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INTERVISTA CON LA STILISTA

AMERICANA  BIANCA LINDBLAD

Bianca Lindblad, oltre a disegnare e confezionare abiti, è anche la cantante della band experimental/progressive metal L'anguisette.

AngelDevil: Ciao Bianca, è un piacere conoscerti grazie a questa intervista. Come stai?

Bianca: Grazie a te per avermi concesso il tuo tempo. Sto bene, ho un sacco di progetti in corso. Artisticamente, musicalmente e a livello personale. Il 2009 è stato particolarmente ricco di eventi e frenetico fino ad ora.

 

AD: Come hai iniziato? Dove sei andata a scuola e cosa hai studiato?

B:Ho sempre amato i costumi storici e crescendo mi sono appassionata a film come “Via col vento” e “Anna dei mille giorni”. Ho sempre fantasticato riguardo grandi meravigliosi abiti d’epoca e disegnavo principesse sul retro dei miei compiti quando invece avrei dovuto stare attenta in classe. Sono stata una persona particolarmente creativa fin dalla mia infanzia e posso dire molto onestamente che i miei risultati artistici e musicali hanno salvato la mia vita molte volte.

Sono laureata in belle arti al Bucks County Community College di Newtown, PA. Il tempo trascorso lì mi ha fornito una base importante riguardo diverse tecniche, e la professionalità che ogni artista dovrebbe avere. Mi sono poi trasferita al Moore College of Art & Design, l’unico per donne nella zona. Era il 2005. Ho preso la specializzazione in Fashion Design e la laurea base in Design tessile e del gioiello. Devo dire che ho combattuto un pò per il programma perchè ho sempre avuto una visione molto ferma di ciò che volevo e non sempre mi trovavo a mio agio nelle materie e nei programmi prefissati. In ogni caso mi sono laureata con il massimo dei voti e durante la sfilata dei laureati ho vinto il premio per “Best Construction” per la mia collezione finale, nonchè la menzione onorevole per “Miglior vestito da sera”. Ora che sono passati alcuni mesi sono veramente felice di avere frequentato quella scuola. Ho fatto molta esperienza, sono tornata nella mia patria la Svezia per fare il lo stage e alla fine ho davvero guadagnato molta confidenza riguardo le mie capacità.

 

AD: Qual è una cosa che avresti voluto sapere quando hai iniziato?

B:Non ho davvero compreso inizialmente la difficoltà del fashion design e quanto tempo ci voglia a mettere tutto assieme durante il processo creativo. Non è tutto glamour e luci della ribalta come molti credono. E’ un lavoro duro e devi essere molto concentrato. A volte è meraviglioso altre invece è un duro processo di modifica e cambiamento dei progetti originali. Comunque sono felice di non averlo saputo fin dall’inizio perché forse mi avrebbe scoraggiata.

Credits Photos by S+S Photography splussphotography.com

AD: Com’è il processo creativo? Tessuti, forme, colori, cosa viene prima?

B: L’ispirazione è la prima cosa. Amo la natura, i tessuti, le linee. Sono ispirata dalla musica, dai film, dalla storia, dalla pittura e dalla scultura. C’è un architettura fantastica a Philadelphia, è molto vecchia ma ogni volta che la vedo mi affascina. Sono anche molto ispirata dal mio umore, dai miei sogni, dal mio passato e dalle mie emozioni. Ascolto la mia intuizione e lascio che il mio subconscio mi parli. Amo molto anche navigare in internet e cercare ispirazione dai trend del momento e dal movimento underground. Quindi tutto mi può fornire qualche nuova idea. Mi piace prendere costumi d’epoca e mettere il mio marchio creativo, modernizzarli e renderli taglienti. Cambiare i tessuti, fare qualcosa di inatteso. Il mio amore per il metal viene fuori spesso attraverso i miei modelli. Dopo un’ estenuante ricerca ho di solito dei colori in mente e le trame che voglio usare. A volte ho un tessuto preciso in testa, altre volte ho un’idea più generale. Faccio molti bozzetti e gioco con forme e dettagli. Faccio modifiche fino a che ho tra le mani una collezione, a questo punto inizio a lavorare sulla fabbricazione, sulle mussole, sui modelli e creo i campionari.

