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lun

13

giu

2016

Recensione NO FRONTIERS - "Moving Forward"

NO FRONTIERS

Moving Forward

This Is Core

Release date: 17 Giugno 2016

 

 

 

Quartetto milanese i No Frontiers che, giunti ormai al loro terzo album, ci fanno fare un flashback al punk rock primi anni '90 quando Blink 182, Lit, Pennywise, Green Day, Offpring e Sum 41 furoreggiavano anche su MTV con video accattivanti. La band quei tempi li ha vissuti appieno essendo in “pista” da ormai 15 anni, quindi ci offrono gli ingredienti ottimali del genere: metriche semplici, brani svelti e non prolissi su ritmi incalzanti.

           

 

Apre “Delay” con la quale si apprezza immediatamente la qualità delle sonorità offerte, a livello di “pasta”, specialmente per le chitarre e la batteria mentre il comparto vocale non convince appieno, stessa impressione che viene data da “Hiccups” che riporta alla mente gli Offspring di "Americana". Con “Wake Up Call” si ha modo di saggiare un brano che, seppur più morbido degli altri, offre una buona qualità complessiva in stile Blink 182; interessante l'energia sprigionata da “1059, W. Addison St”, dritta in 4/4 e di facile piglio, la colonna sonora ideale di video adrenalinici. “Counting Down The Days” smorza un po' gli animi e va a porre un accento importate sull'aspetto vocale: troppo impreciso. Quando la tonalità vocale assume un taglio più alto, l'errorino e la sbavatura sono percettibili, peccato. Bel brano e bella musicalità quella offerta da “Paradox” che con il suo refrain fresco ed estivo potrebbe spadroneggiare nei party a bordo piscina, in ricordo dei Lit. Con “Scream Your Name!” il copione non cambia di molto, un ottimo groove abbinato a linee musicali “vintage”. In “Hobo Soul” vediamo una voce femminile come special guest nella seconda parte di un brano che ha una bella ritmica e una bella trama melodica, forse il migliore dell'album. Nota dolente, ahimè, è “Semplice” perché semplicemente sancisce l'inadeguatezza vocale nell'unico brano in italiano che, già poco si presta al genere musicale e, per di più, con notevoli errori nel cantato.

 

 

Nonostante il punk sia anti-conformismo per antonomasia, i No Frontiers mettono in evidenza le loro discrete qualità compositive e musicali, fatto salvo per la parte vocale che necessita di una revisione approfondita. Un cd fresco ed estivo, adatto all'estate che verrà

 

 

Recensione a cura di Luca MonsterLord

 

 

 

Tracklist

Delay

Hiccups

Wake Up Call

1059, W. Addison St

Counting the Days

Paradox

Scream Your Name!

Hobo Soul

Semplice

 

 

Lineup

Ettore Pessotto : Bass

Riccardo May : Voice and Guitar

Alessandro Canegallo: Voice and Guitar

Daniele Canegallo : Drums