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INTERVISTA A MARZIO – Mr. SKYPUNK

Skypunker - Adrenalina e punk rock a paletta!!!

Esistono viaggi e viaggi. Viaggi che hanno per destinazione il cielo: saltare nel vuoto da un aereo o un elicottero ad un’altezza che supera i 4000 metri. Volare con e contro l’aria velocità e libertà. Ogni giorno Marzio Dal Monte, meglio conosciuto come Marzio Punk Skydiver°, paracadutista sportivo professionista riporta a casa ogni giorno l’emozione di vivere sulla pelle l’aria di paesaggi mozzafiato, catturare l’interesse e l’attenzione di tutto con l’adrenalina a mille, la stessa che da sempre innesca la musica rock. Con la sua semplicità, simpatia, umanità e competenza. Ecco l’intervista con il “Marzio il Punk Rock dei cieli”.

AngelDevil: Ciao Marzio! Finalmente eccoci qui, come stai?

Marzio: Grande AngelDevil, finalmente eccoci qua! E’ un piacere ed un onore rispondere alle tue domande, sai che apprezzo molto il tuo operato, il tuo approccio e la tua genuina attitudine!

Come sto? Alla stragrande, come sempre! Sono in perfetta forma, è estate, si salta tantissimo, le giornate sono lunghe e le nottate ancor di più! Tempo di lanci dalle otto della mattina alle nove di sera, di festival musicali, eventi bikers, di uscite in tavola da wakeboard.. e ancora salti, salti e salti: non potrei chiedere nulla di più!

 

AngelDevil: Grazie! Per iniziare domanda scontata ma d’obbligo per presentarti ai nostri lettori: come mai questa scelta di lanciarti dagli aerei a più di 4.000 metri? Avevi bisogno di vivere la tua vita in modo differente, quindi con più ritmo e pathos?

Marzio: Diciamo che come per tutte le scelte importanti nel vissuto di una persona, quelle che ti lasciano il segno, non c’è mai la spinta propulsiva di una sola motivazione in gioco, bensì un insieme di fattori che concorrono nel farti intraprendere un nuovo percorso, una nuova avventura, per quanto pazzesca questa possa sembrare. Abbandonare un aereo perfettamente funzionante a 4.500 metri di altezza per gettarsi nel vuoto, e ad un certo punto della caduta verso il suolo trazionare una maniglia che dovrebbe aprire un pezzetto di tela colorata per portarti il culo sano e salvo a terra è in effetti qualcosa che, da un punto di vista esterno, potrebbe sembrare pazzesco, anche se nei fatti è la vita quotidiana di molte persone!

Nel mio caso, sicuramente come dici tu avvertivo il bisogno di vivere la vita con più ritmo e più pathos. Da Punk giramondo ed in continua ricerca di nuove avventure, la nascita di due figli con la mia ex compagna e la conseguente ricerca di un lavoro “normale” mi aveva portato ad una situazione di stallo, per restare in gergo aeronautico: la quotidianità e l’abitudine avevano in parte smorzato quel fuoco che ardeva sin da piccolo nel mio petto di bambino, quel fuoco che mi portava a sognare riff infuocati di chitarra elettrica e mirabolanti avventure (il mio primo disco è stato Transformer di Lou Reed, ereditato dalla passione per il Rock’n’Roll di un padre un po’ dandy un po’ pazzo un po’ poeta – e paracadutista pure lui!). Stretto nella morsa della quotidianità fatta di ufficio tutti i giorni, aperitivo al giovedì sera con i colleghi, cena spaccabudella il venerdì, sbronza il sabato e consecutivo coma la domenica, la mia vita sembrare il copione scritto da qualcun altro, una persona a me sconosciuta, non da me.

Forse questa la causa scatenante della mia decisione di dedicarmi al paracadutismo: riappropriarmi della mia vita in un modo, piuttosto inusuale, ma non così estremo come è percepito dal di fuori. Vedere se avevo ancora qualcosa da dire. Vivermi ancora appieno le mie emozioni, percezioni, emotività. Tornare a far ardere quel sacro fuoco di cui prima parlavo e che sentivo ancora bruciare, da qualche parte, dentro di me. Ed ho scoperto una nuova dimensione: il volo! E con questa, una nuova consapevolezza di me stesso, e la consapevolezza di avere non solo ancora tante cose da dire ed offrire, ma che avevo compiuto appena il primo passo!E’ stata la scelta di vita più totalizzante che abbia mai fatto, insieme alla paternità.

AngelDevil: Ci sono dei momenti in cui le emozioni si susseguono in un modo irrefrenabile che non riesci a controllarle. Quali sono le tue mentre ti lanci e voli libero nel cielo?

