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INTERVISTA CON BIGA E LEO DEGLI

ANGERCORE

I torinesi Angercore sono sicuramente una band preparata, pronta a “cartellare duro”. Con il loro primo disco datato 2008, edito da Myphonic Records e da questa interessante intervista dimostrano chiaramente di essere dei ragazzi maturi con i piedi ben piantati al terreno.

AngelDevil: Ciao ragazzi! Partiamo con le presentazioni. Quali sono stati i percorsi che vi hanno condotto a formare la vostra band?

Biga: Questa band ha una lunga storia che risale al 2001, con vari cambi di formazione e di nome. Del nucleo originario rimaniamo io e Random (basso), di scuola punk hardcore, con questa line up (Ale e Marcuz alle chitarre e Leo alla batteria) suoniamo dall’estate 2006. Ognuno ha portato con sé esperienze molto diverse tra loro, come è normale che sia, e così ci siamo evoluti.

 

AngelDevil: Ora che il disco è uscito, e a quanto pare è stato accolto bene, come vanno le cose? Siete soddisfatti del prodotto finale?

Leo: Si, siamo certamente soddisfatti. Abbiamo avuto ottime recensioni (ma anche qualche bastonata). Time Reveals è l’inizio e gli Angercore sono in fase produttiva e compositiva a tempo pieno.

 

Biga: Questo disco o lo ami o lo detesti. Ha un bel sound, ricco di colori e sfumature, forse non molto sperimentale, avremmo potuto osare di più, ma l’intenzione era portare a compimento 2 anni di demo, pre-produzioni e live. E l’ abbiamo fatto.

AngelDevil: Alcune recensioni vi definiscono come una band emo-post-hardcore, nu metal. Dato che siete riusciti secondo me a creare più generi; quali influenze e quali generi dunque sentite più vicine alla vostra musica?

Leo: Personalmente non credo di possedere un genere preferito e ben definito, ascolto da sempre quello che mi piace, dai Beatles agli Ark passando ai Muse o agli Helloween. Cerco di applicare lo stesso principio alla nostra musica. Se mi piace passa e si va avanti altrimenti… bocciata. Per questo un po’ mi pesa l’essere etichettato o affiliato ad un genere specifico. Mi piacerebbe che nell’ambiente ci fosse una visione un po’ più aperta ed eclettica della musica.

 

Biga: Troppo spesso per necessità di etichettare una band e trovarle un genere si tirano conclusioni sbagliate, e definirci numetal (o tutto quello è metal in genere) mi ha fatto venire i brividi, difatti è certamente fuorviante visto che non è mai stato un riferimento per le nostre canzoni, così come non siamo emo (non come i media, i giornalisti e pure i kids lo intendono oggi… forse tornerebbe utile per questa gente conoscere meglio la storia del punk e di come si sia evoluto nei vari sottogeneri, dall’hardcore dei primissimi anni 80 in avanti). Per quanto mi riguarda i miei riferimenti vanno alla scena di metà/fine anni 90, come se rileggessi in chiave moderna Quicksand, Helmet, Refused, non che li voglia riproporre oggi, ma mi ispirano sicuramente. E alla fine noi suoniamo rock, di questo ne siamo certi.

 

AngelDevil: Cosa vi piace di più del vostro sound o comunque qual è la cosa di cui andate più fieri del vostro gruppo?

Leo: L’essere liberi di comporre come e quando vogliamo. Quando proviamo pezzi nuovi o riff, facciamo sempre molta attenzione che suonino Angercore. Appena sentiamo qualcosa di già sentito tendenzialmente cancelliamo. Anche se ci piace.

 

Biga: Abbiamo un sound potente, ma non perdiamo mai di vista l’armonia degli strumenti (voce compresa) nel suo insieme, e dal vivo “cartelliamo” duro, attitudine e grande precisione.

 

 

AngelDevil: Mi piace questo “cartelliamo” duro. Quanto tempo c’è voluto per realizzare il vostro album "Time Reveals"?

Leo: Parecchio. Quasi un anno.

 

Biga: Si, ma non è che siamo stati un anno in studio, sennò avremmo fatto 6 concept album e avremmo scritto sinfonie per la filarmonica di Berlino da qui al 2015 in tutto quel tempo. Diciamo che siamo andati piano, non avevamo fretta… avevamo uno studio a disposizione e il nostro produttore (Carlo Girardi) ci ha dedicato tutto il tempo necessario.

 

AngelDevil: Riguardo la stesura delle canzoni, quali sono gli argomenti principali dei vostri testi?
Biga: Amore (per gli altri o per se stessi), amicizia e ambizioni.

 

AngelDevil: Quale canzone dell’album ha un significato particolare per voi?

