to Infinity' e l'anthem per eccellenza 'Emerald Sword', con tutti i componenti di Ancient Bards e Temperance, sul palco, per un gran finale carico di energia e veramente esplosivo.

 

Grande show, gran finale e dimostrazione che,piacciano o no, che facciano centro o falliscono (chi vi parla ha amato ed odiato i Rhapsody per la loro inconstanza, capaci di passare da capolavori a dischi deludenti e poi ancora a grandi release), Turilli e soci sembrano aver raggiunto una maturità artistica, quantomeno sulle assi del palco, sembra non deludere mai. Questa è la vera Dawn of Victory per uno dei più importanti metal-act italiani.

 

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