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IO E I GOMMA GOMMAS

...Canto quel motivetto che mi piace tanto!!!

DMB Music

 

Avete presente i "Me First and the Gimme Gimmes"? Sono una punk rock band californiana in cui milita Fat Mike, celebre bassista e leader dei noti NOFX. Da anni suonano celebri pezzi popolari americani degli anni 50 come "Me and Julio down by the Schoolyard", "Sweet Carolina" e "Sloop John B"; o noti brani di Musical come "My Boyfriend's Back" e "Science Fiction Double Feature"; o ancora cimentandosi in brani ben più arditi come "Blowin' in the Wind" di Bob Dylan, "Rocket Man" di Elton John e "Starway to Heaven" dei leggendari Led Zeppelin; tutti rivisitati in chiave del più dissacrante Punk Rock. Ecco, gli anconetani "Io e i Gomma Gommas" sono l'esatta risposta italiana alla band californiana che ripropongono sempre in versione punk brani italiani degli anni 50 e 60. Con "Canto quel motivetto che mi piace tanto" (uscito a Febbraio sotto la IndieBox) sono giunti ormai alla loro terza uscita discografica. Lele, Ricca, Giò e Filo, il successo se lo sono creato negli anni grazie a più di 200 concerti che hanno toccato anche diversi Festival di fama internazionale, ricevendo anche l'attenzione di importanti programmi televisivi che hanno utilizzato le loro canzoni come "sigla" in più di un'occasione. Questo grazie anche al loro precedente "50's morti/60's feriti" contenente il riarrangiamento della celebre "Ma che freddo fa" di Nada Malanima la quale ha elogiato i Gomma Gommas definendo la loro versione come "la cover migliore di tutti i tempi". E' al quanto vero, però, che definire i Gomma Gommas una "Cover Band" è abbastanza limitativo. Infatti di cover band che suonano tale e quali i brani originali in giro per lo stivale ce ne sono a bizzeffe. Qua invece si tratta di riarrangiare dei brani in uno stile in cui, all'uscita degli stessi brani originali, l'unica trasgressione o "distorsione" era la puntina del grammofono che grattava il vinile. Infatti in questo loro terzo lavoro il quartetto anconetano va aldilà, proponendo vecchi successi popolari degli anni 40 come "Voglio vivere così", "Ma le gambe", "Pippo non lo sa", "Ho un sassolino nella scarpa" o "Mamma mi ci vuol la fidanzata", e non è cosa da poco. Riascoltare poi in chiave Punk rock questi motivetti che da bambini sentivamo cantare alle nostre nonne è qualcosa che veramente non ha prezzo! A sapere poi che dietro a queste canzoncine ha messo le mani un guru del Punk rock come Jason Livermore (produttore di NOFX, No Use For a Name, Lag Wagon, etc.) nei celebri Blasting Room studio's, bè, allora non c'è altro che da leccarsi il plettro! Da perfetto toscanaccio quale il sottoscritto, poi, sentire "Evviva la torre di Pisa" suonata in quel modo travolgente è qualcosa di indescrivibile e libidinoso. C'è poco da dire: questo disco è uno spasso! E non importa se molti rocker con la puzza sotto il naso potrebbero storcere il naso ritenendo il Punk rock come musica da Surfisti ubriachi di Cannabis; riascoltare certe canzoni è anche un modo per scoprire le origini della musica così detta "leggera", nata prima della musica del diavolo (il così detto "rock 'n roll" che molti pavoneggiano con le corna al cielo senza nemmeno sapere minimamente cosa cavolo rappresenti), capendo, che alla fine, non sono poi tanto diverse dalle "canzoncine" che passano per radio nel 21° secolo. Se sia un bene o un male non spetta certo a me dirlo ma forse, già in quegli anni, la musica riusciva ad andare ben oltre rompendo gli schemi tradizionali. Forse i Gomma Gommas insieme ad altre band sono riusciti a cogliere alla lettera questo insegnamento. Quindi in conclusione toglietevi qualsiasi pregiudizio dalle orecchie e godetevi questo geniale album di un'altrettanta geniale band di nome "Io e i Gomma Gommas". Straconsigliato!

 

Recensione di SimoSuicide

LIGABUE

Arrivederci, mostro!

