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CREED

Full Circle

Wind-Up Records

 

Era il 4 giugno 2004, quando viene annunciato lo scioglimento dei Creed che, con i 3 album realizzati "My Own Prison", "Human Clay" e "Weathered" riuscirono a riscuotere uno straordinario successo. La band  si formò nel 1995 grazie all'incontro tra il cantante Scott Stapp e il chitarrista/bassista Mark Tremonti. Dopo questa decisione Mark Tremonti, Scott Phillips e Brian Marshall danno vita agli Alter Bridge che vede dietro al microfono il cantante Myles Kennedy (ex Mayfield Four). Nell’Aprile 2009 è annunciata a sorpresa la reunion dei Creed (Scott Stapp - voce, Mark Tremonti - chitarra, cori e bassista in studio, Brian Marshall - basso, Scott Phillips - batteria) e la realizzazione di un nuovo album di inediti "Full Circle". Uscito ad Ottobre 2009 questo nuovo lavoro è stato anticipato ad Agosto dal singolo "Overcome", vera e propria perla del disco dal bellissimo groove: una miscela di energia dal forte impatto sonoro mescola strofe melodiche. Nei quasi 51 minuti che compongono questo disco ci si accorge dei tanti episodi interessanti come l’ottimo lavoro eseguito da Mark Tremonti e Scott Stapp. Se qualcuno pensa di ritrovarsi nel proprio stereo un disco clone degli Alter Bridge si sbaglia alla grande. Dalle note di questo "Full Circle" si avvertono molte cose. Si avverte un sound compatto (post-grunge/hard rock)  con musicisti che si conoscono a memoria, si avverte la consapevolezza di una ricerca musicale dotata di nuovi stimoli che si pone ora come legittimo sviluppo artistico rispetto a qualche anno; e subito colpisce per la maturità. Di sicuro il gruppo di Tremonti è riuscito a partorire un lavoro dal sound caratteristico e trascinante, un rock muscolare ed energetico con un ottimo dosaggio di melodia. Dodici  canzoni davvero godibili per tramite delle ottime "Overcome", la title track, "Bread of Shame", "Good Fight", la spettacolare "A Thousand Faces", la rock ballad nonché secondo singolo "Rain", "Away in Silence" e "Time". Dischi come questo dimostrano come conquistare alla grande l’ascoltatore. Sito web: www.creed.com

 

 

Review by AngelDevil

LUCKY BASTARDZ

Hated For who we Are

Swedmetal Records

  

Debut album per i Lucky Bastardz, band con base operativa ad Alessandria che prende vita da Paco (guitar), Geppo (vocals), Mark (drums) e Evan L.A. (bass). Un gruppo di belle speranze e tanta grinta che, già dal nome fanno capire come può suonare questo "Hated For who we Are". Composto da 13 tracce tirate e dirette che si susseguono e si incastrano perfettamente attingendo alla vecchia scuola con il più cattivo e ruvido hard rock stile Motörhead in primis e Nashville Pussy. Un rock quindi sfrontato ed energico senza troppi orpelli a colorare i lati più viziosi della natura umana. Con l'attitudine grezza tipica delle band sopraccitate, i nostri “sparano” riff assassini e ruggenti creando il groove necessario per la sezione ritmica-assolutamente dirompente- e la voce sporca e ruvida sempre in primo piano. Tra le tante tracce risultano ben equilibrate "Devil Cum", "Im A Rocker - Dont Blame Me", "Rotten Pussy", la ballad "At What Time Does My Breath Stop" e la cattivissima "Reborn Again". Questo "Hated For Who We Are" uscito per la svedese Swedmetal Records, non brilla certo di originalità, ma è un disco senza ombra di dubbio valido e ben suonato. Quindi se amate il rock sanguigno e grezzo, questo album fa al caso vostro. Visitate la pagina myspace dei Lucky Bastardz www.myspace.com/theluckybastardz


