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SINPLUS

Are You Happy & Free?!

Autoproduzione

 

Per fortuna, tra le novità si trova ancora qualche bella sorpresa! Come i Sinplus, band di Locarno (Svizzera) nata nel 2007 e formata da 2 coppie di fratelli: Gabriel (voce) e Ivan Broggin (chitarra) e Gianluca (basso) e Remo Monforte (batteria). Partono con il piede giusto con questo primo EP ufficiale intitolato "Are You Happy And Free?!", uscito nel novembre del 2009 composto da 4 tracce (di cui 3 cantate in inglese e una in italiano) che piacciono fin dal primo ascolto. Un lavoro che si presenta con delle belle soluzioni melodiche, di sicura riuscita, e di qualità. E' sicuramente il ritmo a far da padrone, come dimostra il pezzo d'apertura "Are You Happy And Free?!" (guardatevi il loro primo videoclip), primo singolo estratto con una melodia davvero contagiosa; colpisce immediatamente nel segno grazie anche al timbro radiofonico. E' la tipica song in cui puoi scoprirti a fischiettare, che ascolti a palla in macchina con il finestrino abbassato e la testa che dondola seguendo il ritmo, o semplicemente quella che nel traffico della tangenziale nell'ora di punta riesce a farti affrontare con più leggerezza lo stress, tenendo il tempo picchiettando con la mano sul volante. Un brano nel quale viene messo in evidenza la buona interpretazione di Gabriel e riassume bene il progetto musicale: un rock semplice e non banale, nei suoni e nel testo. Segue "Mrs. Freak" che si fonde su una base più “dolce”, quasi “autunnale”, in cui si amalgamano perfettamente voce e chitarre. Altro brano solare e potenziale singolo è "A posto così", si assesta in bilico tra rock e pop; melodia alquanto "estiva" e piacevole, quindi una fusione fra un rock leggero ma incalzante ed una vena pop che, non faticherà a conquistare nuovi fan. "Shoot", rappresenta in tutti i suoi lati la sostanza, brano da arena, non a caso è stato usato come inno per i Mondiali di Hockey 2009 e che ha visto la band esibirsi nelle rispettive arene (Berna e Zurigo) prima delle partite. Una prova decisamente convincente per un ensemble in grado di fare (al momento i Sinplus sono in studio per registrare il debut album) ancora meglio: siamo appena agli inizi e non è difficile intravedere una bella carriera per questi ragazzi. Nell'attesa di ascoltare le nuove canzoni vale la pena, per chi ancora non li conosce, ascoltare questo EP. Semplicemente interessanti! Per maggiori info: www.sinplus.net - www.myspace.com/sinplus

 

Recensione di AngelDevil

TOP ALBUM
TOP ALBUM

ROCK SUGAR

Reimaginator

Independent Release

 