Warner

 

 

"Arrivederci, mostro!"si intitola così il nuovo album di inediti del cantautore di Correggio Luciano Ligabue, a venti anni dalla sua prima uscita, è il nono album di inediti (quindicesimo se contiamo anche colonne sonore, live, greatest hits). In grande spolvero ci presenta 12 tracce caratterizzate da un ritmo molto alto, decisamente cambiato rispetto agli ultimi album, sembra quasi tornato indietro nel tempo, presentandoci (grazie anche agli arrangiamenti di Corrado Rustici) un pout pourri di Rock con la "R" maiuscola e testi con parole pesanti e "incazzate" come le ha definite l'autore. Entrando nello scheletro dell'album si trovano le 12 tracce (la versione digitale di iTunes consegna all'acquirente il Booklet digitale e una bonus track "Un colpo all'anima" in versione acustica), delle quali 4 ballad molto riflessive, tra le quali "Caro il mio Francesco" e "Quando mi vieni a prendere", molto simpatica è la traccia "Taca banda" versione registrata in "presa diretta" dove alla batteria invece di Michael Urbano, troviamo il figlio di Luciano, Lenny, appena undicenne, la canzone scandita a ritmo del battito di mani crea un effetto di canzone popolare e "familiare" con un ritornello semplicissimo e canticchiabile da subito.

Passando a quanto detto in precedenza, Rock con questa R maiuscola, il CD si apre con un riff di Federico Poggipollini secco e potente, poche note che ti danno quel "cazzotto" che da tempo si aspettava dal cantautore, quasi a metà dell'album c'è la canzone che mi ha segnato lo stomaco, intro di 20" con un basso elevatissimo di Kaveh Rastegar e una chitarra cattivissima simile ai vecchi album dei Clash, voce e chitarre distorte mantengono un "tiro" molto teso e alto alla traccia "La verità è una scelta". L'album si conclude con una traccia dal titolo che lascia grandi punti di domanda e soprattutto crea nei fans grandi aspettative "Il meglio deve ancora venire", una canzone che è tutto un programma! La formazione utilizzata per la realizzazione dell'album è la stessa utilizzata negli ultimi eventi Live del cantautore: Michael Urbano alla batteria, Kaveh Rastegar al basso, Fede Poggipollini alle chitarre, Niccolò Bossini alle chitarre e Luciano Luisi alle tastiere. Il cd esce con etichetta WARNER in varie versioni: CD, Download Digitale e dulcis in fundo Vinile, in veste nera e "numerata" blu. Le info su autore, tour, discografia e quant'altro le trovate su: www.ligachannel.com

 

Recensione di Emanuele Camilletti.

EXILIA

Naked

My Place Records

 

 

Ci vuole stile nella vita. Sempre. Specie quando la musica è suonata con grande orecchio melodico. "Naked" è un concentrato di stile, di anima, di musica che, per alcuni, mostra una faccia inedita dei nostri Exilia. Uno speciale CD package in edizione limitata, che prende forma attraverso i successi più celebri della band, dal 2000 ad oggi, in versione acustica. Ma non è tutto perchè in questo dischetto troverete anche un brano indetito, il nuovo singolo "No Tears for You" (registrato da Clemens Matznick, già al lavoro con Guano Apes, Within Temptation, Donots). Immergersi tra le note di che compongono questo nuovo lavoro, il quinto della band, è innanzitutto un gran goduria, corroborato dalla qualità e dalla solidità muscolare delle trame imbastite da Masha, che si conferma, ove ce ne fosse ancora bisogno, una tra le migliori cantanti rock-metal uscite dal nostro paese. Quando inizia a cantare e, le splendide ritmiche che fuoriescono dalla chitarra di ElioAlien, si fondono, si viene pervasi dalla certezza di avere tra le mani un album nutriente. Le intense vibrazioni, l'intreccio tra chitarra e voce di "Coincidence", "Stop Playing God" , "Fly High butterfly" , "Starseed", "My Own Army" riarrangiate in modo superbo, si assimilano per immagini e fascinazioni, ad occhi chiusi e orecchie aperte. "Naked" è un album da gustarsi pezzo dopo pezzo, arrangiamento dopo arrangiamento. Un giro tra queste melodie farà solo del bene a chi cerca genuinità in un musicista. L' album in uscita il 21 Maggio 2010 per la My Place Records è da comprare al volo!! Per maggiori info: www.exiliaweb.com la video intervista sul nostro sito la trovate QUI.