 

AD: Cosa ti rende e ti mantiene competitiva a livello creativo?

B: Ci sono un sacco di stilisti di corsetti e di fashion designers sul mercato e anche molti musicisti.A volte vedrò qualcosa che mi piace molto ma ho sempre il pensiero fisso nella mia testa che quando un cliente vede i miei prodotti, dovrà immediatamente dire “Quella è Bianca”. Io osservo tutto e sono molto affascinata dalle trame e dalle linee. Io creo ciò che mi piacerebbe indossare in un mondo perfetto. Penso che la mia personalità, che è un mix tra femminilità e la stronzaggine di una metallara, risplenda nelle mie creazioni come nella mia musica. Sfido me stessa ogni giorno cercando di non cadere nella banalità, quindi cerco sempre di fare cose per me nuove. Così cresco come artista e come stilista, andando sempre un po’ oltre, passo dopo passo.

 

AD: Chi è la tua cliente ideale?

B: E’ elegante e si muove con grazia ma riesce a fare headbanging quando arriva il momento. Si trucca con cura minuziosa e vanità mentre ascolta gli Opeth. Persegue i suoi scopi e le sue idee che non ha paura ad esprimere, e ama essere al centro dell’attenzione. Ha un gusto molto raffinato, e l’occhio attento al particolare, all’unico e chiede alta qualità nell’abito che compra e indossa. Ama essere una donna, i lacci, i fiocchi, la seta e sa come giocare con le sue caratteristiche più intriganti.

 

AD: Quali sono al momento le tue creazioni preferite e quali sono i materiali che prediligi?

B: Di solito amo particolarmente le creazioni a cui sto lavorando o quelle che ho appena terminato. Ho sempre qualche progetto in corso, adesso sto lavorando su un paio di calze altezza ginocchio in un elegante lana grigia con ferri 2.25 mm. Adoro i corsetti e sto lavorando allo sviluppo di alcune trame che prendono ispirazione da corsetti d’epoca, saranno prodotti delle prossime collezioni e per ordinazioni personalizzate. Per quanto riguarda le mie collezioni passate devo dire che amo particolarmente due corsetti di seta dupioni che ho ricamato con fiocchi di seta; hanno un effetto particolarmente scultoreo e sono decorati con cristalli Swarovski disposti in un grazioso disegno a ramo d’albero. E’ stato un lavoro di puro amore e devozione e non ha mancato di attirare molta ammirazione. Il mio occhio è attratto da trame intricate e dettagliate e amo i lavoro fini e delicati, quindi è nel dettaglio che il mio modo di creare trova la sua espressione migliore. Alcuni esempi sono sulla pagina di myspace. [vedi sotto per indirizzo ndr]. Il mio materiale preferito è di certo la qualità! Credo di avere la dote di scoprire le cose più fini e costose e di riuscire poi ad averle per lavorarci. Quando si tratta di tessuti amo la seta, la fibra dell’alpaca e la lana, il bambù e le fibre naturali. Cerco molto tessuto organico ma è difficile da reperire; comunque cercherò di inserirne molto nelle mie prossime collezioni. Per quanto riguarda gli ornamenti, amo le pietre semi-preziose, le perle d’acqua dolce, i fiocchi di seta, borchiette, nastri e Swaroski.

 

AD: Come vedi il glamour oggi?

B: Per quanto riguarda il mainstream credo che sia tutto un po’ piatto e sempre uguale, i grandi marchi pret-a-porter non mi attirano molto. Nell’underground sembra invece essere ritornato l’interesse per la old Hollywood e per le pin-up, ambito che mi interessa molto di più, in parte per la forma femminile a clessidra che finalmente ritorna in auge. So che le modelle alte e spigolose appaiono meglio sulla passerella, essendo dei manichini viventi, ma io credo sia più interessante e accattivante disegnare qualcosa sul modello Kate Winslet o Scarlett Johansson piuttosto che sul modello Kate Moss. Io cerco di creare modelli che sottolineino e diano risalto alle forme femminili. Credo che gli anni della vecchia hollywood fossero assolutamente fantastici e spero di poter vedere un ritorno di quei modelli di donna, soprattutto ora che le modelle troppo magre vengono gradualmente eliminate dalle sfilate.

