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SLASH

Slash

Roadrunners Records


Finalmente, dopo mesi di spasmodica attesa, mi trovo a recensire l'omonimo lavoro solista di un mito assoluto per me; che mi ha fatto girare mezza Europa per poterlo vedere in concerto e che mi ha fatto spendere un capitale con le sue numerose collaborazioni e iniziative musicali.Tale mito, che un suo leggendario compagno defini' una volta dal palco del Ritz nel 1988 "mezzo uomo, mezza bestia" risponde al nome di Slash. Il leggendario chitarrista, icona assoluta vivente del Rock n'Roll e tributato anche in videogiochi di impressionante successo commerciale quali "Guitar Hero 3", e'sempre stato al servizio di bands o al servizio di numerosi artisti di ogni parte del globo,taluni famosissimi,taluni decisamente meno, che han richiesto un suo assolo per poter abbellire le loro composizioni e mai finora aveva trovato la voglia di cimentarsi in un lavoro solista. Tale voglia, gli venne per la prima volta svariati anni fa ma non si concretizzo' definitivamente ,prima della decisione di tornare a comporre musica insieme ai suoi ex compagni dei Guns N'Roses, Matt Sorum e Duff Mckagan e la successiva formazione di un gruppo musicale, con la ricerca spasmodica di un frontman all'altezza, poi trovato nel carismatico e controverso Scott Weiland, leggendario frontman degli Stone Temple Pilots e la conseguente formazione dei Velvet Revolver. Molti atteggiamenti nel corso della registrazione del secondo album dei Velvet Revolver "Libertad" e il successivo tour di promozione dell'album dove Scott si presentava puntualmente in notevole ritardo sul palco ed era ormai una spina nel fianco per la band, viaggiando sempre separato da loro e in camerini diversi, fecero prendere alla band la decisione di licenziarlo nel 2008 ,cosi' Slash decise che era tempo di dedicarsi a un progetto tutto suo, anche perché nel corso del tour o in studio precedentemente aveva composto numerosi riffs di chitarra, che non riteneva adatti alla voce di Scott.
Con la fondamentale e unica collaborazione della splendida e affiatatissima moglie Perla,innanzitutto recluta la sua band di studio vale a dire Josh Freese alla batteria,che ha una lista di collaborazioni infinita che va dai suoi Vandals fino a Sting,Nine Inch Nails,No Doubt,Chris Cornell e altri e Chris Chaney al basso,che ha collaborato coi Jane's Addiction . Le registrazioni dei vari demos avvengono nello studio di registrazione di Slash e poi Slash decide man mano in base alle composizioni proposte di alzare la cornetta del telefono e chiamare i vari cantanti, chiedendogli se vogliono suonare sul suo disco. La risposta è quasi sempre affermativa,vuoi per amicizia consolidata come Iggy Pop, Slash, Ozzy Osbourne e Fergie, sia per stima verso l'artista come ad esempio M-Shadows degli Avenged Sevenfold ,Andrew Stockdale dei Wolfmother e lo strepitoso cantante Myles Kennedy degli Alterbridge, scelto da Slash per il tour dal vivo che seguirà l'uscita di questo album e che lo porterà in tutto il mondo.
Il compito che mi accingo a fare,vale a dire la recensione musicale del lavoro del mio idolo musicale, è duro e stimolante allo stesso momento, in quanto magari c'era il rischio di rimanere delusi dalla proposta musicale presente nelle tracce che compongono questo lavoro prodotto da Slash insieme ad Eric Valentine(chi non si ricorda "Songs for the deaf" dei Queens of the stone age?), ma fortunatamente questo rischio si è sciolto come neve al sole dopo qualche ascolto del disco. Ebbene si',"Slash" non è un disco commerciale ne' semplicissimo al primo ascolto. Ci son sfumature che emergono,man mano che lo si ascoltano e che ti fanno capire che probabilmente questo disco rimarrà nella mente e nello stereo di parecchie persone per tanto tempo. Innanzitutto, Slash ha avuto l'immenso coraggio di non scimmiottare e ripetere quello che ha fatto con le sue bands vale a dire Guns N'Roses(su tutte), Velvet Revolver e Slash's Snakepit,ma ha composto canzoni,solo per il piacere di farlo, conquistando poi favori man mano che lo si ascolta. Questa, che segue è la mia recensione traccia per traccia:
