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NASHWUAH
Kali Yuga's Tales
Autoprodotto

 

Una autentica cavalcata di puro, rude, avvincente deathcore che "pettina" a dovere l'ascoltatore, sono le caratteristiche che più si adattano a "Kali Yuga's Tales", nuovo capitolo e terzo della discografia dei milanese Nashwauah. Li avevamo lasciati con il precedente "Live in Cox 18", performance live registrata presso l'omonimo centro sociale milanese, datato 2006, e li ritroviamo notevolmente migliorati. Non si può non notare che il percorso musicale intrapreso con il disco d'esordio "Denied" (1998), appare consolidato, soprattutto alla luce dei 9 pezzi contenuti in questo CD autoprodotto, registrato presso i CELLAR DOOR STUDIOS di Milano da Luca Amendolara. Le dinamiche della chitarra di Leandro Cadicamo, sono senza dubbio ottime: battono su riff a gran velocità, dalla notevole potenza, suonati con abilità, e sono caratterizzate da distorsioni aspre, ma dalle tendenze tonde. Ben fatte. Feroce e liberatorio è il tanto caro pedale della batteria che mitraglia colpi veloci - le rullate eseguiti da Lorenzo Santorsola si schiantano sulle pelli a favore di ritmi brutali. Il basso corposo di Fedrico Baù è legato alla batteria, ed aiuta notevolmente nelle traccie. La voce aggressiva e brutale di Roberto Gandolfi è notevole, perfetta per il genere proposto. Questo nuovo lavoro è rappresentato al meglio dalla feroce opener "Primordial", "Red Honey Moon", "Suffer in Silence" e dalla sorprendente "Mirror Of The Emptiness", una deathcore "ballad". Quindi "Kali Yuga's Tales" è un CD davvero buono.. tanta roba tosta!! Rivolto agli appassionati del genere. Official MySpace page: www.myspace.com/nashwuah

 

 

Recensione di AngeDevil

 

WASTE PIPES

Make a Move

Autoprodotto

 

Che cos'è un Battito? Cosa rappresenta? Spesso è una cosa talmente istantanea e breve ma che viene generato da qualcosa di così immenso ed emozionante da essere impresso in maniera indelebile nei nostri ricordi. Ogni cosa che ci circonda, nel bene e nel male, è in grado di provocare dei battiti intensi. I Waste Pipes nella loro carriera di battiti ne devono aver provati parecchi. Nati a Rivoli nel 2003, hanno prodotto due demo e più di 200 concerti all'attivo, esibendosi addirittura in Francia, Slovenia e Svizzera; partecipando e vincendo diversi concorsi regionali (ecco qua un bel battito). Nel 2006 pubblicano il loro primo EP "Let blood Boil" grazie al quale suoneranno fino ai successivi due anni in ben 80 esibizioni live, spalleggiando band blasonate come Elio e le Storie Tese, il Bluesman Fabio Treves, Meganoidi, etc... ricevendo sempre più consensi grazie al loro sound onesto e sincero improntato sulle più classiche sonorità Hard rock anni '70 a tinte Blues. Nel maggio 2008 pubblicano il nuovo singolo "The Deal" con la partecipazione di Mauro Tavella (Persiana Jones, Linea 77) e Madaski (Africa United). Singolo che fa da apripista a questo nuovo EP "Make a Movie" uscito a Febbraio di quest'anno e registrato nel solito Dub the Demon Studio di Lucerna. Un totale di 7 brani che un po' si discostano dalle sonorità tipicamente Zeppeliane del precedente "Let Blood Boil", con qualche aggiunta di sonorità moderne ma sempre e comunque con quell'attitudine rock 'n roll alla quale questi 5 rockers (trattasi di Boe/batteria; Chris/voce e armonica; Guarro/chitarra e Voce; Kina/chitarra e voce e Lava/Basso e Voce) credono fortemente. Si parte con un Intro di battiti, appunto, per poi attaccare con la travolgente "First Class" di stampo vagamente Deep Purple prima maniera. Sulla stessa falsa riga settantiana è la successiva "If you don't Pay the Price" che regala un ottima amalgamazione tra Blues e rock moderno soprattutto nel ritornello; così come "Still got It" probabilmente la migliore di questo EP, con un Groove in crescendo e un giro di basso pazzesco. Con la title track "Make a move" si arriva al vero e proprio brano alternativo con sonorità che sfociano nello Ska stile Meganoidi ma pur sempre un validissimo brano con il solito incredibile giro di basso di Lava a farla da padrone. L'Ep si chiude con l'ottima semi-ballad "Rough Diamond Street". Anche qua si sentono delle influenze diverse dal più classico e sporco rock 'n roll, con delle sonorità che ricordano chiaramente i mai dimenticati Blind Mellon dello scomparso Shannon Hoon e a cui pure il cantato del pezzo sembra ispirarsi in maniera netta. In definitiva i Waste Pipes sono un'ottima band e questo Ep ne è l'ennesima dimostrazione, sperando che arrivino il prima possibile alla pubblicazione di un LP che sarà sicuramente di notevole spessore per gli amanti del rock 'n roll! Nell'attesa, noi del rock rebel magazine, non possiamo far altro che consigliarvi questo "Make a Movie" e dirvi di vederli dal vivo perchè è lì, che i ragazzi di Rivoli, sapranno regalarvi una moltitudine di battiti di cuore, oltre ad averceli già regalati con questo lavoro! Straconsigliati!www.myspace.com/wastepipes