 

AD: Parliamo di un’altra tua passione. So che sei una cantante e che hai una band.

B: Sì ho cantato praticamente tutta la vita, iniziando dai cori scolastici all’età di otto anni, come soprano. Non ho avuto una formazione teorica, ma credo che i cori mi abbiano aiutato a sviluppare una naturale passione per la musica. Ho sempre fatto parte dei cori da quel momento, con qualche pausa qua e là. Ora canto in un coro laico che fa pezzi classici e folk in svedese che è la mia prima lingua; mi diverto un sacco. Ho un range di 3 ottave e mezzo che ho sviluppato attraverso lo studio e l’aiuto di alcuni maestri, l’ultimo è il bravissimo John Nicholas Peters, e attraverso il canto rock e metal. Il mio stile è un mix unico di rock e musica classica; il mio range più basso è rock mentre quello alto è quasi classico, ma non è un tipo ti canto operistico. Ho di certo un timbro particolare nell’espressione vocale del genere rock, non ho ancora sentito nessuno che mi somigli.

AD: Come descriveresti la musica che crei?

B: L’anguisette è per me un progressive rock sperimentale. Hanno contribuito a creare il sound generi come l’elettronica, il death metal, la musica classica, il rock e tanti altri. Io e Joe scriviamo quello che ci piace, un suono dark e malinconico che è melonico, dinamico ed emozionale. Credo che sei stai attenta potrai trovare molte influenze ma non siamo come nessun’altro!

 

AD: Dimmi qualcosa sulle tue performance live.

B: Al momento,  stiamo preparando il disco e non stiamo suonando. Comunque stiamo programmando qualcosa per supportare l’uscita del debut album: “Damming the Euphrates”, che registreremo in Aprile, in qualche settimana! Siamo emozionati per la risposta che il pubblico ci darà.

 

AD: Se ti chiedessi di scegliere alcune band che hanno influenzato il vostro stile e il vostro approccio alla musica, chi diresti?

B: Beh i due fondatori della band siamo io e Joe che suona le chitarre. Ha una solida base di rock classico e heavy metal stile Led Zeppelin, Pink Floyd, and Zakk Wilde che hanno influenzato il suo stile all’inizio e ancora oggi se lo ascoltate potete trovarne qualche traccia. Le band più recenti che lo influenzano sono Opeth e Witchcraft, molti strumenti musicali dell’oriente come il koto e parte della musica elettronica sperimentale. Io ero inizialmente ispirata a suonare e a cantare grazie a gruppi capitanati da donne come Kittie, Drain STH, The Gathering, e Lacuna Coil. Anneke Van Giersbergen ha avuto un grosso effetto su di me, come lo ha avuto la mia esperienza nei cori. Mi piacciono le melodie vocali e i riffi vocali veloci e difficili. Amo tutto quello che si può cantare: l’album "No Rain" dei Blind Melon ma anche il greatest hits degli Aerosmith e tutta la produzione degli Opeth.

 

AD: C’è qualcos’altro che vuoi dirci prima di terminare l’intervista?

B: Riguardo ai miei abiti: sto cercando di vendere accessori, corsetti, cose fatte a maglia, gioielli e altro su Etsy [http://DramatiqueCouture.etsy.com]. Sono molto creativa ultimamente e non vedo l’ora di capire che strada prenderà il mio lavoro. Oltre al design personalizzato per i cantanti cercherò di portare la gente a concentrarsi su alcuni problemi sociali a me cari, attraverso le mie creazioni. Sperimenterò oltre i limiti portando avanti le mie idee sulla moda, sul corpo, sulla bellezza e sulla comodità. Riguardo la band invece, inizieremo a breve la produzione dell’album che contiamo di fare uscire durante l’autunno.. Collaborerò con Jen Lightfoot, anche lei del Moor College, per l’artwork dell’album che sarà qualcosa di mai visto sulla scena metal. Nel complesso sarà un album appassionato e creativo. Potete sentire dei demo su myspace!

 

AD: Grazie della tua disponibilità ti auguro tutto il meglio!