CONDIVIDI

WHITESNAKE

Live At Donington 1990 Dvd

Frontiers Records - 2011

 

Cercherò di essere il più obiettivo possibile. Da grande fan degli Whitesnake non è un lavoro facile. L’incarnazione degli Whitesnake del 1990 rappresenta tutto il modo di essere e di atteggiarsi in quel periodo, dall’ acconciatura di David Coverdale, ai virtuosismi chitarristici di Steve Vai. Questo Dvd fotografa alla perfezione la tipica immagine della rock star tra la fine degli anni 80 e l’inizio degli anni 90. Tralasciando il contenuto musicale, già esaurientemente descritto nella recensione del doppio cd dal mio collega Andrea, ci addentriamo nelle immagini che il dischetto ci regala. Il filmato del concerto è quello filmato all’epoca dalla BBC, la ri masterizzazione purtroppo non ha elevato di molto la qualità delle immagini. In effetti le inquadrature sono spesso fuori fuoco e poco definite, ma comunque catturano alla perfezione le splendida prestazione della band e danno quel tocco di retrò che non penalizza affatto il dvd. In realtà le riprese multiple effettuate in modo professionale sopperiscono in gran parte alla poca definizione del filmato. Il modo animalesco di occupare il palco da parte di Rudy Sarzo, i funambolismi di Steve Vai e Adrian Vandenberg alle chitarre, il drumming selvaggio di Tommy Aldridge e le pose da rock star di David Coverdale, sono quanto di più bello ed emozionante un fan possa chiedere. L’audio poi è una perla assoluta. Il remix del suono è fantastico, la possibilità di ascoltarlo in dolby 5.1 fa sembrare di essere lì tra il pubblico. Tra le riprese più emozionanti citerei sicuramente gli assolo di Vandenberg e Vai (splendido quando alla fine di “The Audience Is Listening” la chitarra vola in cielo attaccata ad un cavo), l’assolo di batteria di Aldridge (spettacolare quando lascia le bacchette per cimentarsi solo con le mani) e la chitarra a 3 manici a forma di cuore di Steve. Unico neo la non perfetta forma di Coverdale, che ogni tanto fatica a cantare, soprattutto dopo gli acuti paurosi tanto in voga all’epoca. In definitiva una prova maiuscola di tutta la band, che ci regala uno spaccato incredibile ed emozionante di quel fantastico periodo. Oltre al concerto è presente anche un breve documentario intitolato “ The Making Of Slip Of The Tongue” che ripercorre i lavori di preparazione del disco, miscelando sapientemente foto e filmati dell’epoca, il tutto supportato dal commento odierno di David. Questo filmato per i fan di lunga data rappresenta un succulento piatto da gustarsi fino all’ultima briciola. Si parte con la fase di composizione delle canzoni da parte di David e Adrian, proseguendo poi con la pre-produzione, le registrazioni, la realizzazione dei video e si conclude con l’ultimo show della band al Budokan di Tokio. A concludere il tutto una bella galleria fotografica che immortala le scene salienti del live. In definitiva un dvd voluto ardentemente dai fan del Serpente Bianco e costruito appositamente per i fan. Consiglio vivamente l’acquisto della versione digipack, che contiene il doppio cd e il dvd. I casi sono due: o andate a vederli al Gods Of Metal oppure comprate e guardate attentamente questo dvd. In ogni caso Up The Snakes!!!

 

Recensito da Fabrizio Tasso

REECE-KRONLUND

Solid

Aor Heaven/Frontiers Records - 2011

 

Solid nasce dalla collaborazione tra il cantante David Reece (Accept, Bangalore Choir) e il produttore/chitarrista Martin Kronlund (Dogface, Gypsy Rose). I due ragazzi si conoscono dal tempo in cui fu dato alla luce l’album “Another World” dei Gipsy Rose, datato 2008. Chiuso il precedente progetto decidono di riprovarci con questo nuova band e “Solid” è il risultato. E che risultato! Già dalla prima canzone (“My Angel Wears White”) si capisce subito il genere proposto, un Aor molto potente che a tratti sconfina nel metal melodico. In più il cd è impreziosito da varie collaborazioni con personaggi di spicco della scena melodica internazionale come Tommy Denander, Andy Susemihl, Brynn Arems e Rikard Quist. Le canzoni hanno una struttura molto semplice, ma sono dotate di refrain veramente azzeccati. Le linee melodiche scritte da Kronlund hanno il potere di rimanere ben impresse nella mente di chi ascolta, in più anche dopo ripetuti ascolti non stancano. L’apice del cd si raggiunge con “Could This Be Madness”, con il suo incedere blues, con “Animals And Cannibals”, metal song dal ritmo trascinante e con “Paint The Mirror Black”, che strizza l’occhio agli Whitesnake. Reece è dotato di una voce molto potente che all’occorrenza sa diventare molto melodica, basta ascoltarlo in pezzi come “I Remember You” (power ballad interpretata con grande trasporto dal singer statunitense) oppure “The Dead Shall Walk The Earth” (cavalcata in stile Iron Maiden con tanto di assoli incrociati e basso martellante), per capire la grande versatilità della sua ugola. Altri grandi pregi del cd sono la produzione assolutamente perfetta e la tecnica dei musicisti coinvolti (specialmente Hans in’t Zandt dietro le pelli compie un lavoro egregio). Non so se il progetto avrà un futuro, o rimarrà una perla a se, ma questo cd ha il grande pregio di riuscire a stregare l’ascoltatore già al primo ascolto. Se siete amanti delle sonorità melodiche e non disdegnate qualche sconfinamento nel metal, “Solid” è il cd che stavate cercando.

 

Recensito da Fabrizio Tasso