 

Recensione di AngelDevil

MIDORI

Tutto quel che sai di me

Myphonic Records

 

"Quintetto torinese nato nel 2005 con l'intento di proporre uno stile musicale fruibile, immediato e facile assimibilità". Questo recita il comunicato stampo fornito dalla precisa e puntuale Myphonic Records, che cura dei Midori anche il management. Devo dire che risulta sempre complicato mettere a fuoco il range sonoro di un gruppo basandosi solo su 3 pezzi, ma tanto è visto l' EP promozionale in mio possesso (realizzato nel 2008). Il rischio è, come è facile intuire, di sparare a zero o, viceversa, esaltare oltre ogni misura la performance senza una valutazione approfondita sulla lunga distanza. Partiamo perciò da un punto fermo: la title track è veramente ottima, con quel minestrone tanto in voga tra la MTV generation di questi ultimi anni fatto di rock adolescenziale, emo, elettronica, pop e tanto calcolo matematico. Senza dubbio si fanno sentire nella voce di Mauro Zanaboni (ancora acerba) e nella ritmica di Gabriele Molà e Fabio Juglair le influenze malcelate dei Placebo ma tutto sommato i 3' 32" passano che è un piacere, pertanto pollice alzato. Ahimè le altre due track hanno proprio il fiato corto. Tra ritornelli che sanno di riciclato, testi pane amore e fantasia, due chitarre (che spreco!) relegate ai margini del songwrting, il sacro fuoco del rock è veramente agonizzante.

Va bene puntare all' airplay e passi pure il tentativo di ammaliare le teenager del nostro stivale ma se questo è quanto di meglio i Midori sanno fare direi che ci sono band ben più rodate, convinte e "mind focused" che propongono questo genere in Italia. Forse è il caso di ritornare in cantina a sviluppare una propria impronta, serve dell'olio di gomito per gli arrangiamenti (veramente scheletrici) e per colorare le sfumature evitando quella sensazione di dèjà vu. Rimandati a settembre. www.myspace.com/midoriband

 

Recensione di Alessio Minoia

JOHN WAITE

In Real Time

Frontiers Records

 

Una delle voci più rappresentative dell'AOR anni 80 si è finalmente deciso a rendere tutti partecipi della sua straordinaria carica rock 'n roll pubblicando questo "In Real time"; un disco Live frutto della sua ultima tournee in giro per il mondo. Stiamo parlando ovviamente del leggendario John Waite, colui che negli anni 80 ci ha fatto innamorare con il suo più grande successo "Missing You" e che nel corso degli anni successivi ha continuato la sua splendida carriera solista pubblicando degli ottimi album anche se di successo inferiore rispetto a "No Brakes" del 1984. Come non ricordarcelo con i Bad English, uno dei più importanti super gruppi AOR, del quale lui stesso è stato il fondatore insieme a Neal Schon (poi nei Journey) e Jonathan Cain, dando alla luce due ottimi album tra il 1989 e il 1991. Con il passare del tempo John Waite l'avevamo un po' perso di vista ma in realtà lui non è mai sparito del tutto, continuando a suonare in giro tra America ed Europa. Con "In Real Time" dimostra la sua grande voglia di Rock 'n roll. Infatti la performance dei brani suonati in questo live sono ben lontane dalle versioni se vogliamo "patinate" di cui lo stesso John ci aveva abituato negli anni, e presenta delle versioni crude, essenziali, grintose. Tipicamente rock 'n roll! Dove è la classica amalgamazione di basso/chitarra/batteria a padroneggiare e, ovviamente, la voce intensa di John a dirigere le danze. Ad accompagnare il Frontman ci sono ottimi musicisti come Luis Maldanado, l'ottimo bassista Tim Hogan e Billy Wilkes. L'idea di questo disco Live è nata ormai quasi alla fine del loro tour e una volta registrato si sono ritrovati circa una ventina di brani decidendo di inserire quelli che secondo loro risultavano più ottimali: 11 brani in tutto più "When I see your Smile", altro grande successo con i Bad English, però qua presente come bonus track. Un po' pochino in effetti, perchè è un live che merita veramente.