-Ghost (con Ian Astbury dei The Cult alla voce e Izzy Stradlin ex chitarra ritmica dei Guns N'Roses): Slash decise di chiamare Ian Astbury per questo pezzo,dopo che non lo sentiva da anni e dopo il diniego dello stesso a diventare frontman dell'allora "The Project"con Duff e Matt anni fa.La risposta fu positiva e il risultato è una rivisitazione del riff di "Pleasin"demo che Brad Cox incise con loro e che il sottoscritto insieme a Snake di www.slashitalia.com ,riusci' ad ascoltare per primo in esclusiva mondiale. Un pezzo hard rock classico, dove è presente anche Izzy Stradlin insieme a Slash su disco dopo i memorabili "Use Your Illusion I e II". La voce di Ian è come sempre unica ed evocativa, il testo è forse un po'debole e ripetitivo in alcuni tratti,ma l'assolo di Slash è uno dei suoi al fulmicotone.Il lavoro di Josh e Chris alla sezione ritmica è superlativo.Un pezzo che mi immagino,molto adatto anche a Billy Idol,man mano che l'ascolto.Da notare che Izzy è arrivato in studio con la sua chitarra e quasi senza provare insieme,han composto la loro partitura insieme.Slash e Izzy, direi che son affatatissimi come il Gatto e la Volpe.
-Crucify the Dead(con Ozzy Osbourne): Un pezzo non velocissimo e che sembra confezionato apposta per l'ugola del Madman in persona. Sembra quasi un inno nell'incedere e già ha scatenato molte discussioni via web per il suo testo scritto da Ozzy insieme al figlio Jack, che sembra contenere pericolosi riferimenti oltre a Tony Iommi anche ad Axl Rose. Un pezzo che se verrà eseguito dal vivo qualche volta sarà sicuramente uno dei cardini della sua produzione. Assolo di Slash molto arpeggiato ed abbastanza lungo.
-Beautiful Dangerous(con Fergie dei Black Eyed Peas): Inizia con effetti particolari, questo brano,che definire splendido e unico è definire poco. Fergie è sicuramente una delle migliori cantanti presente sulla scena,con una presenza fisica e scenica a dir poco stratosferiche e con una voce che riesce a prendere le note piu'impossibili senza fatica particolare alcuna. Tale ragazza fu notata da Slash,in un club dove si stava esibendo già prima che entrasse nei Black Eyed Peas tanti anni fa. Un pezzo anche questo non velocissimo,ma grintosissimo e molto ballabile,che ne fa sicuramente a detta del sottoscritto,un capolavoro assoluto e anche molto ballabile.Adattissimo a uno spogliarello.
-Back from Cali'(con Myles Kennedy degli AlterBridge): Questa è l'ultima canzone scritta per l'album ed è stata inserita all'ultimo momento.All'inizio fai quasi fatica a capire che dietro il microfono c'è Myles,che recentemente ha provato anche coi Led Zeppelin per un eventuale tour poi non concretizzato in sostituzione di Robert Plant. Sembra quasi una voce black,da gospel insomma e molte parti in questo brano, sembra che poi la possan destinare a un remix future con l'aggiunta di qualche coro di qualche Chiesa in futuro. La coppia Kennedy e Slash è a dir poco una coppia strepitosa, con il primo che ritorna a ricordare da vicino le tonalità Alterbridge solo verso la fine del brano,dove è presente l'ennesimo assolo strepitoso di un indiavolato Slash che non sbaglia un colpo.
-Promise (con Chris Cornell dei Soundgarden): Un pezzo che troppi attendevano, compreso il sottoscritto. Nonostante negli ultimi anni Chris abbia prodotto lavori solisti alquanto commerciali e discutibili, rinnegando anche il suono delle chitarre ruvide, resta sicuramente una delle voci maggiormente carismatiche in circolazione. Questo pezzo direi è un compromesso,non è aggressivo ma neanche molle come gli ultimi lavori di Cornell(in molte parti) ed è molto radiofonico e adatto a tragitti in lunghe distanze.Slash qua si limita ad essere insieme nella band e produce un assolo sicuramente bello,ma non fantasmagorico come quelli descritti precedentemente.
- By the sword (con Andrew Stockdale dei Wolfmother): Stockdale, stava registrando coi suoi Wolfmother proprio nello studio accanto quello di Slash e cosi' Slash,che l'aveva sentito nominare con la sua band,decise ,dopo vari consigli,di farlo suonare nel suo disco.Il risultato è il primo singolo,un pezzo dal chiaro sapore anni Settanta(non potrebbe essere altro visto Stockdale) e che mi ha ricordato abbastanza da vicino le idee che erano presenti in "Beggars and Hangers on"degli Slash's Snakepit. Il riffone di Slash è da antologia,come il suo assolo blueseggiante,quasi alla Gary Moore.Andrew canta si' in tonalità molto inusuali per molti interpreti ma non urla come nei Wolfmother e riesce a conquistarmi in pieno.Qui non posso inoltre che sottolineare la perfetta esecuzione alla batteria di Freese.Semplicemente un mostro.
- Gotten (con Adam Levine dei Maroon 5): Questo nome, quando fu rivelato, ha prodotto un brivido lungo la schiena a moltissimi.I Maroon 5 o si amano visceralmente o proprio quasi ti fan schifo,forse anche per la voce particolarissima di Adam. Be' io non son un fan accanito della band ma la mia "This Love" l'ho ballata e sentita infinite volte,come tante altre loro e comunque non mi dispiace,se non vuole strafare. Bene, qui certamente è uno di questi casi.Un pezzo tra i piu' lenti dell'album,non esattamente un ballatone alla Bon Jovi o Poison vecchi anni ed è arricchita da una sezione archi incredibile.Da sottolineare che tale pezzo è stato composto da Slash al suo pianoforte.