 

 

Recensione di SimoSuicide

LUNARIA
Specchi Per Allodole
Halidon

 

"Specchi Per Allodole" è il debut album dei Lunaria, band di Milano formata da Sara Santoni (voce), Giannandrea Forestieri (chitarra), Gabriele Marini (basso) e Stefano Ziccardi (batteria) che esordisce a Roxy Bar "La notte bianca della musica" nel giugno del 2007. Questo bel CD arriva alla sottoscritta grazie ai proprietari del BluesHouse Live Music Club Di Milano, che dimostrano sempre più di prestare attenzione alla qualità della musica proposta dalle band che calcano il palco del locale. L'album in questione è composto da 11 tracce che risentono fortemente dello stile accattivante e ammaliante di Sara, traducendo la sua voglia di essere ascoltata, attraverso sonorità melodic rock -pop indie/noise; un gradevole mix di brani dolcemente ritmati con la voglia di non annoiare ma di ammaliare con atmosfere piene di anima, evocazione, energia, emotività. La musica dei Lunaria suona come un'esperienza intensa, nuova e vissuta. E con l'iniziale "Epidemia" il sentiero sonoro della semplicità ci introduce ad atmosfere e ritmi pop rock per poi irrobustirsi con l'interessante "Mi Odio Mio Dio". E' con la quarta traccia "Glicine" che spicca la forza e grinta vocale e strumentale di questo lavoro. Nota di merito " Al di Là Del Mare" per il testo e musica, "Due di Due" song radiofonica molto intrigante e "Scasso" dove ancora una volta Sara dimostra di sapere gestire al meglio la voce. "Specchi Per Allodole" è un concentrato della ricca creatività di questi ragazzi. Un album destinato a colpire nel cuore del pubblico. Da avere!

 

Recensione di AngelDevil

ANGERCORE
The Opposite of you
Myphonic Records

 

 

