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LA NUOVA BAND DEL PRIMO

 

CANTANTE DEI JUDAS PRIEST,

AL ATKINS

AngelDevil: Ciao Al, è un piacere per me conoscerti in questa intervista. Per iniziare, avevo intenzione di chiederti se potevi parlare un po' ai nostri lettori di 'Dawn of Metal Gods: la mia vita nei Judas Priest e nell'Heavy Metal'. Perché hai deciso di scrivere un libro sui Judas assieme a Neil Daniels?

AL: Tutto ha avuto inizio mentre stavo facendo un'intervista a Liverpool, 4 anni fa, per una stazione radio e si stava parlando dei Judas Priest e dei primi anni della loro carrirera ed il DJ disse che io avrei dovuto scrivere un libro su questo periodo visto che nessun altro l'aveva mai fatto e, pertanto, ho pensato 'Perché no?'. Un impegno che avevo avevo pensato mi avrebbe portato via alcuni mesi, si dimostrò, invece un lavoro di anni poiché volevo provare a raccontare la storia nella maniera più veritiera in cui io potessi; di conseguenza mi misi in contatto con vecchi amici, con i vecchi compagni della crew e con i manager dell’epoca e trovai, inoltre, vecchie foto, ricordi ed altre cose ancora; inoltre stavo scrivendo i brani per il mio quinto album solista ‘Demon Deceiver’, a quel tempo, ed ero in tour per la East Coast americana con l’ex-chitarrista dei Maiden Dannis Stratton, così, alla fine, chiesi a Neil Daniels (uno scrittore) di unirsi alla ciurma e di aiutarmi a finire questo libro. L’opera iniziò a prendere forma con gli esordi dei Judas Priest, ma quando Neil venne a conoscenza della mia carriera prima dell’era-Priest e dei miei più recenti sviluppi artistici, disse che avrei dovuto trasformare il tutto in una autobiografia, Iron Pages; il mio editore in Germania fu d’accordo ed eccoci qui.

 

AD: Che riscontro ha avuto finora il libro, sia da parte dei fan che dalle persone più vicine alla band ed a te?

AL: Finora i riscontri da me avuti sono stati molto positivi, da parte di quasi tutti ma siamo ancora all’inizio, pertanto terrò le dita incrociate affinché le cose continuino così.

 

AD: Parliamo un po' del tuo passato nei Judas. Quali cose ricordi di quel periodo e cosa ti hanno lasciato, sia dal punto di vista personale ed artistico?

AL: La line-up originale dei Judas cominciò ad essere attiva attorno al 1969 ma gli inizi furono molto tragici perché il nostro primo chitarrista John Perry si suicidò ad appena 18 anni. Indicemmo audizione per trovare un sostituto e ricordo un ragazzo di 17 anni dai capelli biondi, un ragazzino di bell’aspetto che si presentò per quel posto ma difettava in esperienza a quel tempo e, di conseguenza, non venne ingaggiato: quel ragazzo era KK Downing. La prima line-up della band durò giusto un anno prima che io iniziassi con i Judas nella loro seconda formazione attorno al 1970 dove, tra le sue fila, c’era un KK molto più esperto, Ian Hill (basso) e John Ellis alla batteria. Dal mio punto di vista, si trattava di una band completamente diversa da quella per la quale stavo cantando in precedenza ma, dal punto di vista artistico, stavo scrivendo del materiale molto più pesante di quanto avessi fatto precedentemente: canzoni che sarebbero state contenute nei primi lavori dei Priest, vale a dire Winter, Never Satisfied, Caviar and Meths, Dreamer Deceiver e, ovviamente, Victim of Changes. La band iniziò a svilupparsi e suonavamo materiale sulla scia di Thin Lizzy, Slade, Status Quo, Black Sabbath, Sirit and Bugie, solo per nominarne alcuni ma dovevamo affrontare spese sempre crescenti ed, inoltre, guadagnavamo veramente poco, per non dire nulla. Lasciai i Judas nel maggio del 1973 e mi trovai un impiego normale dalle 9 alle 5 per mantenere la mia famiglia essendo io l’unico componente della band sposato con un figlio da crescere. Rob Halford prese il mio posto e, più tardi, ingaggiarono Glenn Tipton come secondo chitarrista….il resto lo conosci….