Review by AngelDevil

HEAVY HOUSE

Cigarette Break

Autoprodotto

 

Debutto in perfetto stile post-grunge per i giovani milanesi Heavy House che ci offrono un lavoro spensierato e dinamico, che punta tutto su una fruibilità immediata. Band che ho scoperto grazie al tipico passa parola e in questo grazie ai proprietari del BluesHouse Club di Milano. Le otto tracce dalle liriche semplici ma compatte, incollate con coraggio su sfondi sonori graffianti che, compongono "Cigarette Break" sono una piacevole sintesi di influenze alla Nickelback, Alter Bridge e Creed. Nulla di trascendentale, ma al contempo prodotto e 'confezionato' molto bene. Complessivamente parlando, è una tendenza nei vari brani a ricorrere quasi sempre alla stessa struttura, anche se c’è un qualcosa in più e valido in "Try Again" "I Got You" "Hurricane" che si riesce ad afferrare solo dopo diversi ascolti. La voce di Davide Garra ben si presta al genere e si fonde con calore graffiante all'aggressività strumentale. Insomma, siamo di fronte al modo più intelligente che si possa adottare per far sì che si possa suonare rock nel nuovo millennio. Direi che questo "Cigarette Break" rappresenta il biglietto per un viaggio, vedremo dove arriveranno gli Heavy House. Per maggiori info visitate la loro pagina myspace www.myspace.com/heavyhouse

 

Review by AngelDevil

TOP ALBUM MADE IN ITALY "Abracadabra" - dicembre '09

 

THE FIRE

Abracadabra

Valery Records

 

Ed eccoli che tornano i The Fire a tre anni di distanza da "Loverdrive" pronti di nuovo a dare del tu al rock con "Abracadabra", il nuovo album che brucia e incanta. Disponibile nei negozi il prossimo 11 Dicembre tramite Valery Records contiene 12 brani più 2 bonus tracks "Emily" e la cover "Small Town Boy", spettacolari hit già presenti nell’album precedente. Splendidamen­te bilanciate le canzoni si susseguono con fluidità e senza cedimenti, grazie ad un groove che farebbe muovere chiunque. Un album che suona FIRE: sonorità cariche di atmosfere; quel giusto mix tra old time -rock’n’roll che si amalgama all’hot rock attuale- trascinante e corposo, un pizzico di honky tonk, swing e boogie che danno all'insieme una stupefacente carica d'impatto che riportano sugli scudi una delle più belle realtà della musica rock italiana. Dopo "Never" un breve intro lasciamoci quindi trasportare dall'onda eccitante e dannatamente coinvolgente di "Abracadabra", la hit dell’album ad altissimo tasso di godibilità nonché primo singolo estratto dal refrain irresistibile e dal riff accattivante che incolla le orecchie allo stereo. Una canzone trascinante che fa la gioia di qualsiasi DJ e del suo pubblico; ti invoglia a ballare e che da sola giustifica l’acquisto del CD. Difficile fare un track by track perchè le canzoni che compongono questo lavoro sono tante piccole pepite di valore che riaccendono doppia luce sul variegato approccio alla musica cui la band ha impostato il suo stile. Voce gestita con grande personalità da parte di Olly, e ottimo lavoro di squadra quello di Lou (guitar), Alecs (drums), Pelo (bass) e Phil (guitar) che dimostrano di saperci fare. I brani hanno linee pulite e sono diligentemente eseguiti perchè ci mettono grinta e passione per suonare la loro musica. Un album adatto a compiacere i palati più diversi, pur accomunati dal gusto del buon rock. Sono davvero tanti gli episodi che lasciano a bocca aperta come la gradevolissima ballata "Sweet Enemy", dolcemente interpretata da Olly che riesce a convincere ed a crescere ascolto dopo ascolto. La magia non finisce, continua per esplodere nei ritmi rockeggianti di "Wasted", "Bohemian Burlesque", "Scars", "Yvonne", "My Fenestration" e "Walk!". E ancora la rombante "Lady Motorcycle" che evidenzia grinta e inventiva: il timbro della voce e chitarra si intendono perfettamente, personalizzando il risultato, dando all'insieme, una stupefacente carica d'impatto con una ventata di fresco e nuovo. Una nota di merito va alla grandiosa interpretazione per la cover di "New York New York" brano storico di Liza Minnelli che rileva le abilità vocali di Olly; è ispirata come non mai nella sua sensualità e corposità.. grandioso. La fruibilità e l'incisione di "Abracadabra" è ottima e pulita per superare l'esame dell'era digitale. Un disco generoso d’emozioni, ricco di idee, caldo, passionale, grintoso e fottutamente Rock’n’Fire. Vi assicuro che il tasto play del vostro stereo sarà pigiato più volte, perché queste canzoni si lasciano amare da subito. Da avere assolutamente! Link web della band: www.thefiremusic.com - www.myspace.com/thefirerock

