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2016

Report ROCK IM TAL con  Doro + The Poodles + Pretty Wild + The New Source + In View @ Volken - Svizzera - 11 Giugno 2016

Report a cura di  Fabrizio Tasso

Foto a cura di Andrea Lami

 

Piccolo ma interessantissimo festival quello che si è svolto nel paesino di Volken. Situata a poca distanza da Zurigo questa tipica cittadina svizzera, che ha all'anagrafe poco più di 300 abitanti, è stata luogo del Rock Im Tal, che quest'anno ha avuto tra i suoi principali interpreti l'inossidabile Doro Pesch e gli svedesi The Poodles. La location ha molto di bucolico, essendo situata su una collina a poca distanza dalle case, l'arena non è particolarmente capiente ma il palco è assolutamente di primo livello (sia a livello di luci che di suoni). All'arrivo sembra  di trovarsi più ad una sagra di paese che ad un festival metal, ma proprio questa sensazione di tranquillità è una dei suoi punti a favore. Stand gastronomici e di dolci tipici fanno da contorno, insieme al banco del merchandise, alla platea che risulta molto eterogenea grazie anche alla presenza di numerosi bambini (cosa impensabile in Italia) che tra un gioco e l'altro prendono d'assalto i vari musicisti (chiedete ai Pretty Wild!). Ma veniamo alla musica, che è quella che ci interessa.

 

Ad aprire abbiamo due band svizzere. I primi ad esibirsi sono gli In View che propongono un rock con accelerazioni punk ma dall'anima tipicamente pop, tipico della musica attualmente in voga nel paese d'oltralpe. La loro proposta non è niente di eccezionale, a tratti noiosi, più raramente divertenti, se ne vanno senza lasciare il segno tra il disinteresse generale. A seguire troviamo i The New Source, che però propongono un repertorio fatto interamente di cover. Tra Gotthard, Metallica, Whitesnake, Motley Crue e Deep Purple  si passa un'oretta divertente, ma niente più. Il cantante ha dei paurosi alti e bassi, tutto sommato poco accettabili. “Heaven's On fire” dei Kiss è da denuncia penale, mentre su “Enter Sandman” e “Kickstart My Heart” risulta quantomeno intonato. Si cambia completamente musica e qualità con l'esibizione dei Pretty Wild. La band svedese ha all'attivo un ep ed un full lenght (omonimo del 2014) e mette subito le cose in chiaro. Il loro Sleazy tipicamente scandinavo si può accostare a band come i Crazy Lixx e ci coinvolge sin dalla prima nota. Il loro atteggiamento scanzonato e ruffiano unito ad un rock n roll grezzo e stradaiolo ci stende come un treno in corsa. Le canzoni estratte dai loro lavori acquistano maggior vigore e potenza, “Staring At The Sun”, “Come Out Tonight”, “Are you ready?” hanno ritornelli che ti si piantano in testa al primo ascolto, grazie anche al sapiente utilizzo dei cori. Che dire? Band ottima, speriamo di poterli vedere in Italia al più presto.

 Set List  Pretty Wild

1. Staring At The Sun

2. Come Out Tonight

3. Get It On

4. Break Down The Walls

5. Are You Ready?

6. Drum solo

7. Pretty Wild

8. Ready To Go

9. All I Wat

10. Wild Heart

 

