CONDIVIDI

RUMATERA

La Grande V

Boogie Records/ CD Baby

 

Se volete passare alcuni minuti di cazzeggio puro ascoltateli, i RUMATERA, venexian con la faccia come il culo, che, sfruttando il fatto di essere bellini, simpatici, paraculati (lanciati dal Trio Medusa su Radio Deejay) nonché, artisticamente parlando, bravi maestri della campionatura, a un anno di distanza dall’uscita del loro album “71 GRADI”, si buttano di nuovo sul mercato con questa chicca: LA GRANDE V, che dalle prime battute si capisce subito essere la regione Veneto, la loro regione. I tosi de campagna Rumatera più una serie di guest stars note nel panorama televisivo e radiofonico italiano (ma non solo) per la simpatia e professionalità, quali Il Trio Medusa appunto, Gianni Drudi (quello che spopolò con “Fiky Fiky” per capirci), i Chuma Chums, e la band punk rock Cattive Abitudini, colpiscono nel segno, si fa per dire, ossia raggiungono il loro obiettivo. Era dai tempi dei Pitura Freska, che mio cugino mi propinava anche per quattro o cinque ore di fila, che non mi imbattevo in canzoni in dialetto veneto, al limite ascolto le songs in dialetto bresciano del mitico Charlie & The Cats o quelle meridionali dei Sud Sound System o dei 99 Posse, solo per fare alcuni nomi, ma questi sono icone di stile e di suono. Il paragone non lo si può fare, di sicuro. Qui l’intenzione è quella di fare un rock n’ roll demenziale, semplice e goliardico, ma si sa che è una strada tortuosa e piena di curve, e come Freak Anthony e i suoi Skiantos non c’è ancora nessuno (non vorrei parlare degli Elii, perché lì siamo su un altro pianeta che non c’entra). Il loro sito è in tre lingue, l’inglese (internazionale), l’italiano (nazionale) e il venexian (razzista – n.d.r.). Per chi volesse conoscerli meglio è consigliato farci un giretto e leggere la loro simpatica biografia. Le cinque tracce di questo EP sono tutte sul filone stupidino, orecchiabili e canticchiabili, vantano le collaborazioni sopraccitate e a parte “Sol bareoto del Mas-cio”, già contenuta nell’album “71 Gradi”, le altre sono nuove e saranno la colonna sonora estiva dei veneti di sicuro, degli altri italiani non si sa. Una cosa è certa, ed è che Bullo, Gosso, Sciukka e Rocky Gio si divertono un casino, e per questo spaccano, perché niente altro conta e vale di più. E tutto questo è hip.

 

Tracklist:

La grande V

Tosi come mi

Vergognosa

Mi piace la foca

Sol bareoto del Mas-cio

Link: www.rumatera.com

 

 

Recensione di Margherita Simonetti

DUBBY DUB

Rock ‘n Roll Head

ALKA Record Label

 

I Dubby Dub sono un progetto musicale che vede la sua origine nell’ormai lontano 2001 dai fratelli Mauro e Andrea Pulga. Un progetto accantonato per diversi anni, giusto il tempo di permettere ai due fratelli di assorbire tanta esperienza con gruppi alternativi in cui si sono immersi a 360°. Soprattutto è da ricordare la loro esperienza importante con gli H-Strychnine, band tipicamente Hardcore, che gli ha fruttato una buona popolarità locale e la pubblicazione di due album. A questo progetto va poi aggiunto il contributo fondamentale di Enrico Negri, noto musicista locale (si sta parlando del ferrarese) nonché cantante dei Noise e batterista dei Charlest One. Nel 2010 il trio decide di rispolverare dall’armadio questo lontano e giovane progetto e, trovato l’accordo con la ALKA Record Label, arrivano alla pubblicazione del loro album di debutto “Rock ‘n Roll Head”. Un titolo che promette fuochi e fiamme e in effetti l’album è qualcosa di incendiario. Innanzi tutto niente basso ma batteria e chitarre. Il risultato che ne scaturisce è un Groove che li proietta verso orizzonti che toccano i The Hives uniti al più classico stoner dei Queen of The Stone Age e, se vogliamo, anche a quel rock a tratti Vintage di band minori come i Flaming Sideburns o i Baby Woodrose. Il risultato è un mixer di energia e potenza. Suoni cupi, sporchi e cattivi che entusiasmano l’ascoltatore fino al midollo. Si parte con la travolgente “Do It o Let me Go”, per passare subito forse al pezzo meglio riuscito del disco, ovvero “The Head” dove è racchiusa tutta l’essenza degli anni 90: con idee sonore che spaziano dall’alternative, fino allo Stoner e alla malinconia del Grunge. Con “Sorrysmile” si torna al più irriverente rock ‘n roll in stile Tokyo Dragon. Ottima anche la seguente “Revolt Party” con un travolgente riff di chitarra e la voce graffiante e arrabbiata di Mauro a dettare le regole; sicuramente può essere un potenziale secondo singolo. Questo energico mix di Stoner e Rock è racchiuso tutto in “Coming Didaster 6” mentre è ottima la semi ballad “I’m OK” che spiazza ed entusiasma per lo stile Grunge da renderlo un brano dalla sicura presa emotiva: ottimi gli arrangiamenti alle sei corde e la cura del testo. Ancora puro Stoner alla Queen Of the Stone Age per le successive “Won’t you say Yourself”, “The Hand” e “Think’ about your Health” anche se quest’ultima dalla potenza presenta tracce di Metal nel Groove con riff di chitarre veramente esplosivi e potenti. Infine ancora tanta rabbia nella conclusiva “It’s so Easy” con Mauro che sputa fuori tutta la sua energia con la voce e le chitarre a dettare un tempo ossessivo ed incalzante.

 

Pubblicato da Shinseiki e da Alka Record Label, distribuito dalla stessa Alka record, “Rock ‘n roll Head” è disponibile dal 26 Marzo e sancisce un grande e convincente debutto dei rispolverati Dubby Dub che, data la grande esperienza dei ferraresi Mauro e Andrea Pulga e del plurimusicista Enrico Negri, dà grande spessore a questo lavoro che rispolvera delle sonorità di cui si erano perse un po’ le tracce negli ultimi anni e creando un amalgama di stili sicuramente unica nel suo genere. Qua la qualità viene premiata a 360°. Grande debutto, non c’è che dire. Per tutti gli amanti dello Stoner vecchia maniera e del post Grunge per far capire che la musica ha sempre qualcosa di nuovo da insegnare.

Recensione di SimoSuicide