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12

set

2016

Live Report THE INTERRUPTERS + Malavida @ Decibel, Magenta (Mi) - 10 settembre 2016

Report a cura di Luca Casella

Ho la ferma convinzione che sia la musica ascoltata a 15/16 anni, quella che ti forma, quella che ti accompagna nel tuo far sapere al mondo che esisti, che ti aiuta a distinguerti dalla massa, a restare per sempre nel tuo cuore. Quella che è stato “il primo amore”, i primi dischi comprati, sudati, ascoltati fino al consumo dei solchi. Può essere il rock, il Metal, il Punk e per i più giovani, il rap ecc. ecc. Per me è stato lo Rock-Steady, lo Ska, la musica incisa dalla 2Tone tra la fine degli anni settanta e gli inizi degli anni ottanta. Parliamo di Specials, Madness in primis, poi Selecter, Beat, Bad Manners. Ecco, è per questo motivo che band come THE INTERRUPTERS mi sono piaciuti al primo ascolto e subito li ho fatti “miei”.

 

Dopo averli visti di supporto ai Bad Religion eccoli in un meritato tour Europeo da Headliner, con ultima data proprio quella di cui vado a raccontare. Figli di un idea, neanche tanto velata o nascosta, del Leader dei RANCID Tim Armstrong sono in giro a promuovere il loro secondo album “Say It Out Loud” dai suoni più maturi e leggermente più commerciali del primo.

 

Ora veniamo alla serata. La parola chiave di questo sabato sera è: sudore! Sudore sul palco, sotto e sulle pareti del Decibel di Magenta. Non molto grande, il posto si addice a concerti intimi e chiassosi come i live dei quattro californiani; palco alto, si vede bene da ogni parte, niente aria condizionata, per cui, con 30 gradi fuori, se vuoi, sudi, se non vuoi, sudi uguale.

 

Stranamente puntuali (per un concerto punk) i MALAVIDA, di supporto ai nostri, cominciano a regalarci il loro suono molto “Clashiano”, combat rock che si rivolge alla classe operaia, agli emarginati; sono conosciuti ed applauditi da una parte del pubblico che canta in coro i loro ritornelli. Omaggiano i Clash con “I fought the law” e “Bankrobber” prima di salutarci. Pausa in cortile per prendere fiato e prepararci a fare la sauna, benefica.

 

Ci siamo, il momento è arrivato, mi posiziono sotto il palco e comincio a sudare da fermo. Nel solito completo bianco e nero i tre musicisti  si posizionano ai posti prestabiliti, e poco dopo Aimee, la cantante, si unisce a completare il gruppo - THE INTERRUPTERS - pronto a farci saltare, urlare, cantare, pogare. Lei capelli raccolti per il caldo e trucco che dura giusto le prime due canzoni, indossa una polo di una nota marca che li sta supportando, marca legata al mondo ska a filo doppio. “A Friend Like Me” apre le danze e comincia il delirio sotto il palco; canzone che parla di amicizie (l’avevate già capito..), quelle vere. Si prosegue con il nuovo singolo “By My Side” tratto dal nuovo lavoro, per tornare indietro con “White Noise”, insomma un alternarsi di pezzi nuovi e meno nuovi, perché di vecchio, in questa band, non c’è nulla. Lo Ska si alterna al Punk senza scendere mai di tono e di energia. Pezzi come “She Got Arrested”, canzone contro le violenze domestiche, e la veloce “Liberty” invitano a muoversi. Non mancano gli “stage diving", anche quelli finiti direttamente sul pavimento o sulla testa di qualcuno. A metà esibizione il doveroso omaggio che aspettavo al recentemente scomparso Prince Buster, icona del rock-steady e fonte d’ispirazione per i nomi citati all’inizio dell’articolo. La canzone scelta è “30 pieces Of Silver”, poco scontata, bravi ! I ragazzi non si risparmiano, nonostante il caldo, ci danno dentro di brutto, come dicono i giovani, non deludono. Sapevo cosa mi aspettava e ho avuto solo conferma di quanto siano bravi e coinvolgenti.

 

Ringraziano in un Italiano stentato ma vedi che ci tengono e che sono contenti della platea che riempie tutto il parterre, buona la risposta da parte della provincia punk Milanese. Kevin Binova, alla sei corde, ci ricorda le loro origini Siciliane (sue e dei suoi fratelli gemelli rispettivamente al basso e batteria, quando si dice La Famiglia …).  Arriviamo al bis dopo circa 15 canzoni, l'encore comprende un altra cover, un omaggio al loro “padrino” Tim e alla sua vecchia band, parliamo degli Operation Ivy, il brano è “Sound System”, a chiudere l’inno che tutti aspettavamo e cioè “Family” che chiude una super serata.

 

Nel 2017 saranno i supporter del tour dei Green Day, per dire. Sapevo di tornare a casa contento, senza voce e sudato all’inverosimile, così come gli amici incontrati e con cui ho diviso pogo e gomitate. Tornare adolescente con la musica è possibile! Come dicono gli INTERRUPTERS in una loro canzone (Turntable): "Se la giornata è andata storta, vai a casa e metti sul piatto la tua musica preferita e tutto tornerà a sorriderti" come dargli torto.

 

Grazie al Decibel agli organizzatori, a chi ci ha creduto, per averci regalato tutto questo.