AD: Sei in buoni rapporti con Rob Halford?

AL: Non potrei definirlo un buon amico nel senso di stretto, ma neppure una persona con cui ho screzi.

 

AD: Parlando della tua band, gli Holy Rage, puoi dirmi come tu e gli altri ragazzi vi siete incontrati? Ti andrebbe di raccontarmi qualcosa di più sui componenti della band, magari sotto il profilo personale?

AL: Gli Holy Rage si sono formati un paio d'anni fa, iniziando con il nome di Al Atkins Band per promuovere il mio quinto album solista e siamo passati attraverso pochi cambiamenti personali finché non siamo arrivati alla situazione attuale. Ci stavamo godendo lo spasso di suonare dal vivo così tanto che abbiamo deciso di portare avanti il progetto ma dando un taglio molto più secco al sound delle mie parti soliste e da tutto questo venne fuori il nome di Holy Rage. La formazione della band è Chris Johnson (chitarra) che è il mio braccio destro ed il mio migliore amico, Scott Dallow al basso, il ragazzo tranquillo della band e Mick Hales alla batteria, un rumoroso bastardo! L'attitudine personale che ognuno di noi ha è quella di scuotere, passare splendidi momenti e sperare che il nostro pubblico provi altrettanto.

 

AD: So che stai lavorando ad un nuovo album. Di conseguenza, ho dato un ascolto ai brani sul vostro Myspace. Hai una voce veramente incredibile. 'Cradle to the Grave' è, probabilmente, il mio pezzo preferito.

AL: In pratica 'Cradle to the Grave' è presa dal mio album solista ed è una delle favorite dai mie fan, Simon Lees (Budgie) suona la chitarra. Demon Deceiver è, ora, stato ripubblicato dalla Angel Air Records e distribuito su scala mondiale; un altro nome noto del chitarrismo che fa da ospite nel mio album è 'Am I Evil' Brian Tatler dei Diamond Head. Una delle nuove canzoni si trova sul nostro Myspace (Holy Rage), si tratta di 'Give Them Hell'.

 

AD: Cosa vuoi fare in questo momento per sentirti realizzato nella tua vita?

AL: Sinceramente nulla! Ho fatto quasi tutto quello che ho sempre voluto; ho iniziato ad entrare nel mondo della musica perché l'ho amata moltissimo e continuo ad avere ancora grandi soddisfazioni da essa. Ho girato il mondo, incontrato gente fantastica e potrei continuare ancora con la lista.

 

AD: Parliamo del tuo tour imminente. Stai pensando di suonare in Italia in un futuro prossimo?

AL: La band sta suonando in qualsiasi concerto sia possibile in questo momento ma ora abbiamo due nuovi promoter, uno qui ed uno in Europa e saranno loro a stabilire le date per il 2010 e speriamo che l'Italia sia nella lista. L'Italia è uno dei paesi nei quali non ho mai suonato, con nessuna delle band in cui ho militato, quindi se qualche promoter sta leggendo l'intervista, CI SCRITTURI ORA!!!

 

AD: Cosa ascolti in questo periodo?

AL: Slayer, Black Label Society, qualsiasi cosa sia forte e scuota!!!

 

AD: Che mi racconti della tua giornata tipo? Hai qualche hobby?

AL: No, temo proprio di non avere tempo per gli hobby: con una band, 5 figli e due cani, sono troppo impegnato.

 

AD: Di certo con 5 bambini e due cani, devi essere davvero occupato! Grazie mille per la tua disponibilità Al. Vuoi dire qualcos'altro?

AL: Bene, prima di tutto grazie davvero per l'intervista e se dovessi venire in Italia con la mia band, spero ci incontreremo e sarò io ad offrire da bere. Inoltre voglio dire a tutti di tenere alta la bandiera dell'Heavy Metal. Ci vediamo presto!

Pubblicata il 26 agosto 2009