 

Review by AngelDevil

BACKYARD BABIES

Them XX

Billion Dollar/Audioglobe

 

Questo è proprio un gran bel regalo di Natale per tutti i fan dei Backyard Babies! Esce infatti il 7 dicembre per la Billion Dollar,  “Them XX”, vera e propria “Summa” della carriera del quartetto svedese che ha toccato quota 20 anni. Un lavoro mastodontico della bellezza di quattro CD: il primo contenente i maggiori successi dei loro 12 studio album; due cd arricchiti di B-Sides e remix e un DVD contenente “Jetlag the Movie”, un documentario della band praticamente introvabile, più alcuni i video clip dei loro singoli. Inoltre, come se non bastasse, il cofanetto contiene un Book di oltre 120 foto inedite della band dai loro esordi ad oggi. Si può solo rimanere estasiati di fronte ad una cosa del genere, anche se non si è proprio dei fan sfegatati della band, ma i Backyard Babies insieme ad altri gruppi come Hellacopters e Hardcore Superstar, rappresentano un'istituzione della terra patria svedese che da anni ormai è diventata una delle madri del rock 'n roll del nuovo millennio, sfornando in continuazione gruppi interessanti e di talento. Ancora oggi Nicke Borg, Dragen (co-fondatore tra le altre cose degli Hellacopters), Johan Blomqvist e Peder Carlsson, continuano a portare in giro per il mondo il loro Glam punk tinto di rock 'n roll e hardrock con l'entusiasmo degli esordi, dimostrando dal vivo una grinta coinvolgente come potrete vedere nel documentario “Jetlag”.
Parlare della raccolta di successi è scontato, mentre per quanto riguarda il materiale inedito contenuto negli altri 2 cd c'è da dire che si trovano cose molto interessanti e di qualità, con canzoni, sì immutate del marchio Backyard Babies, ma molto trascinanti e che potrebbero benissimo essere delle potenziali Hits di eventuali dischi inediti futuri. In alcune song si sente la rozzezza e l'attitudine più punk dei loro esordi, come in “Taxi Driver”, “Lies” e la divertentissima “Mummys Little Monster”. Una chicca è invece “Rocker”, con la partecipazione di Michael Monroe dei leggendari Hanoi Rocks: un brano molto potente con spruzzi di Rock sudista che fa subito venir voglia di scuotere la testa e di muovere le chiappe. Lo stesso dicasi per “Gotta Go!”, “Can't find the door” e “P.O.P”; brani anch'essi trascinanti e veloci. Per quanto riguarda il secondo disco di B-Sides, si sente una leggera differenza nello stile, a dimostrazione della svolta leggermente più commerciale che il quartetto svedese ha preso negli ultimi tempi, ma in ogni caso si tratta di brani cazzuti e pieni di energia che non fanno perdere lo smalto al loro stile Glam punk. Ottima e toccante poi la piano version di “Saved By the bell” con la partecipazione di Dizzy Reed dei Guns 'n Roses che offre il suo ottimo contributo alle tastiere. Spiazzanti, invece, la versioni Hip Hop di “Babylon” e “Minus Celsius” che ricordano vagamente lo stile dei Good Charlotte ultima maniera. Si può rimanere sorpresi da questa cosa ma è bene ricordare che il chitarrista Dregen ha collaborato con diversi artisti Hip Hop, (tra cui il noto rapper svedese Timbuktu) nel corso della sua carriera e quindi non c'è da meravigliarsi poi molto.
Il DVD infine è una vera e propria chicca dove vengono svelati diverse particolarità e aneddoti interessanti della band ma non voglio anticipare niente per non rovinarvi la visione del documentario. Il DVD, inoltre, contiene un ulteriore interessante filmato di 20 minuti, più, come detto prima, alcuni video promozionali della band. In definitiva i Backyard Babies hanno fatto quello che qualsiasi band, dopo anni di successi e una carriera ventennale, dovrebbe fare: regalare al pubblico la propria “essenza” in un unico, mastodontico prodotto per la gioia di tutti i fan ma anche di tutti quelli che amano il rock. Unica pecca forse è il prezzo, che, dato lo spessore del cofanetto, non sarà certo alla portata di tutti e con i tempi che corrono onestamente non è una cosa da poco. Comunque rimane pur sempre un lavoro da non perdere e da avere assolutamente!Visitate il loro sito: www.backyardbabies.com