Il disco si apre con "Change", uno dei primi successi di John tratto dal suo esordio "Ignition" e sentiamo subito le differenze dall'originale con una chitarra aggressiva che si fa apprezzare. Lo stesso dicasi per la successiva "Back on my feet Again". Di notevole fattura la seguente "In Dreams"; brano di fama minore ma che qua viene eseguita in una performance da pelle d'oca a dimostrazione della grande capacità di emozionare di Mr.Waite, come è da brividi l'a-solo di Luis Maldanado. Il live prosegue con la travolgente "Every time I Think of you", tratta da uno dei suoi lavori recenti; poi una lunga introduzione della band e a seguire è il momento di un'altra prestazione maiuscola con "New York City Girl"; anche questo un brano poco conosciuto che qua viene eseguito all'essenza con la chitarra a primeggiare e la voce di John incredibilmente intensa! Molto energica e a tratti Southern "Best of What I Got", con un'altra prestazione maiuscola di Maldanado sulle sei corde. E' il momento poi della celebre "Missing You" che non ha certo bisogno di presentazioni e in questa versione più minimalista, con l'assenza di tastiere, è molto più travolgente. C'è spazio anche per "Head First", un brano che John compose con la sua prima band prima di intraprendere la carriera solista: i The Babyes, in cui lui era sia bassista che cantante. E a dimostrazione dello spirito rock 'n roll che trionfa per tutto il disco, viene eseguita,a chiudere, "Rock 'n roll" dei leggendari Led Zeppelin. Sentire cantare John questo brano lascia stupefatti. Mai e poi mai ci si immaginerebbe una grinta e una cattiveria così innata nel cantato. Pecca un po' invece la prestazione complessiva dei musicisti, anche se l'esecuzione non è malvagia, ma soprattutto Billy Wilkes sempra soffrire alcuni cambi veloci alla batteria. In definitiva questo album è un ottima occasione per conoscere il talento di John Waite o, semplicemente, per riconoscerne la sua classe. Unica pecca la breve durata del Live che, con più canzoni, l'avrebbe reso veramente imperdibile. Disponibile sotto Frontiers Records dal 14 Maggio.

 

Recensione di SimoSuicide

PRETTY MAIDS

Pandemonium

Frontiers Records

 

Torna una piacevolissima sorpresa in questo inizio 2010: sto parlando dei veterani Pretty Maids che a distanza di 4 anni dal loro ultimo disco tornano con questo "Pandemonium", in uscita sotto la Frontiers Records il 12 Maggio, che mette il timbro alla loro quasi trentennale carriera vissuta quasi sempre dietro le quinte pur sfornando dei lavori pregevoli soprattutto nella loro prima decade ottantiana da musicisti. Di strada e cose da raccontare questi rockers ne avrebbero tante: sempre in giro per il mondo come band di supporto a gruppi blasonati come Black Sabbath, Metallica, Saxon , Venom, etc. E dire che inizialmente erano nati come cover band dei Thin Lizzy! Con questo disco la band danese (rispettivamente Ken Hammer alla chitarra; John Darrow al basso, Phil Moorheed alla batteria; Pete Collins alla chitarra; Alan "Stevie" Owen alle tastiere e il frontman Ronnie Atkins alla voce) non si smentisce e in effetti il lavoro è un vero e proprio "Pandemonio" di emozioni e di adrenalina grazie ad un suono molto energico e ricco di potenza, alternato ad ottimi arrangiamenti melodici. E' uno di quei dischi che riesci ad apprezzare fino in fondo grazie anche all'ottimo contributo vocale del frontman Ronnie Atkins che, nonostante il tempo che passa, mantiene sempre una grinta pazzesca. Un breve ticchettio d'orologio fa da preludio alla partenza al fulm di cotone della title Track "Pandemonium". Una Speed Metal track molto coinvolgente con ottimi riff di chitarra. Con la successiva "I.N.V.U." si arriva al perfetto stile Pretty Maids, con suoni energici e un ritornello molto AOR style che prende le nostre orecchie fin dal primo ascolto. Una vera e propria chicca è la successiva "Little Drops of Heaven". Qua si sentono inizialmente molte influenze di pop contemporaneo che possono in qualche modo disorientare l'ascoltatore ma poi tutto torna al proprio posto con un Groove molto più rockeggiante e un ritornello da vera e propria radio track. Un ritmo molto accattivante in Mid-tempo con qualche influenza di rock moderno grazie anche agli effetti elettronici che danno al brano qual tocco in più che non guasta mai. Sulla stessa falsa riga la successiva "One World one truth" anche se il ritmo e un ritornello molto pomposo portano più su orizzonti Metal. Con "Final Day of Innocence", "Old Enough to know", "Beautiful Madness" e "Breathless" i Pretty Maids sfociano nell'AOR più classico dando ai pezzi un impronta molto più fluida con chitarre acustiche e ritmiche cariche di emotività. Il disco si chiude con la versione remix di "It comes at Night", presente in questo disco, che è poco differente all'ottima versione originale se togliamo qualche effetto elettronico in più che fa da ponte ai Pretty Maids di ieri e di oggi. Per concludere possiamo dire che questo è un ottimo disco fatto con grande classe con suoni e melodie molto ricercate che rendono il tutto gradevole dalla prima all'ultima nota. Un lavoro che accontenterà un pubblico molto eterogeneo a dimostrazione di come, per fare un buon disco, bisogna riuscire ad amalgamare diversi stili musicali apparentemente distanti tra loro, rendendo ogni brano "unico" ed entusiasmante. Qualche pecca a lungo andare la si trova sempre ma la perfezione, si sa, non è di questo mondo. Consigliato!