- Dr Alibi (con Lemmy dei Motorhead): Ti bastano 5 secondi di attacco della canzone, per capire che tale pezzo,non poteva che essere cantato dalla voce di Lemmy intrisa di alcool e sigarette e altre sostanze innominabili.
Cosi' accanto al "Dr Rock" ora Lemmy celebra anche il "Dr Alibi". Un pezzo che è quasi una marcetta,molto ballabile, sulla falsariga di "Born to raise hell" tanto per citare il primo che mi viene in mente.E'incredibile il passaggio vocale di Lemmy verso la fine del pezzo, in cui racconta chi è questo famigerato "Dr Alibi" e Slash qua fa uno degli assoli piu' veloci dell'album.Semplicemente meraviglioso.
- Watch this (con Dave Grohl dei Foo Fighters e Duff McKagan): L'unico pezzo strumentale dell'album. Slash voleva a tutti I costi Dave sul suo album e voleva farlo cantare e suonare la ritmica insieme a lui. Dave accetto' la proposta di Slash di suonare sul suo album solista a patto di suonare la batteria invece della proposta iniziale di Slash.Un pezzo,che sembra quasi una lunga jam session in studio,molto potente ,con riffs uno dietro l'altro di Slash,con un uso incessante in taluni punti di wah-wah e con Duff e Dave assolutamente in sintonia. Un pezzo che dovrebbe essere mostrato e fatto suonare da tanti maestri di musica ai propri allievi.
- I hold on (con Kid Rock): Slash e Kid Rock si eran conosciuti a un party qualche anno fa ed avevano subito legato. Slash decise di sottoporre all'attenzione di Kid Rock un primo pezzo per questo suo lavoro solista,ma tale pezzo venne scartato dal tamarro per eccellenza del mondo rock.Non domo del rifiuto e desideroso di averlo a tutti i costi sul suo disco, Slash gli spedi' allora questo demo strumentale e in breve tempo ricevette la risposta positiva di Kid che scrisse in un battibaleno le liriche per questa canzone. E' sulla falsariga delle ultime composizioni southern di Kid Rock e ci sarebbe stato sicuramente bene su "Rock n'roll Jesus". La voce di Kid è molto pulita e sa toccarti ogni centimetro della tua pelle.Slash fa un bel assolo anche qui.Sezione ritmica,ormai che manco quasi nomino,talmente è oliata e perfetta.
- Nothing to say (con M-Shadows degli Avenged Sevenfold): Lo Slash che non ti aspetti,direi.Molti metallari intrasingenti l'hanno sempre deriso perché non suona veloce.Ecco la risposta e Signori che risposta.Slash che suona trash metal è semplicemente un evento e soprattutto anche perché lo suona benissimo. Gli errori che fece nelle interpretazioni di un altro chitarrista velocissimo e tutto tapping quale Eddie Van Halen,in esecuzioni live con Jackson e I Velvet Revolver, son letteralmente spazzati via dalla furia Sonora di questo pezzo. Idea che è presente nell'intro di "Guitar Hero 3" e che originariamente Slash voleva affidare al suo amico Dave Mustaine, ma che poi decise di affidare a un musicista ancora piu'adatto come M-Shadows.La doppiacassa di Josh Freese è da ABC del Metal e Slash davvero è una sorpresa anche per me che ho tutto di lui.Forse cosi' veloce o perlomeno a questa velocità ipersonica l'avevo sentito solo in parte con la collaborazione dei giapponesi J .
- Starlight ( Con Myles Kennedy degli AlterBridge): Un pezzo anche questo molto d'atmosfera,non cattivissimo e che ti fa tornare in territori decisamente maggiormente tranquilli rispetto al precedente pezzo con M-Shadows. Myles è semplicemente pazzesco in questo pezzo,ogni sillaba che pronuncia ti entra dentro e non ti abbandona e ti procura una pelle d'oca che non finisce piu'. Inoltre non vuole disturbare,raggiungendo note impossibili e irritanti.Un pezzo che in certi momenti,rallenta nell'esecuzione e che è uno dei migliori dell'album.
- Saint is a sinner too (con Rocco De Lucia): Questa era la grande incognita dell'album. Insomma è come quando un Non famoso sale su una particolare Isola... Il pezzo, devo ammettere, è stranissimo ed era stato composto strumentalmente per la colonna sonora del film "This is not a movie". Un pezzo acustico e che sicuramente è il pezzo piu' debole dell'album,in quanto non riesce a conquistarmi appieno,nonostante ci sia un'orchestrazione in retrovia semplicemente unica.Da sottolineare che l'assolo del pezzo è fatto dallo stesso De Lucia. Un evento nell'evento in questo disco, dopo Slash che suona trash metal,ecco Slash che fa la ritmica.La voce di Rocco è particolarissima,molto acuta e a volte ,sinceramente mi disturba ma alla fine è una bella voce,non si puo'negare. E'il pezzo che non mi ha convinto a 100.