Marzio:Nel paracadutismo, l’autocontrollo è fondamentale. Non può esistere durante un lancio  un momento in cui le emozioni si susseguono in modo incontrollabile. Il paracadutismo sportivo moderno è una disciplina relativamente sicura, ma solo se svolta in maniera consapevole ed affrontando lucidamente quanto stai facendo. Questo comporta un inevitabile controllo totale delle proprie emozioni. Si tratta di sopravvivenza, in fondo. E sicuramente questo continuo affrontare situazioni “limite” con disciplina ed autocontrollo, ti porta anche ad una rivalutazione delle problematiche della vita quotidiana, che vengono per forza di cose viste in maniera più rilassata e ponderata, ed affrontate con molto più relax! Il paracadutismo come mezzo per affrontare pacatamente le avversità quotidiane, perché no? C’è una sorta di approccio zen in questo. Perché dopotutto, quando sei lassù, sei solo, e puoi contare solo su te stesso, sul tuo controllo e sulle tue capacità. Affrontare con lucidità eventuali situazioni d’emergenza. Se mi consenti un paragone poco ortodosso: bere acqua bollente e pisciare cubetti di ghiaccio. E questo si proietta inevitabilmente sulla tua vita quotidiana. E ti fa crescere.

Le mie emozioni mentre mi lancio? Indescrivibili. Non sono ancora state inventate le parole per descrivere appieno l’impatto emotivo di un lancio. Il paracadutismo moderno, lo Skydive come preferisco chiamarlo, è velocità ed adrenalina pura! Sessanta secondi di caduta libera sparato verso il suolo, ma non solo: grazie allo sviluppo della disciplina avvenuto negli ultimi anni, sono state introdotte specialità di volo umano sino poco fa impensabili: penso al Free Fly, la disciplina da me praticata. Volo libero. Libertà totale. Volare in piedi, seduti, a testa in giù … planare su una nuvola, raggiungere con il solo proprio corpo velocità inimmaginabili (anche 400 km/h) … mettersi di schiena e lasciare che la forza di gravità svolga il suo compito, compiere evoluzioni con il solo movimento delle mani o dei piedi … no, non ci sono parole per descriverlo. E’ la cosa più fottutamente eccitante che si possa fare con i vestiti addosso. E’ adrenalina pura, velocità, libertà. E’, in fondo, l’essenza stessa della mia vita!

AngelDevil: Esiste la paura in una professione come la tua?

Marzio: Assolutamente si! E per fortuna! Solo un pazzo si picchierebbe giù da un aeroplano senza provare un po’ di paura. La paura è fondamentale nel paracadutismo: serve a rimanere vigili ed attenti. La paura ti fa tenere la guardia ben alta. E non è un sentimento negativo, va anzi rispettata, coccolata: la paura è il modo in cui la tua mente ti mette in guardia, ti acuisce i sensi e ti fa rispettare quanto stai facendo. Come nella vita. Ovviamente, lancio dopo lancio la paura diminuisce ed il godimento aumenta! Ma quel pochino di paura di fondo resta sempre, ed è giusto che sia così. E’ istinti di conservazione, in fondo: non siamo quella manica di pazzi suicidi descritti spesso dai media e dalle porcate alla Real TV. Oddio, almeno suicidi non lo siamo. Pazzi … chi non lo è, oggigiorno?

 

AngelDevil: Se qualcuno ti cerca per ammirarti nei tuoi lanci, dove può trovarti?

Marzio: Tutti i fine settimana, tutto l’anno, primavera estate autunno inverno, senza soluzione di continuità, a Molinella, provincia di Bologna, presso il centro di paracadutismo “Flygang”, uno dei centri più attrezzati d’Italia. Me ed i miei fratelli flygangster: forte è lo spirito di fratellanza che accomuna noi skydivers, ed anche questo spesso affascina chi si avvicina al nostro mondo. Vedere seduti allo stesso tavolo imprenditori, fricchettoni, medici, impiegati, “drop zone bams” (gli zingari delle drop zone, ovvero chi ha abbandonato tutto per vivere di solo paracadutismo), personaggi dello spettacolo, poliziotti, punk.. (ok di punk paracadutisti ci sono solo io), militari, studentesse … tutti insieme a fine attività a bere birra e parlare dell’ultimo atterraggio,  di una evoluzione ben riuscita, di una bella “swoopata” (atterraggio veloce con vele ad alte prestazioni) E’ un qualcosa di unico, dà un senso incredibile di appartenenza: vedi persone che nella vita normale non si parlerebbero mai, sedute allo stesso tavolo a darsi pacche sulle spalle e raccontarsi spacconate! Questo … beh, personalmente, mi aiuta nel darmi ancora un pizzico di fiducia nel genere umano!