 

Recensione di SimoSuicide

TRIUMPH

Greatest Hits Remixed

Frontiers Records

 

 

Formatisi a Toronto addirittura nel 1975 (hanno quasi la mia stessa età!!) hanno all'attivo una decina di album di inediti, tre live e due compilation, compresa questa. Hanno raggiunto un buon successo negli anni '70 e '80 con la pubblicazione dell'album intitolato "Hold On" e proseguito con gli album successivi fino alla consacrazione con la pubblicazione di un doppio album live "Stage", vera testimonianza del successo ottenuto. Il terzetto composto da Gil Moore (voce e batteria), Mike Levine (basso e tastiere) e Rik Emmett (chitarra e voce) torna sul mercato con questo "Greatest Hits", del quale si intuisce poco l'utilità, se non per risvegliare l'attenzione dei fan e del pubblico verso questa band. I pezzi contenuti in questa compilation sono tra i più famosi estratti dalla carriera dei canadesi remixati da Rich Chycki (già all'opera con i conterranei Rush e gli Aerosmith) il quale ha dato un' incredibile rinfrescata. Come di regola, questa release contiene un brano inedito "Love Hurts" che chiude l'album e sarà usato come singolo.Il genere proposto è un hard rock con qualche strizzata d'occhio verso il prog ed l'heavy metal, forse la presenza di un gruppo importante come i conterranei RUSH può essere stata una delle fonti d'ispirazione più forte, anche se le canzoni composte sono molto più semplici. Proprio tenuto conto degli anni in cui sono state pubblicate le canzoni che compongono questa raccolta è difficile parlare di influenza subita da questo o quell'altro gruppo, perché c'è la probabilità che siano stati gli stessi Triumph con le loro composizioni ad influenzare i gruppi successivi. Giusto per far un esempio, nel pezzo apertura "Allied Forces" estratta dall'omonimo album del 1981, non è difficile notare qualche qualcosa degli Iron Maiden, i cui primi vinili, va ricordato, risalgono al 1980.La versione digipack contiene un booklet completo di venti pagine comprendente lyrics, credits e foto d'epoca per soddisfare i fan di vecchia data, ed un DVD contenente 11 video della carriera del terzetto nonché la registrazione della cerimonia di ingresso nella Canadian Music Hall Of Fame. Dopo trentacinque anni di carriera, i fasti della fine degli anni settanta/inizio anni ottanta, questa raccolta dà la possibilità agli ascoltatori di (ri)scoprire questa band in attesa di un album con materiale nuovo.

 

Recensione di Andrea Lami