- We're not gonna die (feat.Iggy Pop): Dopo I quattro pezzi,presenti in "Brick by Brick" del 1990,Iggy l'Iguana del Rock,ricambia il favore,regalando a questo pezzo ,l'inconfondibile sua voce,sempre aggressiva e inconfondibile.Pezzo molto ritmato,dove Iggy canta quasi parlando alcune parti e in altre con voce greve. Anche qui Slash fa numeri con la sua Les Paul. Un disco che si chiude in bellezza,con la batteria di Josh semplicemente perfetta e potente. In sostanza un disco che rimarra'negli annali e che sta già trionfando su I-Tunes. L'attesa è stata ampiamente premiata.


Review by MauRnrPirate

MASTERPLAN
Far From The End Of The Words
AFM Records


Quanto il talento del singer norvegese Jorn Lande (già conosciuto per le sue collaborazioni con Ark, Millennium, Malmsteen, Brazen Abbot, Joe Lynn Turner, Uli John roth, Tobias Sammet, Arjen Lucassen) si unì ai due Helloween-dimissionari Roland Grapow (chitarra) e Uli Kusch (batteria) creò una grossa attesa per tutti i fan della scena power metal. La band chiamata MASTERPLAN superò le aspettative sia con l'album d'esordio che con il successivo "Aeronautics". Lande fu sostituito dall'ex Riot/The Lizards Mike DiMeo con il quale i Masterplan inciserò "MK II", sicuramente un bell'album, ma privo di quella personalità vocale contenuta dei primi due lavori. Fortunatamente Lance decide di rientrare nel gruppo e questo minicd (contenente brani in versione diversa da quella che sarà contenuta nell'album) è una sorta di presentazione. Il rumore di un nubifragio ci introduce all'omonimo brano nella versione single una power track il cui ritmo appassiona l'ascoltatore fin da subito, la calda voce di Jorn è tanto potente quando avvolgente sicuramente la sua performance dà quella marcia un più ad un gruppo di musicisti già di per sé validissimi. "Lonely Winds Of War" viene introdotta da un arpeggio di chitarra unitamente a dei fiati/flauti fino a quando la batteria (solo recentemente Kusch ha deciso di abbandonare e lasciare le bacchette all'onnipresente Mike Terrana) con il suo incedere, introduce la chitarra elettrica e le tastiere, il brano prosegue e Jorn torna ancora sugli scudi. L'ultimo pezzo è "Far From The End of The World" però la versione che sarà contenuta nell'album "Time To Be King". Un ottimo antipasto della direzione musicale e di ciò che potrà essere contenuto nel full lenght di prossima pubblicazione, acquisto consigliato ai MasterFAN!!

Review by Andrea Lami

CRASHDIET

Generation Wild 

Frontiers Records

 