 

AngelDevil: Quali sono gli appuntamenti assolutamente imperdibili per gli amanti del paracadutismo?

Marzio: Troppi! Star dietro a tutti è praticamente impossibile! Sicuramente il PD Factory Team Event a Molinella a Giugno, una tre giorni di lanci stunt con i campioni mondiali e noti stuntmen, nonché amici personali, della PD, come Jonathan Tagle, Jessica Edgeington, Jay Moledski. I campionati italiani di swoop a settembre, sicuramente. Lo swoop è la più moderna tecnica a vela aperta, si tratta di atterraggi ad alta velocità con vele ad alta prestazioni … vele che ti permettono di arrivare a due metri da terra a velocità fino ai 140 all’ora, che sono poi smaltite con la “swoopata” free style, ovvero in orizzontale, sulla distanza (swoop letteralmente significa “scivolare”). Ed i campionati di quest’anno si svolgeranno proprio a Molinella … quindi, gioco in casa!

Poi ogni anno un appuntamento d’obbligo oltreoceano! Quest’anno mi ha molto incuriosito il Jump For The Cause 2009: si tratta di un evento che crea un connubio eccezionale tra solidarietà (raccolta fondi a favore della ricerca sul cancro al seno) e sport ai massimi livelli (tentativo di record mondiale femminile di grande formazione). Le atlete selezionate per l'evento, oltre a pagare la quota di iscrizione, sono invitate a "portare in dote" tanti più fondi possibile da devolvere alla "causa".

AngelDevil: Ci sono tante donne paracadutiste in Italia? Che tipo di allenamento prevede questa disciplina?

Marzio: Non solo tante, ma in costante aumento! Lo skydive non è più quella vecchia forma di paracadutismo che molti purtroppo credono ancora sia (maschiacci nerboruti paramilitari sgrezzi ed esaltati), ma è un ambiente davvero giovane, fresco e dinamico! Per di più le donne, per la loro costituzione (soprattutto per la conformazione del bacino) e per l’essere solitamente più slegate dei maschi, hanno enormi potenzialità in questa disciplina! Basti pensare a Roberta Mancino (paracadutista e fotomodella di Playboy), alla splendida e dolcissima Cotrin Marianne, brasiliana di nascita ed italiana d’adozione, seconda ai campionati mondiali di free style (disciplina paracadutistica che mischia danza e ginnastica artistica in caduta libera), Elvira Nascimbeni (record 2003 e 2007), Michela Ciambella … tantissime davvero, impossibile menzionarle tutte.

Per l’allenamento, solitamente è consigliabile uno stile di vita salutare: poco alcool, niente droghe, pochi carboidrati, molta frutta e verdura, attività fisica regolare, molto stretching … e a nanna presto! Ma in questo io sono sempre un Punk … e qualche eccezione me la concedo!

 

AngelDevil: Cosa ti ha dato e tolto la tua professione di paracadutista?

Marzio: Mi ha dato tantissimo! Mi ha fatto realizzare il sogno ancestrale dell’uomo per eccellenza: VOLARE! Consapevolezza in me stesso e nelle mie potenzialità, un nuovo modo più rilassato di vivere la vita, lontano dagli affanni quotidiani di un’esistenza da automa. Mi ha fatto conoscere un ambiente positivo, allegro, spontaneo, persone stupende (i miei skybrò !!!). Mi ha fatto rivalutare molte cose di me stesso. Il battesimo dell’aria è stata una sorta di seconda nascita. E mi ha fatto essere sicuramente un padre migliore: acutizzando molto i sensi e le percezioni di sé stessi e degli altri, sono molto più attento alle esigenze dei miei due splendidi figli Emma e Sebastian. Per dirla in gergo Skydive: Non è mai troppo tardi per avere un’infanzia felice!

Cosa mi ha tolto? Beh, il superfluo! Mi ha strappato di mano quella coperta di Linus legata alla “ordinarietà” di un’esistenza “normale” fatta di salario, orari da rispettare,  centri commerciali la domenica, beni di consumo di massa … tutta quella sovrastruttura di cose superflue imposte dalla società consumistica odierna, in cui in realtà tutto è precario e quando hai 40 anni e da 20 lavori nella stessa fottuta fabbrica, costretta a chiudere i battenti a causa della recessione, magari per riaprire in Slovacchia perché la manodopera costa meno, ti trovi con il culo per terra e non sai più chi sei e cosa fare della tua vita. No grazie, io preferisco volare.