Ragazzi che disco! Puro rock geniale. La perizia con cui è suonato questo album è elevatissima, e ogni tassello (assolo di chitarra, parte di batteria, voce, basso) sembra trovare in modo così naturale il proprio posto all'interno di ogni singola canzone che è sorprendente. Prendete 34 canzoni di band leggendarie degli anni '80/90, mixatele insieme e vi ritroverete 13 canzoni da ulro. “Reimaginator” è un album fatto di mashup ("fusione" di due o più canzoni) e gli artefici di tale arte sono gli americani Rock Sugar, band dalle notevoli doti tecniche formata dall'incredibile e bravissimo cantante Jess Harnell, il chitarrista Chuck Duran, il bassista Johnny Five e il batterista Alex Track. Suonato magistralmente (senza esagerare), dotato di melodie vincenti e cantato in maniera divina, ci apre le porte di un mondo fatto di genialità. E' un lavoro che mantiene tutte le aspettative che uno si aspetta da un album e, soprattutto, che attutisce efficacemente la mancanza sul mercato di lavori geniali al tempo stesso divertenti.La competenza dei Rock Sugar è sicuramente grande, e l'impatto sonoro che il gruppo riesce a produrre è potente e maestoso. Si parte subito con una bomba sonora: "Don't Stop The Sandman" praticamente “Enter Sandman” dei Metallica unita a “Don't Stop Believing” dei Journey (guardatevi il video); l'interpretazione di Jess Harnell è stellare! Voce e suoni perfetti si fondono dando vita allo spettacolo sonoro... incredibile! Si prosegue con “We Will Kickstart Your Rhapsody” - “Bohemian Rhapsody” dei Queen e “Kickstart Your Heart” dei Motley Crue... un mix stupefacente!! Ogni brano è una goduria totale, credetemi, non avevo mai sentito nulla del genere! La set list è lo spettacolo nello spettacolo. Che dire poi della combinazione “Voices in the Jungle”?! Troviamo uno dei brani storici dei Guns N' Roses “Welcome To The Jungle” con “Voices Carry” di Til Tuesday. Beccatevi poi il tris Cinderella, Bon Jovi e Eurythmics in “Here Comes the Fool You Wanted”. Ma se credete di non trovare altre sorprese, sbaglaite perchè ecco la chicca: “Shook Me Like a Prayer” AC/DC (“You Shook Me All Night Long”) e Madonna (“Like A Prayer”) stupefacente! E che dire di “Dreaming of a Whole Lotta Breakfast” - troviamo “Dream on” degli Aerosmith - “Breakfast in America” dei Supertramp- e dei mitici Led Zeppelin “Whole Lotta Love” e il di “Stairway to Heaven”... credetimi da rimanere sbalorditi. Per concludere, cosa aggiungere? Acquistate subito questo CD, vi innamorerete di questa band!! STRAORDINARI! Link band www.rocksugarband.com

 

Recensione di AngelDevil

 

Questa la tracklist:

01. Don’t Stop the Sandman

02. We Will Kickstart Your Rhapsody

03. Crazy Girl

04. Voices in the Jungle

05. Here Comes the Fool You Wanted

06. Shook Me Like a Prayer

07. Straight to Rock City

08. Prayin’ for a Sweet Weekend

09. Heaven and Heaven

10. Breakin’ the Love

11. I Love Sugar on Me

12. Round and Separated

13. Dreaming of a Whole Lotta Breakfast

SIKITIKIS

Dischi Fuori Moda

Infecta Suoni & Affini / Venus

 

Altra band pescata dal panorama alternativo italiano degna di nota, i Sikitikis nascono nell’anno 2000 a Cagliari dalle ceneri dei Canidarapina. Ancora una volta la Sardegna si rivela terra di talenti. Il nome della band è formato dalla parola Siki (derivata dall’inglese Sick, malato, nauseante, stanco, fuori di testa, ecc…) e da Tiki (che sono le divinità di forma umana polinesiane), quindi nome di non semplice fattura e con le K di mezzo nemmeno di facile lettura. In origine i Sikitikis interpretano colonne sonore d’autore, il loro primo amore, ancora forte e presente. Vincitori di parecchi riconoscimenti, uno su tutti il premio M.E.I. (2005/2006) come band rivelazione dell’anno nella categoria Indie-Rock, la line - up è composta da Ale Diablo, al secolo Alessandro Spedicati (voce e effetti sonori), Jimi Gianmarco Diana (basso), Zico Enrico Trudu (tastiere e organo) e Reginald Daniele Sulis (batteria). 3 Album ( “Fuga dal deserto dei Tiki” – 2005 Casasonica; “B” – 2008 Casasonica; “Dischi fuori moda” – 2010 Infecta/Venus) + 1 EP (“Rosso sangue” – 2007 Casasonica) all’attivo e moltissimi live e partecipazioni a rassegne, la band riscuote un successo dopo l’altro in tutto lo stivale. E come dargli torto, sono strepitosi! (Io l’ho già detto a Diablo, scrivendogli una mail, dire strepitosi è poco). Eclettici, il loro repertorio contiene svariati generi: surf, garage, rock n’roll, crossover, melodico, elettronico, beat anni ‘80/’90, se notate il tutto suonato senza usare chitarre, ma l’effetto finale, come dicono, è “chitarristico”, e io aggiungo che è uno spettacolo! In “Dischi fuori moda”, con la copertina in 3D, ascoltiamo 11 tracce di suono pieno e con un mix sonoro inesplicabile, suoni pop - surf, tastiere anni ’80, soft punk, un po’ di pop psichedelico elettronico in “Tiffany”, il basso distorto elettronico, la batteria schietta e asciutta, la voce fantasmagorica, un disco compatto, con arrangiamenti originali un electro pop funk ironico, non manca la cover, come nei precedenti lavori, qui è “Malamore”, omaggio al cantautore italiano Enzo Carella ; questo è un album che festeggia i dieci anni di attività della band, e come tale trasuda una certa maturità ed esperienza, è come se fosse una summa di tutto quindi non dimentica il filone primordiale delle colonne sonore e dei polizieschi anni ’80, con una elaborazione moderna di vecchi stili. E non dimentichiamo i bei testi, anche quando si parla d’amore lo si fa in maniera ironica e intrigante, non con quelle solite parole polpettone inflazionate che si sentono nei brani trasmessi alla radio. Ma non si parla solo d’amore, si parla della nostra epoca, dell’uso di internet (con testo assurdo in “Amore sul Mac”), della nostra Italia. L’album chiude con “Avere trent’anni”, in cui si dice “… questa radio passa solo i Negramaro”…che grande verità, in radio l’alternativo non piace, e poi loro meriterebbero almeno lo stesso successo dei Negramaro, ma anche di più. Link: www.sikitikis.com ; www.myspace.com/sikitikis