L'attesa per il terzo lavoro degli svedesi CrashDiet era davvero spasmodica per i loro ormai numerosi fans,moltissimi presenti anche qua in Italia.
Innanzitutto,perché la band mancava dal mercato discografico da tre anni dal fortunatissimo "The Unattractive Revolution" che aveva portato anche la band ad esibirsi in infuocati concerti anche qui ,di supporto agli Hardcore Superstar o al PegoRock Festival , e poi dalla curiosità di sentire all'opera con loro,il nuovo cantante Simon Cruz, che doveva non deludere le attese. I CrashDiet ormai convivono col fantasma del loro mai rimpianto primo cantante Dave Lepard,ormai diventato un culto per molti fans,dopo la prematura scomparsa nel gennaio 2006 e quindi il buon Simon,oltre che con Oliver il loro secondo cantante, doveva pur confrontarsi con questo ingombrante fardello.
Bene,se c'era bisogno di presentarsi ai fans,conquistandoli, Simon c'è riuscito in pieno.Lui e la band sembran conoscersi da una vita ,musicalmente parlando e soprattutto non scimmiotta i suoi precedessori,ma illumina di luce nuova i CrashDiet. Il disco,sicuramente non è immediatissimo al primo ascolto ,è decisamente meno sleazy e molto piu'hard rock old style,ma che dopo attenti ascolti ti conquista decisamente e non vuole piu'lasciarti andare via.Sicuramente il tipo di lavori musicali che preferisco. Mi accingo quindi ora a descrivervi analiticamente,traccia per traccia,le canzoni presenti in questo splendido lavoro,già fin d'ora,mio candidato tra i migliori lavori discografici nella categoria HardRock del 2010. Prima di cominciare,raccomando alle persone interessate all'opera musicale dei CrashDiet ,di comprare questo meraviglioso cd, magari ci fossero maggiormente in giro,bands che suonan con passione come loro e di non limitarsi a scaricarselo da Emule o dai vari Torrents del pianeta.
442 (Intro): Una semplice introduzione, che dura circa un minuto, a base di sirene da allarme rosso e da un inesorabile countdown che ci introduce all'attacco sonoro inesorabile di questo terzo loro cd. Armageddon: Pezzo ,che sicuramente diventerà un anthem da cantare a squarciagola nei loro infuocati concerti.Simon Cruz fa subito vedere ai fans dei CrashDiet di essere un acquisto azzeccatissimo e fondamentalmente molto diverso dai predecessori,il mai compianto Dave Lepard e il successivo Oliver.Le chitarre di Martin disegnano una trama inesorabile per tutto il brano,con assoli al fulmicotone. La sezione ritmica di Peter London ed Eric Young è sempre piu'compatta e distruttiva.Simon sembra quasi cantare in tonalità localmente minori delle sue,per poi prodursi verso la fine in un acuto di cristallina potenza.
So Alive: Canzone a dir poco scuoti chiappe,che ti farà ballare nelle migliori discoteche rock dell'Universo ( mmm qualcuno ha detto Zoe Club Milano? Direi di si' che la vedo molto bene ,come programmazione). Qui, in questo pezzo Simon urla decisamente piu' del precedente e Generation Wild: Pezzo leggermente piu' rallentato del precedente , con un ottimo bridge che introduce a un ritornello che sembra fatto apposta per essere gridato a squarciagola nei concerti. Pezzo molto pulito nell'esecuzione,con una produzione a dir poco perfetta ad opera del team di produzione RamPac. Direi un pezzo fatto per dimostrare la compattezza della band e in cui nessuno dei quattro componenti della band vuole rubare la scena agli altri presenti.Non c'è un assolo al fulmicotone di Martin Sweet ,che lavora al servizio della band tutto il tempo,la batteria di Eric Young è come una macchina di guerra,pronta a raderti al suolo ogni battuta ,mentre il basso di Peter London si interseca alla perfezione in questo contesto, con accordi che continuano l'opera di compattezza della band.