Review by SimoSuicide

PANKOW

Wodka, Erdbeeren und Weitere Katastrophen

Iptarro

 

Tornano i  i Pankow, la storica band di Maurizio FM Fasolo formata nel 1981; una delle prime dedite all’ electtro/industrial in Italia. Un ritorno a livello discografico con la ripubblicazione di "Wodka, Erdbeeren und Weitere Katastrophen" in versione digitale. Una raccolta di b-side, rarità e inediti (contiene anche il singolo mai pubblicato "Lili Marlene", mixato da Roli Mosimann) uscita sotto Iptarro nel 1997. Un'esplosione di Industrial/EBM ipnotico da ripercorrere nelle 18 tracce ("Wait & Search", "Das Wodkachaos", "English Waitresses", "God's Deneuve", "Strawberry Sperm", "Pickel", "An Den Himmel", "Kyrie", "Have A Nice Day", "Love Is The Biggest Pig", "Freiheit", "Stalin", "I Don't Want To Be Nice #1", "Trumpet", "Eine Minute Zerstörung", "Wellend", "Love Is An Animal", "Lili Marleen"), nell'idea e nei suoni che guidano lo spazio sonoro coperto da un impulso elettrico ed energicamente sperimentale. Dettagli sonori da comprendere nella bellezza di alcuni effetti che frantumano l'apparente staticità di una musica che saprà conquistare gli amanti del genere in questione. www.myspace.com/pankow_

 

Review by AngelDevil

30 SECOND TO MARS

This Is War

EMI Records

 