Degli Angercore abbiamo già parlato nelle pagine di RockRebelMagaZine, esiste anche una loro intervista fatta dal nostro direttore in occasione dell'uscita dell'ottimo "Time Reveals" debut-album datato 2008 del quintetto Torinese, attivo dal"lontano" 2003. Ne torniamo a parlare molto volentieri per questo 6 tracce, che la band dichiara di aver registrato in 7 giorni. La nascita,Il sogno,La malattia,la cura,La liberazione,La fine...sembra la trama di una storia ,di un libro invece sono i titoli ( tradotti in italiano ) delle canzoni che compongono il lavoro. Ma è proprio questo che voleva trasmettere il gruppo, una storia, la loro storia. I Testi sono complessi e ben strutturati che pongono domande e cercano risposte senza compromessi sempre dritti per la propria strada il tutto a completamento di un sound deciso avvolgente dalla prima prima all'ultima nota. Un rock vero a volte potente a volte melodico in alcuni casi al limite dell'hardcore o post-hardcore ,anche negli episodi più soft l'insieme non stanca . Sicuramente ci sono pezzi che, a chi scrive, hanno colpito più di altri, ma fare una classifica in questo caso non è necessario e non ne vale la pena perché tutte le tracce sono ottime e godibili. La produzione è della stessa band e L'etichetta è la prolifica Myphonic Records. Sicuramente una prova positiva, una band che da il suo meglio Live. Come amano definirsi : "fire on stage"! Il Cd è disponibile anche per il Download digitale su Itunes.

 

Recensione di Luca Casella

EXTREME
Take Us Alive
Frontiers Records

  

Nati nel 1985, riescono ad arrivare alla pubblicazione del disco d'esordio solamente nel 1989 risvegliando l'attenzione di molti addetti ai lavori grazie alla loro perfetta miscela esplosiva di hard rock con frequenti venature funk e qualche richiamo ai grandi (Van Halen/Queen). Fama e gloria sono praticamente dietro l'angolo: con l'album successivo, entrano di diritto nel mainstream. Seguiranno altri tre album: la prova di maturità "III Side Of Every Story", il discusso "Waiting For The Punchiline" ed il come-back "Saudades De Rock". Ad oggi gli Extreme hanno ricevuto una nomination per il Grammy e registrando cinque album più un greatest hits ed hanno venduto oltre dieci milioni di copie in tutto il mondo, raggiungendo il primo posto delle classifiche di vendite dei singoli grazie a "More Than Words" estratto dal multiplatino "Pornograffiti". A distanza di due anni dall'ultimo album in studio, tornano sulla mia scrivania con un nuovo lavoro, registrato l'8 agosto 2009 alla House of Blues di Boston, la città natale degli Extreme. Questo primo live del quartetto dà un'esatta immagine di cosa ci si può aspettare ad un loro concerto: adrenalina, divertimento e tanto tanto rock'n'roll. Il guitar work di Bettencourt è qualcosa di eccezionale e mescolato al lavoro di Cherone crea una perfetta alchimia. Un'altra coppia del rock come Jagger/Richards - Tyler/Perry - Bon Jovi/Sambora, che se presi singolarmente sono sicuramente buoni, (ma è) insieme che fanno la differenza.Un'intro di tastiera ci invita a ballare la famosissima danza della decadenza, seguita dalla potenza di "Confontrably Dumb" e "Rest In Peace" dove Bettencourt ci delizia con le sue qualità tecniche. I brani si susseguono creando un'ottima amalgama, anche se la differenza d'età tra un pezzo e l'altro può arrivare addirittura quasi a vent'anni: visto il primo cd contiene un medley costruito con tre pezzi estratti dal primo lavoro e "Play With Me" canzone estratta sempre dall'omonimo debutto e recentemente inserita come encore finale nell'edizione di "Guitar Hero: Rocks the 80s" e riproposta nella versione originale in "Guitar Hero: Greatest Hits". Prima dell'esecuzione di "Midnight Express" pezzo strumentale che chiude il primo dischetto, Nuno chiede al pubblico se ha mai giocato a Guitar Hero e, pace per la Sony, suggerisce di lasciar perdere le chitarre di plastica e di iniziare a dedicarsi a quelle vere. Anche i brani del secondo album scivolano via con piacere facendoci vivere appieno l'esperienza live: si inizia molto tranquillamente con la perla dell'intero doppio album: "More Than Words", da applauso l'acuto di Gary Cherone nel finale di "Take Us Alive" nonché "Flight of the Wounded Bumblebee" che altro non è se non l'intro di "He-Man Woman Hater". Come spesso accade per i gruppi rock, quando si tratta di fare un ritratto del gruppo, la dimensione "live" è sicuramente quanto di più vicino alla realtà ci possa essere, quindi in attesa di vederli calcare i palchi italiani, accontentiamoci di questa ottima uscita che vedrà la luce anche in versione DVD nel quale saranno contenuti 4 bonus video mai pubblicati estratti dall'ultima fatica "Saudades De Rock": "King of the Ladies", "Interface", "Run" and "Ghost." 