 

Recensione di Margherita S.

ROKY ERICKSON & OKKERVIL RIVER

True Love Cast Out All Evil

Anti

 

Credo che difficilmente mi capiterà di realizzare un’altra recensione dopo un così lungo periodo di gestazione. Ho infatti atteso più di due mesi prima di riportare un qualsiasi giudizio circa l’ultimo album di Rocky Erickson. L’ho ascoltato, abbandonato, ripreso, posto diverse volte sul mio piatto (perché amo ancora il fruscio e le imperfezioni che solo il vinile può dare) e francamente, non riesco a misurare con le giuste parole la cocente amarezza e delusione che persiste nel mio stato d’animo. Ho letto praticamente ovunque recensioni entusiastiche, quasi a voler cancellare 40 anni di colpevole indifferenza nei confronti di un personaggio raramente celebrato. Rocky Erickson era e rimane un mito indiscutibile. E non parlo da semplice fan. Ha anticipato i tempi, fondando il primo vero gruppo psichedelico della storia. Come front-man dei 13th Floor Elevators ha realizzato quelle che sono da considerarsi due pietre miliari del genere: The Psichedelic Sound (debutto difficilmente eguagliabile) ed il mistico Easter Everywhere. Due album che dovrebbero impreziosire ogni collezione degna di tale nome. La sua in fondo è una storia di sconfitte. Ha violentato la propria menta e il proprio genio con l’abuso di acidi e droghe di ogni tipo. Si è perso, è impazzito, è più volte tornato. Ma nonostante tutto, la sua musica ha sempre mostrato una lucida follia, una sorta di faro contro le avversità. Eppure, in questo caso i conti non tornano. Ora il tutto sembra sommerso. True Love Cast Out All Evil è un album che dovrebbe almeno nelle intenzioni, riassumere un percorso iniziato nei primi anni Settanta al Rusk state Hospital (causa costanti ricoveri per problemi psichiatrici e abuso di acidi) fino all’ultima, ennesima, resurrezione. Una sorta di vademecum delle proprie esperienze. Ma al di la dei buoni propositi, manca il colpo di genio, l’assolo secco, il momento che non ti aspetti . Manca francamente Rocky Erickson. E non parlo solo di suoni e colori. Persino la sua splendida voce , mestamente, si confonde con un pasticcio di idee lo-fi per lo più già sentite. Abbandonati mostri, panorami sci-fi, zombie o cani a due teste, Rocky vira su di un terreno ultraterreno. Invoca Dio, chiede forse perdono per una vita tutt’altro che integerrima. Prova a confrontarsi con l’altissimo. Ma tutto questo in fondo che senso ha? Il mito dovrebbe rimanere tale. Ho bisogno di gemiti, non preghiere. Ho bisogno di distorsione e paure. Ho bisogno del più vero Rocky Erickson. Per la prima volta nella sua carriera, il nostro eroe lascia alla backing band il ruolo da protagonista. E questo si sente eccome. Non solo a livello di produzione. I brani non mi convincono. Tutto sembra un’autocelebrazione mal riuscita. Un solo sussulto: John Lawman ,unico brano denso di carica e mordente. Un brevissimo ritorno al passato.Voglio credere che questo non sia un album di Rocy Erickson. Solo una piccola e fugace apparizione come cantante di un gruppo di cui possiamo fare a meno. 6 politico. Nulla più.

