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FLOGGING MOLLY

Speede Of Darkness

BorstalBeat - 2011

 

Tornano, finalmente, i Flogging Molly con un nuovo lavoro in studio. Era da "Float" del 2008 che i fans erano in trepidante attesa, ed a ogni intervista la domanda sull'uscita di un nuovo CD ricorreva sempre. Il singolo "Don't Shut 'em down" che anticipava "Speed Of Darkness" aveva spiazzato per sonorità non abituali in una loro canzone, bella, orecchiabile, senza dubbio, ma i fans più accaniti, compreso il mio consulente personale per questo genere di musica, ( Nico N.d.A. ) erano preoccupati per una possibile svolta musicale del gruppo. Tranquilli, a parte la song scelta come singolo il resto del contenuto ricalca i suoni cari ai nostri Losangelini di origine Irlanderse ( almeno in parte...). Dave King ci regala liriche mai scontate e in alcuni casi fotografia dei tempi difficili che il loro paese natio ed il mondo intero stà passando, su tutte "Revolution" che reputo una delle meglio riuscite. Il disco inizia con una bella Folk-Punk song "Speed Of Darkness" che fa tirare un sospiro di sollievo,  i Flogging Molly sono ancora  i Flogging Molly di sempre, non ci fanno mancare ballate di ottima fattura come "So Sail On" e "A Prayer Me In Silence" dove veniamo deliziati dalla dolce voce di Bridget Regan. Notevole sia come testo che come struggente musica "The Cradle Of Humankind", che metto sul podio più alto ( e qui mi fischieranno le orecchie...). Il resto del lavoro non deluderà i sostenitori del gruppo che aumentano di anno in anno portando i  i Flogging Molly ad essere, uno tra i migliori esempi del genere al mondo. Il disco è auto prodotto in collaborazione con Ryan Hewitt (ha lavorato con Alkaline Trio, Blink-182 e Johnny Cash) per l'etichetta Borstal Beat Records, creata dagli stessi Flogging Molly. Giudizio positivo arrivato dopo diversi ascolti, alla fine è questo che ci si aspettava ed è questo che è arrivato.

 

Luca Casella

ARCTIC MONKEYS

Suck It And See

Domino Records - 2011

 

Quando sentii per la prima volta "Good on the Dancefloor" fù un colpo di fulmine per questi ragazzini di Sheffield, bella canzone con quel sound British che mi piace, infatti il disco da cui era estratta vendette più di un milione di copie in soli 8 giorni. Anche il secondo lavoro non mi dispiaceva, il terzo meno, nonostante che tutti siano sempre arrivati al numero uno in UK, quindi vuol dire che i fans hanno apprezzato. I loro live anche nel nostro paese sono sempre Sold-out e questo significa che la direzione presa dalla band è azzeccata. Purtroppo per chi scrive l'apprezzamento per gli ARCTIC MONKEYS è scemato con questo quarto rilascio. Musica Indie di tutto rispetto con qualche intrusione Rock'n'Roll come in "Brick By Brick" e "Don't Sit Down 'cause I've Moved Your Chair", singolo accattivante che faceva ben sperare; il resto è abbastanza piatto e a volte palloso. Le songs sono orecchiabili, fin troppo, sicuramente allargheranno il loro pubblico aggiudicandosi anche chi preferisce sonorità Pop con poca Verve. "Piledriver Waltz" ce la potevano risparmiare come anche "Love Is A Laserquest". Mi spiace, questa recensione non piacerà a molti. Ma perchè perdersi in canzoncine Pop quando si ha le potenzialità per fare altro. Prodotto in collaborazione con James Ford per la Domino Records.

 

Luca Casella