 

Recensioni di Andrea Lami

SEDONA

Golden Valley

Avenue of Allies Music

 

I Sedona, sono una band francese, attiva da parecchi anni e che arriva al suo terzo lavoro discografico ufficiale con questo lavoro ,prodotto da Erik Rey.
Il cd "Golden Valley", di cui state leggendo in questo momento la mia recensione, risale infatti al 1995 ed è stato pubblicato soltanto ora dalla casa discografica "Avenue of Allies", dopo che si era man mano creato un buon interesse attorno ai pezzi che erano apparsi in rete. Già dalla bellissima copertina,che raffigura un tramonto, intriso di stupende nuvole rosse e montagne tipicamente americane sullo sfondo, capisci che questo cd ,ti potrà guidare in un momento di relax, a volte riuscito, a volte invece un po' noioso.
L'influenza principale della band son chiaramente i Toto, con impostazioni vocali pressoché identiche in taluni frangenti e con la chitarra di Leonard ,che va a imitare scale e accordi in molte parti, senza comunque ovviamente emozionare come il grande Steve. La produzione di questo cd è sicuramente la pecca maggiore di questo lavoro, con suoni che non arrivano cristallini e senza sbavature come richiede un buon album di AOR. La band è sicuramente al servizio del leader Patric Liotard e sia il batterista Stephane Larribat e il bassista Jack AnDouar si limitano a un compitino d'assecondamento del leader, tra l'altro portato a termine abbastanza egregiamente. Tra le canzoni che posso ricordare e citare, sicuramente una menzione particolare va alla title track "Golden Valley", molto easy listening e radiofonica, che potrebbe tranquillamente essere uscita da "Lost Highway"dei Bon Jovi. Molto sensuale è "California Ballad", che pero' sembra proprio un clone dei Toto,in tutto e per tutto, anche se l'assolo di Patrick è sicuramente molto ben riuscito.
Un ballatone molto riuscito è sicuramente "Sweet wave of sunset" che mi ricorda le migliori composizioni di Richard Marx su tutti e con i classici riferimenti ai Foreigner e Chicago, che ormai riaffiorano in quasi tutti i lavori di questo genere. Sicuramente invece non riuscito e decisamente stucchevole per i miei gusti è l'altra ballad"The choose fanatic", a dir poco troppo zuccherina.
Il disco poi continua con ulteriori ballate e forse dopo un po' stufa del tutto ma "Tessalia",l'undicesima traccia, mi sembra un po'meno melensa di altre.
Sedona, la canzone strumentale che da il nome a questa band è invece davvero bella, molto adatta a bar di tipo lounge o anche sottofondo di incontri amorosi ravvicinati. Non riesco ad essere magnanimo con questo cd, riconosco che suonan da diversi anni e sicuramente ci metton l'anima in quel che compongono, ma la produzione appena sufficiente, l'effetto di gruppo deja-vu sentito e risentito e le troppe ballate presenti, mi fanno essere abbastanza severo nel mio giudizio. Non mi sento di consigliare, quindi questo cd,ma se volete un disco che ti faccia rilassare in taluni frangenti quali lunghi viaggi in macchina o sul vostro Ipod mentre fate jogging ,posso anche consigliarvelo, ma sappiate che "là fuori" c'è molto di meglio.

 

Recensione di MauRnrPirate