 

Recensione di Giorgio Guffanti

BUTTERED BACON BISCUITS

From the solitary woods

Black Widow Records

 

Con un "leggero" ritardo rispetto all'uscita, datata autunno 2009, andiamo a recensire il debutto su CD dei Buttered Bacon Biscuits. Fin dalla prima traccia del lavoro si è immersi in suoni che trasportano l'ascoltatore in atmosfere e melodie tipiche di quel sound che ha caratterizzato gli anni 60' e 70' americani. Rock elaborato, curato nell'esecuzione e ricercato negli arrangiamenti. Si potrebbe definire "progressive rock" o "indie", definizione che lascia aperte molte porte. Preferisco definirlo "buona musica", suonata e cantata bene. Il Cd è autoprodotto e tutte le canzoni sono scritte dalla Band. Vengono da Forli e sono attualmente in giro per locali, prevalentemente nella zona di origine, ma si spera riescano a "espandere il verbo" anche nel resto della penisola. Le canzoni variano da sonorità più Rock a melodie d'atmosfera che in ogni caso non stancano ed il tutto scorre via in modo piacevole. Songs da viaggio da "on the road", sarebbe bello ascoltarle mentre percorri una FreeWay americana , magari impegnato in un "Coast to Coast" al volante di una "Muscle Car" fine anni 60' inizio anni 70' ( anche in moto...ma ,in questo caso, è più difficile ascoltare musica ). Il disco inizia in modo ritmato con una bella song, "Cross-eyed Jesus", che porta subito l'ascoltatore a capire cosa ha tra le mani. Non si cambia con "Losin' my Pride", si scende di ritmo con le due songs che seguono per poi ripartire con un ottimo Rock-Blues in "I hope you're Felling Bad". "Into the Wild" altro pezzo d'atmosfera parte con un canto tipico degli Indiani D'Amercica.La voce di Ricky è graffiante e potente, davvero intensa nell'interpretazione dei brani. Il Cd si chiude con una divertente "ghost Track" in stile Country-rock . Sono contento di sapere che nel nostro paese si produca musica con passione come quella espressa in questo lavoro. Spero a breve di apprezzarli live per avere conferma di quanto ho ascoltato.

 

Recensione di Luca Casella

BUD SPENCER BLUES EXPLOSION

Bud Spencer Blues Explosion

Yorpikus Sound

 