"This Is War" è la nuova opera discografica tanto attesa degli americani 30 Seconds to Mars, gruppo nato nel 1998 a Los Angeles, dal cantante e attore Jared Leto ( Fight Club, La Sottile Linea Rossa, American Psycho), e dal fratello Shannon Leto. A 4 anni da "A Beautiful Lie" questo nuovo album, esce anche dopo le varie battaglie ed in primis quella legale con la EMI. Una particolarità di questo nuovo lavoro è che è stato pubblicato con 2000 copertine diverse in tutto il mondo. Ciascuna copertina raffigura il primo piano di un fan, scelto attraverso un contest sul sito dei 30 Seconds To Mars. Con la produzione di Flood (U2, Depeche Mode, Nine Inch Nails), e Steve Lillywhite (The Rolling Stones, U2) e la partecipazione "virtuale" dell'Echelon (il fan club ufficiale) di tutto il mondo, si distingue, dai lavori precedenti, per la cura e la dedizione con cui si sono dedicati. Le voci-suoni-rumori-ritmi che, grazie ad una qualità d'incisione eccellente, vengono colti in ogni minimo particolare mostrando la loro funzionalità. In tutto questo si innesta l'inconfondibile voce di Jared che arricchisce le trame offrendo su disco degli splendidi acuti e dolci sussurri. Un disco d’atmosfera e di un rock dalle mille sfumature che arriva a seguito di un buon bagaglio di esperienze. Questo lavoro dimostra come un gruppo possa evolversi senza perdere di credibilità. Fra le varie composizioni emergono particolarmente la maestosa "This Is War", un vero esercito di sonorità e potenza vocale; il singolo "Kings and Queens", "Hurricane" che vede la partecipazione di Kanye West e ancora la spettacolare elettro-rock "Closer to the Edge". Nota di merito anche per l’idea di utilizzare migliaia di voci di fan che sono state campionate per poi inciderle nei cori di "Closer to the Edge" "Kings and Queens", "Vox Populi" e "Search and Destroy". Tra i pezzi suggestivi (e sono davvero tanti…vedi le precedenti) presenti in questo nuovo album, segnalo "Alibi", "100 suns" e "Stranger in a Strange Land" che, con leggerezza entrano quasi in punta di “piedi” nella stanza dell’anima per poi esplodere nella testa e nel cuore. Due ore di musica universale non decodificabile con un semplice rock alternative ma musica che ti entra e ti fa sobbalzare. "This Is War" merita l’acquisto! Website www.thirtysecondstomars.com


Review by AngelDevil

BLACKWOOD CREEK

Blackwood Creek

Frontiers Records

 