 

AngelDevil: A parte questa passione che è il tuo stile di vita, fai fatica a trovare un’esperienza che lasci davvero il segno e che ti faccia rimanere senza respiro?

Marzio: No!Ho imparato a valutare il mondo che mi circonda in maniera diversa. Tutto mi lascia senza respiro come un bel tramonto, la forza travolgente della natura, il sorriso della ragazza che ami, un riff particolarmente riuscito di chitarra elettrica. Ho imparato a portare rispetto per gli altri e per il mondo in cui viviamo ed in cui, spesso dimentichiamo, siamo ospiti non invitati.

 

AngelDevil: Si diventa dipendenti delle proprie passioni. Hai mai provato a chiederti, o a capire parlando con chi ti segue, cosa scateni nelle persone e quale tipo di reazione chimica si ingeneri?  

Marzio:Sono assolutamente dipendente dalla mia passione. E non la vivo come fattore negativo. Sicuramente nelle persone con cui mi trovo a parlare, e con le quali puntualmente si finisce a parlare di paracadutismo, noto una curiosità ed interesse per la mia attività. Le persone sono incuriosite, sicuramente molte vorrebbero provare a fare quello che faccio io, e la maggior parte, se sufficientemente motivate, ci riescono.

 

AngelDevil: La persona che più ti ha impressionato conoscere? A parte me ah ah

Marzio:A parte te? Sicuramente Max Fiorini, il mio primo guru nel paracadutismo, Mr. 12.000 lanci, l’adrenalina fatta in persona, un essere umano nato per correre nella corsia di sorpasso: 12.000 lanci e ad ogni salto l’entusiasmo del primo lancio. Un essere umano stupendo.

 

AngelDevil: Che rapporto hai con internet? Che visione hai della rete e che rapporto sei riuscito a costruire con la gente che ti segue, ma che per ovvi motivi geografici, non hai ancora potuto o non puoi conoscere?  

Marzio: Ho un ottimo rapporto con internet, e con i Social Network in particolare. Sono un ottimo strumento per entrare in contatto con persone nuove con cui solitamente avresti difficoltà a parlare, e per portare avanti il proprio messaggio.Quando posso, rispondo ad ogni mail e ad ogni messaggio privato. A volte passo ore a parlare della mia passione con sconosciuti, sacrificando tempo al mio lavoro.Ma la Rete è la Rete, l’esistenza reale è un’altra cosa: spesso questo è un fattore trascurato. La Rete non può essere un surrogato dell’esistenza. In questo caso, può rivelarsi pericolosa. Come tutte le cose, va usata cum grano salis, come si diceva una volta. E quando ci si accorge di esagerare, a volte è meglio staccare quella cazzo di spina ed aprire un buon libro, o fare sesso.

AngelDevil: Parliamo della comunicazione pubblicitaria. Ho visto che non usi il casco e ti lanci con jeans e t-shirt. Questa è una conseguenza alle aziende interessate a sponsorizzarti come la  Glory Bound Ink o si sono avvicinati a te per questo motivo? Pensi sia aderente al tuo stile di vita?

Marzio:Sono solito saltare senza casco ed in jeans e t-shirt (ed appena posso scalzo) perché è un modo per me ancora più totale di godere del connubio con l’elemento aria. Esporre il minor tessuto possibile all’aria ti permette di “vivere” e “sentire” il flusso in maniera totale. Quasi come far l’amore con l’aria. Salterei sempre nudo, se non fosse che mi trovo a condividere il ristretto spazio di un aereo da lancio con altri paracadutisti maschi. Questo è legato a me ed al mio modus vivendi. L’interesse dei brand nei miei confronti è subentrato dopo. Trovo la comunicazione pubblicitaria un modo funzionale per mostrare un’alternativa a quello che è il divertimento solitamente imposto dalla società: una foto in caduta libera esprime più di mille parole! E questa espressività è stata notata dai molti brand con cui ho collaborato e continuo a collaborare. E’ comunque qualcosa di inedito in un panorama come il nostro. Un punk paracadutista che salta dagli aerei? E Punk DOC, della vecchia guardia, con cresta di 20 cm esposta al vento della caduta libera! Cosa c’è di più dannatamente rock’n’roll se non il connubio tra queste due realtà tanto estreme quanto cool? Non trovo il branding in contrasto con il mio stile di vita … se vi sono realtà e sponsor interessati a me, significa che sono interessati a quello che ho da dire! E sento di averne ancora tanta, da dire! Infine, gli sponsor sono un mezzo funzionale per veicolare un messaggio: viviamo in un’epoca di globalizzazione, odio i puristi no global che vivono di retorica con il portafogli gonfio dei soldi di papà. Se un marchio è genuinamente interessato al tuo personaggio ed alla tua attività, e può dare maggiore visibilità ad una realtà organica che altrimenti sarebbe relegata ad un ruolo di nicchia, ben venga il branding!