Non ho resistito, ho deciso di recensire l’album dei BSBE, il motivo è uno solo: sono innamorata di loro. Adriano Viterbini (Voce, chitarra) e Cesare Petulicchio (batteria, voce) sono l’immenso duo romano formatosi nel 2007 a Roma, con un nome rubato alla band punk blues newyorkese dei Jon Spencer Blues Explosion, sostituendo Jon con Bud, che da noi in Italia non necessita di spiegazioni. La loro gavetta è fatta di concerti a rotazione con tanta voglia di suonare e suonare e suonare, partendo dai locali della capitale fino ad arrivare a volare oltreoceano per un tour negli USA, tra le tappe New York e Seattle (il “diario americano” verrà pubblicato in seguito sul sito di Repubblica XL). Finalisti all’Heineken Jammin’ Contest nel 2007, si sono esibiti sul palco dell’Heineken Jammin’ Festival di Venezia Mestre vincendo il 1° premio come migliore band. Da qui solo riconoscimenti, e mi sento di dire meritatissimi. La loro presenza scenica è notevole e secondo me si piacciono pure un casino. Questo full lenght che porta il nome del duo per esteso, fa seguito a un precedente EP (“Happy” – 2007) ed è composto da brani immensi, tra i quali la cover di “Hey Boy Hey Girl” dei Chemical Brothers rivisitata in chiave rock, con uno stile talmente personale da farlo sembrare un pezzo diverso dall’originale; il successo di pubblico e critica è immediato. E’ quasi incredibile come un duo riesca ad ottenere tanta varietà e spaziare in un universo fatto di sonorità svariate soprattutto usando due soli strumenti, che è come se fossero dieci, il groove che emanano fa raggiungere la pace dei sensi, che è come se avvenisse una unione tra cielo e terra e l’estasi si manifestasse palese. Le canzoni hanno sì una matrice blues, soprattutto blues 70’, ma si percepisce parecchia elettronica e acustica, e anche del rock potente e persino del pop. I cambi di tempo sono continui, e loro sono dei maghi del vero Rock n’ Roll. La prima traccia è un omaggio alla venerabilità dei Led Zeppelin (in “ Mi sento come se” il riff è preso da “Celebration Day”), poi si varia fino ad arrivare ai Chemicals, passando attraverso suoni più easy e per certi aspetti più “femminili” (in “Quasi Qualunque”, per esempio). Io li definisco giocolieri del suono e lo si sente, sono in perfetta sintonia, la loro intesa è al 100%, chitarra e batteria viaggiano in simbiosi, con molta tecnica e molti assolo. Quando li ascolti rimani a bocca aperta. Ma è così, quando si è superlativi è così. Le tracce “”Good Morning Mike” e “Esci Piano” hanno tutto di elettronico, così come “Here I Am”. L’energia che sprigiona questo album è senza pari, sensazionale in “Fanno meglio” (featuring Valentina Lupi). Mi sono persa il live al MIAMI all’Idroscalo , mannaggia, ma per il prossimo sono già in fila per entrare. Quindi, non mi resta che dire: “NON BLUES ULTRA” (cit.). Link: www.myspace.com/budspencerbluesexplosion ; www.bsbemusic.com

 

Recensione di Margherita S.

LITFIBA

Stato libero dei Litfiba

Sony

 

“Stato libero dei Litfiba” è il documento sonoro della scorsa tournée primaverile, che ha segnato il ritorno insieme di Piero Pelu’ e Ghigo Renzulli, il perno indossulibile dei Litfiba. Certo, personalmente speravo anche nel ritorno di gente storica quale Gianni Maroccolo, Antonio Aiazzi o Roberto Terzani, solo per citarne alcuni, ma purtroppo le non ancora sopite divergenze personali non hanno potuto permettere anche questi innesti. Il cd si apre con due inediti di buona fattura vale a dire “Sole nero” , che ha ricevuto una capillare programmazione in tutte le radio nazionali, pezzo che va molto indietro nel tempo. Direi un connubio tra la grinta hard rock presente in “Terremoto” e la new wave dello storico “17 Re”. Molto più ”cafona” e smaccatamente commerciale è “Barcollo” con riferimenti alla vittoria della Coppa del Mondo 2006, sull’emigrazione e tanti altri temi. Non aggiunge, ne toglie niente alla loro storia. Ma andiamo ad analizzare il live. Piero e Ghigo son coadiuvati da Daniele “Barnie” Bagni al basso, da Federico Sagona alle tastiere e Pino Fidanza alla batteria. Per i fortunati presenti alle varie date italiane e straniere della scorsa primavera è un’ottima fotografia di quello successo quelle sere, non mossa e con luci adeguate alla situazione. Fortunatamente ero presente all’esauritissima data milanese e il cd mi trasporta subito temporalmente a quella sera. Le emozioni son grosse a risentirli,il cd è registrato benissimo, il booklet è semplicemente bello e soprattutto il contenuto principale, la musica, ti intrattiene, ti fa riflettere, ti fa incazzare, ti fa ballare come solo la musica del miglior gruppo italiano di sempre per il sottoscritto sa fare. Venticinque successi che coprono tutta la loro carriera o quasi, con l’eccezione dell’ultimo loro lavoro insieme “Infinito”. Piero e Ghigo sono come Perry e Tyler, come Lee Roth e Van Halen,come Page e Plant, sono indissolubili. La loro separazione decennale sembra quasi non avvertirsi e hanno fame del loro pubblico, che in visibile delirio li accompagna nota per nota in questa cavalcata sonora ,che probabilmente attirerà altri fans di giovane età. I Litfiba son un gruppo trasversale,che si trasmette da padre in figlio,da fratello a fratello,da amico a conoscenti e si allarga capillarmente sul territorio,come fosse un esercito di fedelissimi. La voce del buon Piero è sempre suadente e unica,anche se ovviamente non è piu’ quella di venti anni fa, le chitarre di Ghigo le sapresti riconoscere su mille e tutta la band li accompagna egregiamente. Tutti i grandi successi o quasi son presenti,si attacca con “Proibito” dove Piero ci invita nel loro stato ,ci son le note western da film di Sergio Leone di “Cangaceiro”,ci son le tastiere inconfondibili che aprono “Lulu e Marlene”,c’è l’ironia di “Gioconda”, la grinta di pezzi quali “El diablo” e “Lo spettacolo”. In alcuni pezzi ci sono anche piccole improvvisazioni sul tema che arricchiscono la canzone e la rendono pronta ad essere ammirata e apprezzata come un quadro di Modigliani. Inutile ribadire, che i Litfiba hanno influenzato moltissimi negli anni, che hanno ricevuto la solenne approvazione da parte di bands storiche quali The Stranglers e che non vanno persi in questa tournée estiva. Una band, che riunendosi, non ha fortunatamente sputtanato il loro nome e soprattutto un disco che è certamente piu’ bello possedere, che una delle loro infinite e inutili raccolte che son uscite negli anni scorsi.

