CONDIVIDI

UROSS

Lo Squilibrista

Wavehead/Olivia Records

 

Dalla Puglia si alza un grido: "Uross", con tanto di debut album arrivato dopo un percorso fatto di esperienze importanti da quando la band ha preso vita nel 2005 e che vede tanti live e la realizzazione di tre mini album autoprodotti: "Quasi x Caos" (2005), "Fatto In Casa (2006) e "Soliloquio d'Estate (2009) e adesso si aprono le porte al full lenght "Lo Squilibrista" rivestito di un rock autorale tra canzoni ricche di energia, ironia e rabbia omaggiate da Uross (voce, chitarra, banjo, glockenspiel), Fashion (basso), Andrea B. (pianoforte, tastiere) e FredFallo (batteria), quartetto accompagnato dai due special guests Andrea Acquaviva alle chitarre e Giorgio Distante alla tromba. Una delle dieci tracce del cd che più mi ha colpito è "Sciarraball" quanto meno per 'interpretazione in dialetto, rock song vernacolare finalista di Io Racconto e concernente il premio per i migliori testi presieduto da Mogol, ma anche le altre nove lasciano segnali significativi come l'opener "Amaro" e la successiva "L'urlo", riflessive e dal forte tocco d'autore. La capacità del quartetto pugliese è quella di riuscire a trasmettere un sound particolare e ben suonato ricordando anche i grandi autori del passato come nella tracce Psychoman" e "La Canzone Di Natala (anche quando Natale non è) nelle quali riecheggia l'indimenticato Ivan Graziani. "Godot" assomiglia a una canzone di strada (e forse il titolo non è a caso), pirotecnica, goliardica e arricchita dalla tromba di Distante, capace di attrarre e far danzare un folto pubblico come la successiva "Ormai Andato" di atmosfera quasi teatrale. "Un Tipo Chiamato Destino" è una ballad in swing style e, almeno a titolo personale, non sfigurerebbe affatto nella colonna sonora dei film d'epoca, mentre "Avevo Uno Snake" ha quella spensieratezza tale da poter fare da

sottofondo ai piccoli teatri per bambini e non è assolutamente poco. A tutto banjo con la conclusiva "L'eternauta" e qui permettetemi l'accostamento a un altro grandissimo autore (anche per come Uros la interpreta con la sua tonalità molto espressiva), niente popò di meno che il primo "Blasco"! E con questa super chicca si chiude "Lo Squilibrista" e con tanto di cappello agli Uros, ma prima di chiudere anche la review vi omaggio di una curiosità legata al nome della band di Monopoli: deriva da "rosso" e che in dialetto pugliese stà per "u ross". Link: www.uross.com

 

Recensione di Francesco Cacciatore

THE Ex KGB

First Putin

Prosdocimi Records

 

21 minuti di sano e divertente punk/funk/rock ottimamente miscelato dai funambolici The Ex KGB, tre giovani veneti che si divertono e divertono con leggerezza e ironia, ma allo stesso tempo con grande intelligenza e senza perdersi in virtuosismi inutili riuscendo a fare degli strumenti un vero e proprio teatro della semplicità; la chitarra di Mike 3d (voce solista), il basso e il chapman stick di Emanuele Cirani (seconda voce), e le percussioni di Alberto Stocco sono le prime donne in scia musicale guidate con pregevolezza dall'energico trio per il loro debut album "First Putin", in uscita per la Prosdocimi Records, e che presenta un'amalgama di puro stampo americano veloce e brillante. 9 tracce per confermare quanto detto sopra a partire dall'intro "Ex Kgb", brevissima nei suoi 7 secondi per lasciare subito spazio alla funkeggiante "It Neve Stops" dove il dialogo basso/chitarra presenta una tecnica di tutto rispetto e non da meno la successiva "Dangerous Toys", che riecheggia in parte lo stile dei Red Hot Chili Peppers proseguendo una ritmica davvero niente male e un chorus da autentico pogo. A tutta velocità con "Pussy Galore", si il titolo è giusto e per un'altrettanto giusta song retrò di fine anni 70 mentre "Do You Want To Know" è un altro breve momento, ma dove c'è davvero tutto: ritmo saltellante, voce instabile e tosta e un riff di chitarra curioso, una traccia dal sapore simpaticamente psycho. Non male il ritmo arrembante di "A New Way" per un'altra pogo track e dove per l'occasione è il bass player Cirani a dettare il passo, mentre "Super Gas" omaggia un punk hardcore a ricordare fedelmente le prime band testimonial del genere. "I'm Moving" suona ancora uno stile Red Hot Chili Peppers per come la traccia è strutturata, ma trovo quanto meno doveroso sottolineare che il trio di terra padovana è assolutamente se stesso dando libero sfogo alla propria vena artistica e musicale e senza dimenticare una geniale ironia bissata con la conclusiva "Ex Kgb", che in pratica, chiude l'album come lo inizia. La musica è un autentico miracolo perché ogni genere che la descrive dura in eterno, e gli Ex KGB ne sono una piacevole e divertente conferma portando avanti un sound che si rinnova sempre e col sincero augurio che possano continuare un percorso iniziato davvero nel migliore dei modi. Link: www.myspace.com/theexkgb

 

Recensione di Francesco Cacciatore