Nei vari intervalli tra una band e l’altra, in un palchetto tutto per lei, c’era Gabbie Rae, accompagnata da un chitarrista-corista. Questa giovanissima ragazza, dal gran talento, è venuta direttamente dalla California e si è esibita in forma acustica, conseguendo un bel successo di partecipazione da parte del pubblico presente. Ma torniamo al palco centrale. Dopo l’esibizione dei Pretty Wild, gli animi si sono finalmente scaldati, complice anche la musica proposta da questi 4 ragazzotti e tutto sembra essere pronto per i THE POODLES. Il mega backdrop prende il suo posto e le persone iniziano ad avvicinarsi alle transenne. Bastano poche note e si capisce subito la differenza con le band che hanno precedentemente calcato il palco. I The Poodles hanno esperienza da vendere ed in quattro e quattr’otto conquistano tutti i presenti. Jakob Samuelsson è in formissima, sia vocalmente che fisicamente e non si ferma praticamente mai. Non sono da meno Henrik Bergvist alla chitarra e la sezione ritmica formata da Christian Lundqvist alla batteria ed dal nuovo entrato Johan Flodqvist al basso. Una macchina da guerra bel oliata che non fa prigionieri, grazie a canzoni come “Metal Will Stand Tall” o “Shut up”, “Caroline” (che vede l'irruzione dei membri dei Pretty Wild completamente nudi sul palco) che vengono cantate e ballate da tutti i presenti. Ma anche i brani nuovi come “Before I Die” o “House Of Cards” estratte da “Devil in the Details” riscuotono un grande successo. Come spesso accade, quando ci si diverte il tempo vola ed in un attimo arriva la fine della loro esibizione. Dalle chiacchiere fatte con Jakob, la band è in piena fase di scrittura del prossimo album, rimanete sintonizzati.

 Setlist:

1 Before I Die

2 Metal Will Stand tall

3 House Of Cards

4 Cut’s Like a Knife

5 Shut Up

6 Crack In The Wall

7 Line Of Fire

8 Caroline

9 Everything

10 The greatest

11 Like No Tomorrow

12 Sevens Seas

13 Night Of Passion

 

Arriva finalmente l'ora, la platea è gremita e non aspetta altro che la biondissima Doro Pesch faccia il suo ingresso sul palco. L'attacco è una delle cose più devastanti che si possano ricordare. “Earthshaker Rock” dà fuoco alle polveri con una deflagrazione spaventosa. Ma è solo il primo di prima di quattro pezzi estratti dal repertorio Warlock. La band ha un suono monolitico, la due asce (il nostro Luca Princiotta e Bas Maas) macinano un riff dietro l'altro tenendo il palco in maniera strepitosa, così come Nick Douglas al basso e il portentoso Johnny Dee dietro le pelli. Ma la vera mattatrice della serata è la Metal Queen per eccellenza, Doro Pesch! Voce graffiante, potente e un modo di stare sul palco che trasmette energia con ogni singola mossa, fa della singer tedesca l'unica vera regina delle frontwoman (e di tanti altri frontman). La scaletta propone un perfetto bilanciamento tra la sua carriera solista e il suo trascorso con i Warlock. “Raise Your Fist In The Air” è un vero e proprio inno che ci trascina dal profondo e non sono da meno “Metalracer”, “Without You” (dedicata a Ronnie James e Lemmy) e la cover di “Breaking The Law” (col suo inizio in ballad style per poi evolversi nella versione originale) e “All We Are” (che chiude prima dei bis) cantata da ogni singola persona (anche da una bimba sulle spalle del papà, spettacolare). Si giunge così alla fine del concerto con la mitica “Revenge” a gettare ancora benzina sul fuoco prima che l'apoteosi di applausi finale metta fine ad un concerto strepitoso. La carica che Doro riesce a trasmettere è qualcosa di unico nel mondo dell'heavy metal ed è (e sarà) sempre una gioa poter assistere ad uno show come quello di questa sera. Peccato dover fare così tanti chilometri per poter assaporare l'atmosfera unica che si è creata durante tutto il lasso della giornata, ma l’adrenalina che ci hanno regalato le ultime tre band, ci ripaga della fatica fatta e delle ore trascorse in macchina. Un ringraziamento di cuore all'organizzazione, di una cortesia e di una professionalità che rivaleggia (e oserei dire vince) con i migliori festival europei. Fossi in voi terrei d'occhio il Rock Im Tal, chissà che non diventi il nuovo Wacken. 

  

Set List:

1. Earthshaker Rock

2. I Rule The Ruins

3. Burning The Witches

4. Fight For Rock

5. Raise Your Fist In The Air

6. Metalracer

7. Without You

8. True As Steel

9. East Meets West

10. Breaking The Law (Judas Priest)

11. Fur Immer

12. Out Of Control

13. Drum Solo

14. Wacken Hymne (We Are The Metalheads)

15. All We Are

bis

16. Unholy Love

17. Above The Ashes

18. Revenge