Rebel: Pezzo,quasi dall'intercedere trash in alcune sue parti,con un attacco che si poteva ben immaginare nei migliori lavori di Dave Mustaine. Molto veloce e ballabile allo stesso tempo, con Simon che per tutto il tempo della canzone ci fa capire che essere Rockers(con la R maiuscola come lo son loro e come siam parecchi di noi RockRebelMagazine staff e lettori) è una comunanza di Fratelli,pronti a ribellarsi a tutte le schifezze che la società consumistica,sempre in maggiore degrado,tenta di propinarci . Save Her: Un mid tempo,che puo' ricordare come ispirazione alcune vecchie cose degli Skid Row e in alcune parti "Poison" di Alice Cooper, che anche questo è assolutamente perfetto e che va ad aggiungersi ai loro migliori pezzi,come ad esempio il mitico "It's a miracle"del primo album. Down with the dust: Anche questo,pezzo molto veloce.Il sound della band,lo trovo parecchio incattivito in questo cd ,rispetto al precedente lavoro, sicuramente molto piu' sleazy oriented.I cori della band son precisi in ogni attimo e son pronti a supportare l'eccellente prestazione vocale di Simon Cruz.Sottolineo anche la migliore prestazione alle pelli di Eric Young in questo brano.L'assolo di Martin Sweet è da antologia. Native Nature: Pezzo che inizia con voci che sembrano fuoriuscire da una vecchia radiolina a transistor e che poi si evolve in un pezzo molto anni Ottanta, molto grintoso , che ti fa scuotere la testa in un furioso headbanging. La chitarra di Martin Sweet sembra fatta essere li',apposta x noi amanti dell' Air Guitar.Un pezzo che ha diversi cambi di tempo nel corso dell'esecuzione. Simon Cruz è in formissima e riesce a prendere note altissime ,che non troppi screamer riuscirebbero a raggiungere.Un acquisto azzeccatissimo per la band. Chemical: Sinceramente il pezzo, che mi ha conquistato di meno nel ripetuto ascolto di questo eccellentissimo loro terzo lavoro. L'ho trovato troppo studiato nei cori e non grintosissimo.Un pezzo che comunque si lascia ben ascoltare,intendiamo. Sicuramente un pezzo molto radiofonico. Anche qui ,presente un grande assolo di Martin e sottolineo il lavoro preziosissimo di Peter London. Bound to fall: Altro pezzo massiccio nell'incedere. Un mid tempo che ti conquista dal primo ascolto e che non ti lascia scampo. E'una delle canzoni che ho ascoltato maggiormente in questo periodo, tanto per dire. Anche qui ,la band fa capire di essere coesa sempre nell'esecuzione .Se l'unione fa la forza e questi son i risultati,molti giovani che si metton a suonare del fottuto e sporco rock n'roll,dovrebbero prendere spunto da questo micidiale combo svedese. Beautiful Pain: Un pezzo molto diverso ,sicuramente nella loro produzione. Molto orchestrato e che ricorda da vicino le migliori ballate degli Skid Row periodo Bach, che è la band che sicuramente ha influenzato maggiormente il quartetto nella stesura di questo splendido cd. Il coro è assolutamente cristallino con cori puliti e un assolone di Martin da antologia.Si finisce poi con rintocchi di campana.

 

Review by MauRnrPirate