Leo: Tutte hanno una storia. “Fake Transmission” è quella che ci accompagna da più tempo. E che non toglieremo mai dalla scaletta.

 

Biga: The End… “So any time I think I will be at the end I rouse myself”.

 

AngelDevil: The End è davvero bella. Che cosa significa per voi suonare? E che significato ha per voi la parola “musica”?

Leo: Musica è un apostrofo rosa tra le parole “alcool e cissa”.

 

Biga: tradotto vuol dire che godiamo a suonare.

 

AngelDevil: Cosa pensate di MySpace? Abbiamo visto crescere la popolarità di molte band proprio grazie a questa grandissima community.

Leo: Si, è diventato senz’altro un bel modo per promuovere la musica underground….Anche se forse ha tolto un po’ di quel bel sano gusto di andare a sfogliare i cd da “Rock & Folk”.

 

Biga: Odio Myspace in quanto “A-social network” perché permette a troppi ragazzotti di raccontare balle sulla propria band mettendo 4 foto da poser e gonfiando le cifre dei plays, rubando spazio poi a quelli che dal vivo (e in studio) sanno davvero suonare, ma che magari non passano il tempo su una tastiera a chattare; ma so bene che oggi è uno strumento indispensabile per farsi autopromozione a costi irrisori, certamente una base di partenza, ma non dovrebbe essere l’unico.

 

AngelDevil: Concordo con voi. Cosa pensate dell'odierno mercato discografico? Etichette, band, prezzi dei dischi, opportunità di suonare live. Il vostro punto di vista su questi argomenti.

Leo: In un paese dove rock significa Negramaro e dove la musica e le possibilità sono solo frutto della passione di pochi, è difficile coltivare un sogno. Anzi no, quello lo si può tranquillamente coltivare, certi però che rimarrà tale.

Sui prezzi dei cd che dire. Oggi il supporto fonografico è un feticcio di pochi eletti (tra cui noi e Biga in particolare).

 

Biga: etichette buone ce ne sono che fanno bene il loro mestiere con piccoli budget, di band ce ne sono pure troppe, tanto modaiole (soprattutto in Italia), alcune davvero valide, tante scarse. I prezzi dei dischi non mi spaventano e non sono il vero problema, compravo dischi 10-15 anni fa a 25-30.000 lire, oggi li trovo a 10-15 dollari. Non è quindi una questione di prezzi ma di interesse reale per il prodotto disco e per la musica di qualità. Tutta la filiera discografica ha aumentato i prezzi, è sufficiente fruirne in altro modo, tramite online e digital stores, e ancora di più i dischi andrebbero comprati ai concerti, direttamente dalle band.

Fare concerti è sempre più dura (e ripagarsi le spese ancora di più), i locali chiedono che come band tu gli garantisca pubblico, perché spesso non sono in grado (o non ne hanno voglia) gli stessi gestori di fare promozione ai propri eventi e quindi di consolidare un buon numero di frequentatori abituali; il pubblico andrebbe educato in questo senso, per fortuna ci sono realtà che sono riuscite in questo intento, difatti funzionano, trattano bene gli artisti e ti consentono di esprimerti al meglio sul palco perché ci sono tutte le condizioni (umane e tecniche) necessarie perché questo avvenga.

  

 

AngelDevil: Nel gruppo siete in cinque. Alcune band, spesso entrano in crisi perché non vanno d'accordo tra di loro, come riuscite a gestire la vostra convivenza di gruppo?

Leo: Noi abbiamo un arma segreta: “la cissa”

 

Biga: E’ la stessa motivazione che troviamo nel suonare… ce la godiamo.

E se c’è bisogno di mandarci “a stendere” lo facciamo senza troppi fronzoli.. in fondo, ci vogliamo bene.

 

AngelDevil: Domanda classica, se poteste suonare con qualche gruppo affermato, chi scegliereste?

Leo: Chiunque ci aiuti a farci conoscere dal “grande pubblico”, fosse anche “Tony Dallara”. Ma in realtà mi piacerebbe tantissimo suonare con gli One Minute Silence.

 

Biga: Gran gruppo vero, peccato che si siano sciolti… oggi, però farei un tour con i Blindside in Svezia, a casa loro. Posso rispondere anche per Marcuz, che direbbe gli Alter Bridge e anche per Random che mi seguirebbe in Svezia all’istante.

 

AngelDevil: Bene ragazzi è stato piacere, grazie per il vostro tempo e la vostra pazienza. Terminate pure l'intervista con le parole che volete.

Biga: Grazie a te per il tempo che ci hai dedicato. Visitate i nostri siti www.angercore.com e www.myspace.com/angercore e quello della nostra etichetta www.myphonic.com e www.myspace.com/myphonic_records

Intervista pubblicata il 1 aprile 2009