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ven

01

lug

2016

Live Report MUNICIPAL WASTE+Cripple Bastards + Game Over @Circolo Magnolia (Parco Idroscalo), Segrate (MI) - 29 Giugno 2016

Report a cura di Andrea Evolti

 

Mosh 'till Death! Tre parole, una per ogni band che ha suonato sul palco dello spazio estivo del Magnolia Club di Segrate, per definire l'infuocata serata di mercoledì 29 Giugno. A supportare gli 'spazzini thrasher' della Virginia, vale a dire i Municipal Waste, abbiamo due ottime realtà italiane: gli astigiani Cripple Bastards ed i ferraresi Game Over, per una serata di puro assalto frontale.

 

Le ostilità e la ferocia del pubblico vengono simpaticamente innescate dai 4 thrasher dei Game Over, formazione italiana di puro Bay-Area thrash di alta qualità che, con all'attivo 3 lavori, fra i quali l'ultimo e davvero esaltante 'Crimes against Humanity', fanno letteralmente detonare un pubblico già ben nutrito e carico, scaricando quintali di thrash in stile primi Death Angel, Nuclear Assault ed Exhorder. Sugli scudi le due chitarre assassine di Zironi e Sansone, fulminanti anche sugli assoli, come sugli scudi, nel repertorio proposto, oltre ad i brani di 'Crimes....' l'incredibile ed improbabile (ma troppo divertente) cover degli 883 'S'Inkazza', per un headbanging fuori dagli schemi.

 

Gelidi, chirurgici, surreali, spietati ed artisticamente disturbanti, il 5 componenti dei Cripple Bastards sono una sorta di leggenda del grind/death italiano, con una presenza sulle scene ben antecedente all'album di debutto 'Your Lies in Check'. Con il consueto distacco e minimalismo nella presentazione, il singer Giulio dà il via all'autopsia sonora, con splendidi esempi di menomazione compositiva ad alto tasso grind/core/death, unito ad una perizia esecutiva di prim'ordine, dove spicca l'operato del drummer Raphael Saini. Il treno CB, oltre a far correre verso il muro con brani tratti da 'Misantropo a Senso Unico' o dall'ultimo lavoro 'Nero in Metastasi', sa anche fare delle fermate schizofreniche in stazioni nevrotiche dalle strutture chitarristiche più articolate e pesanti, ad opera del duo Wild Vitto/Schintu The Wretched, ottenendo una straordinaria risposta di pubblico, al limite del genocidio di massa. Quando ci sono loro in giro, nascondete i coltelli e preparate le motoseghe. Prestazione, come sempre, di alto livello.

 

Anche se sono quattro anni che il five-piece della Virginia non pubblica un lavoro ('The Fatal Feast – Waste in Space'), il terremoto adrenalinico che i Municipal Waste riescono a creare, ha sempre dell'incredibile. Non saranno la band più originale del mondo ma il thrash metal, quello in stile Bay-Area, incrociato con i mood vocali di band metal/hard-core/crossover della prima ondata, core D.R.I o S.O.D., lo sanno davvero suonare con una forza ed una qualità davvero elevata. Con la simpatica gigantografia di un Donald Trump che fa un atto che tranquillizzerebbe ¾ degli americani (e del pianeta terra), Waste e Poulos, le due asce, lanciano i riff assassini di 'Mind Eraser' e 'You're Cut Off', supportati dalle urla penetranti di Tony Foresta e dai cori del già citato Waste, in coppia con il bassista Phil. Cori, tanti cori e brani fulminanti, a volte più articolati e con buonissimi assoli ad opera di Poulos (anche se non sempre udibilissimi), altre al limite del Napalm Death-style, periodo 'Scum/From Enslavment....' come 'Beer Pressure' o 'Thrashin' is my Business.....and Business is Good', ma sempre con la devastante energia in grado di creare mosh-pit inumani, senza perdere, comunque una qualità esecutiva di tutto rispetto. La band accelera sempre di più, non dando tregua al pubblico e, per fare questo, si utilizzano skateboard al nitro come 'Toxic Revolution' (la passione per il SF/Splatter è una costante dei 5 americani.), la coppia 'I Want to Kill the President'/'I Want to Kill Donald Trump', 'Terror Shark','Bangover' ed 'Headbanger Face Rip' ci portano, spinti dal motore V8 del batterista Dave Witte, verso la fine della prima parte dello show, prima di passare all'assalto finale dei bis con 'Chemical Altered', 'Pre-Game' e la finale e descrittiva di uno dei mood classici del thrash più classico 'The Art of Partying'.

 

Ripeto, non saranno originali, saranno referenziali e celebrativi, di sicuro non articolati, introspettivi ed 'ermetici' (o, come ho sentito dire da qualcuno 'Er Metici'....alcol thrash sono una gran bella combinazione), ma hanno dalla loro un'energia live, un amore ed un sentire il thrash in maniera talmente viscerale, da non poter resistere davanti alla loro ironica furia dissacratrice. Gloria e lode al camion della nettezza urbana!!!