 

AngelDevil: Cosa significa per te street culture? Ti senti parte di questo tipo di cultura? Anche se nel tuo caso bisognerebbe usare Skyculture.

Marzio: ahahaha! Skyculture! Fico, mettiamoci il copyright, prima che qualche brand ce lo freghi! Street Culture è tutto ciò che nasce in maniera spontanea al di fuori dei canali di comunicazione standard. Non è più il brand a promuovere uno stile di vita o di abbigliamento, ma la spontaneità giovanile, l’aggregazione, il vivere ed operare in strada, tra la gente, il gettarsi nella mischia. Il branding selvaggio tenta spesso di appropriarsi della street culture che nasce come un fuoco dalle masse: basti pensare alla Nike, che non cerca di vendere scarpe, ma l’essenza stessa dello sport!

Quello che oggi è trascurato, è che ormai molti brand provengono dalla stessa street culture. Non c’è più quella contrapposizione emersa negli anni ’90 e sapientemente narrata da Naomi Klein in No Logo… ora c’è più elasticità, e spesso la street culture oggigiorno senza il supporto di brand non avrebbe modo di esprimersi in maniera funzionale.

 

AngelDevil: Parliamo di musica.. mi hai detto che suoni il basso in un gruppo,  come si chiama la band? Riesci a trovare il tempo anche per suonare?

Marzio:Suono prevalentemente Psychobilly, Rockabilly ed OI! Quando inizio a pompare di basso e contrabbasso, entro come in una dimensione parallela, perdo la cognizione del tempo, e ci do dentro come un matto! Ci do talmente dentro che due anni fa mi sono dovuto mettere in stand-by per una brutta operazione ad una cisti tendinea, ma appena posso inforco il mio basso e vado in sala prove con gli amici di sempre! Il mio gruppo si chiamava Intifada, e suonavamo genuino Punk77. Spero di riprendere presto a calcare i palchi della penisola. Magari, atterrando sul palco con il mio paracadute ad inizio concerto! Giusto per promuovere la mia idea di Skypunk!

 

AngelDevil: Band preferiti?

Marzio:Tante. Troppe per poterle menzionare tutte. Johnny Cash sopra tutto, i Social Distortion, Stray Cats, Cock Sparrer, la scena Hard Core New York, Agnostic Front e Sick of it All, sicuramente tutto lo Street Punk, The Casualties, il surf con Dick Dale e i Trashmen, Dropkick Murphys, Juliette Lewis (che donna!), la scena West Coast dai Bad Religion ai NoFx, Anti-Flag, Rancid … ma anche AC/DC, Elvis, Jerry Lee Lewis ... insomma, tutta la musica che abbia un’anima !!! C’è un gruppo per ogni momento della giornata, una canzone per ogni momento della vita. E sopra tutto, il ROCK’N’ROLL !!!

 

AngelDevil: Se avessi dovuto scommettere sul tuo futuro, avresti puntato sulla musica o sullo sport?

Marzio: Ahahahah !!! Non vedevo l’ora che qualcuno mi facesse questa domanda! All’esame di quinta elementare, mi chiesero cosa volessi fare da grande. Ho risposto: il cantante inglese e il paracadutista! Giuro, ho ancora con me il tema. Devo dire che un gran cantante non sono mai diventato, inglese ovviamente non è possibile … ma mi sento tutto sommato piuttosto realizzato!

 

AngelDevil: Per concludere c’è qualcosa che non ti ho chiesto,  e vorresti far sapere a chi ti segue o semplicemente a chi leggerà questa intervista?

Marzio:Si! Che divertimento non è solo stordirsi in discoteca. C’è un intero mondo da scoprire, là fuori. Non c’è niente di più rock’n’roll di compiere ripetutamente il folle, adrenalinico, esaltante e salutare gesto del gettarsi con un paracadute da un aeroplano perfettamente funzionante!

 

AngelDevil: Ti ringrazio Marzio per la tua disponibilità e simpatia. See you in the skies of Rock!

Marzio: I’m waiting for ya, AngelDevil! Andiamo su a 4.500 metri e da lì ... tutta in discesa. Punk Rock Puro!!!Ti aspetto!

Pubblicata il 16 luglio 2009