Quante volte a scuola da bambini, parlando con i propri amichetti d'infanzia, si è fantasticato su quello che avremmo fatto da grandi? Chi voleva diventare un calciatore, chi un veterinario, chi un attore; o forse più semplicemente una rockstar o un musicista affermato. Poi la vita riserva molte sorprese e spesso i sogni d'infanzia si infrangono a dispetto delle difficoltà che la vita ci mette davanti. Già me li immagino Kip Winger con suo fratello Nate insieme a Peter Fletcher, a discutere a scuola, magari durante l'ora di ricreazione, su una band da formare insieme e darli anche un nome: Blackwood Creek. Poi, come detto, la scuola finisce e ognuno prende la propria strada, riuscendo, per quanto riguarda questo trio, ad avere successo e a realizzare i propri sogni di musicisti affermati. Poi succede che questi tre rocker si ritrovino nel 2007 e decidano di rispolverare quel vecchio sogno rock 'n roll che avevano da bambini.  Così, tra una Jam e l'altra esce finalmente il 4 dicembre per la Frontiers Record questo vecchio progetto chiamato “Blackwood Creek”. I membri di questa band hanno bisogno di ben poche presentazioni: Nate Winger alla batteria e voce; Kip Winger al basso, tastiere e voce e per finire Peter Fletcher alla chitarra e voce. Il risultato di questo lavoro è una miscela di alcune di quelle componenti che fanno amare la musica: passione, entusiasmo, adrenalina, grinta e tanta voglia di divertirsi. Sarebbe scontato fare dei riferimenti ai leggendari Winger in quanto ogni nota di questo disco non è altro che l'essenza dell'Hard rock più elementare, con ben pochi virtuosismi o melodie ricercate. E' un suono diretto e grintoso, con pochi accordi, che ti prende dall'inizio alla fine. Si comincia a spingere sull'acceleratore già con la prima song “Out in Outer Space” che sprigiona tanta energia con Nate che picchia sulle pelli con un ritmo quasi punk e un riff di chitarra adrenalinico e all'apparenza semplice, che unito però a tutta la struttura della canzone, la rende un pezzo cazzuto che fa subito muovere la testa. E' così per quasi tutto il proseguo del disco. Una tregua ce la dà la quinta traccia: “After Your Heart” dove lo strimpellamento della chitarra acustica e lo stile ricorda vagamente Eddie Vedden per poi scendere in ogni caso nel più classico suono Hardrock. Stupenda, a seguire, “Albatross”: una semi-ballad con un ritrnello molto coinvolgente che viene voglia di cantarlo a squarciagola fuori dal finestrino della propria auto, con un a-solo impeccabile di Peter alla chitarra. Una canzone molto intensa di facile presa e potenziale Hits. Con “Jimmy and Giorgia” e “Rack of Greed” si torna su toni ben più Hard con ritmi che si rifanno ai primi amori musicali dei tre ragazzi, con echi alla Led Zeppelin, soprattutto  in “Rack of Greed” in cui le lancette dell'acceleratore scorrono a tutta velocità dove la sintonia tra i tre musicisti e la grinta che riescono a trasmettere è incommensurabile. Lo stesso dicasi per le seguenti e cattivissime “Love Inspector” e “Joy Ride”. Il disco si chiude infine con “Wooden Shoe”: brano ben più AOR dove si sente soprattutto il buon contributo di Kip Winger alle tastiere. Anche questa una ballata molto coinvolgente e un a-solo toccante di Peter Fletcher, e dove le tre voci simultanee danno alla song un intensità da pelle d'oca. Un ottima chiusura dopo tanta adrenalina sprigionata lungo tutto l'ascolto del disco. Un grande e onesto lavoro questo “Blackwood Creek” che dimostra il grande amore di questi tre artisti nei confronti del rock 'n roll e della loro consolidata amicizia,  dove sono le emozioni ed il suono diretto e deciso a farla da padrone. Un disco carico di energia che mentre lo si ascolta non si può far altro che apprezzarlo ed essere avvolti da un onda carica di divertimento e spensieratezza. Stra consigliato!

Review by SimoSuicide

THREE DAYS GRACE

Life Starts Now

Jive

 

Davvero valido questo nuovo lavoro dei Three Days Grace, band canadese formata da Adam Gontier – voce e chitarra, Barry Stock – chitarra, Brad Walst – basso e Neil Sanderson – batteria. Il suono rock- post grunge pervade ogni singolo minuto delle 12 tracce di questo "Life Starts Now"; uscito a settembre 2009 è uno degli album canadesi più venduti debuttando alla terza posizione nella classifica Billboard 200. E' un disco molto più intimo e profondo rispetto ai lavori precedenti che ti prende di più ogni volta che lo ascolti. La forza magnetica tra “rabbia” e aggressività, in più di un'occasione, e cambi su accostamenti soft/loud delle melodie, facendo perno sulla voce, sempre molto varia, riuscendo ad adattarsi a pezzi lenti che crescono via via sempre più corposi, arricchendosi di venature più pesanti sono la conferma della qualità complessiva del prodotto. Brani dalla struttura immediata e diretta, increspati da arrangiamenti molto puliti dalle scie infuocate di un bolide che viaggia sempre e in ogni modo a tempo di rock. La corposa "Bitter Taste", la trascinante "Break", il primo singolo estratto dall'album, "The Good Life" con ritornelli corali pronti a scatenare il delirio; le parole e le melodie emozionanti di "Last to Know" e "No More" sono tutti episodi stupefacenti di come i nostri sono in grado di amalgamarle le une con le altre, regalandoci, in più di un'occasione, pezzi grandiosi e emozioni che ammaliano sin dall'inizio. Un album “cazzuto” che evidenzia le capacità di cantante di Adam Gontier. Un album che merita l’acquisto! Official Myspace

www.myspace.com/threedaysgrace

 

Review by AngelDevil