 

Recensione di MauRnrPirate

STEVE MILLER BAND

Bingo!

Roadrunner Records

 

"Bingo!" è la creatura musicale della Steve Miller Band formata da: Steve Miller – voce e chitarra, Joseph Wooten – tastiere, Gordy Knudtson – batteria, Kenny Lee Lewis – chitarre e basso, Sonny Charles – voce e cori, una band divenuta icona del blues-rock non solo per i dischi epocali che ha consegnato alla storia (venduti oltre 30 milioni di dischi), ma anche e soprattutto per la incredibile tenuta di un progetto che dura ormai da 40 anni, un pilastro dal quale non si può prescindere. "Bingo!" che esce per la Roadrunner Records/Space Cowboy Records, è co-prodotto da Miller e da Andy Johns (Rolling Stones, Led Zeppelin), è il primo di due album tratti dalle sessioni tenute allo Skywalker Ranch, lo storico studio di produzione di George Lucas. In questo disco troviamo un repertorio che tocca con mano felice alcuni classici del rhythm and blues di Jimmie Vaughan, B.B. King, Jimmy Reed, T-Bone Walker e altri, “trasformate” in rock song. Dieci brani in grado di regalare molteplici, brillanti momenti, da gustarsi pezzo dopo pezzo, arrangiamento dopo arrangiamento; ulteriore testimonianza di classe cristallina. Il disco gode di un’atmosfera davvero coinvolgente che sprigiona passione ad ogni nota; si rivela così un ottimo concentrato di blues rock, ispirato e godibile. Fin dalle primissime note del primo singolo estratto da questo lavoro "Hey Yeah", scritto da Jimmie Vaughan, si percepisce un senso di coinvolgimento non indifferente. Alcuni brani come “All your love (I miss loving)” sono impreziositi dal sound latino delle percussioni di Michael Carabello, membro fondatore della band di Santana, da Adrian Areas, l'asso dei tamburi e dall'armonica di Norton Buffalo. La quarta traccia ''Rock Me Baby'' e ''Sweet Soul Vibe'' Steve Miller alterna i propri assoli di chitarra con quelli del mitico Joe Satriani. Un disco indispensabile per gli affezionati e in grado di offrire una convenientissima summa ai neofiti. Nota -la copertina dell'album è opera di Storm Thorgerson - lo stesso che ha realizzato gli album di Led Zeppelin e Pink Floyd. Ultima cosa: non perdetevi il concerto che si terrà il prossimo 12 Ottobre al Teatro Smeraldo di Milano!!

 

Recensione di AngelDevil